Lode a Ernesto Pellegrini, il re delle mense che aiuta chi ne ha più bisogno

L'ex presidente dell'Inter produce e distribuisce gratis 50mila pasti a domicilio per anziani e quarantenati da Covid-19

15-04-2020
Ernesto Pellegrini nel ristorante solidale Ruben,

Ernesto Pellegrini nel ristorante solidale Ruben, che il "re delle mense" ha creato a Milano. Offre cene a 1 euro a persone in difficoltà temporanea. Ora l'ex patron dell'Inter ha intrapreso una nuova iniziativa in soccorso dei più deboli

Molti - soprattutto gli appassionati di calcio - conoscono Ernesto Pellegrini, milanese classe 1940, noto per esser stato il presidente dell'Inter dal 1984 al 1995. Alcuni sanno anche che è imprenditore di successo, nel campo delle mense e della ristorazione collettiva; nel 2019 la Pellegrini S.p.A. e la Pellegrini Catering Overseas S.A. hanno fatto registrare un fatturato complessivo di 635 milioni di euro, contando un totale di oltre 9mila dipendenti..

Pochi sanno che in tutta la sua vita, Pellegrini si è distinto per numerose iniziative benefiche, penultima delle quali il ristorante solidale Ruben, aperto due anni fa nel quartiere Giambellino dalla Fondazione Ernesto Pellegrini onlus. Intitolato a un giovane senza tetto che l’ex patron dell’Inter conosceva e ha visto morire di stenti, il locale offre cene a 1 euro a persone in difficoltà temporanea, per aver perso il lavoro o per altri motivi, segnalate da una rete di 150 associazioni (tra cui spiccano i tanti sportelli di ascolto Caritas) oltre che dai servizi sociali del Comune. Non una mensa per poveri, ma un vero ristorante con tanto di menu a scelta e chef professionisti, che a oggi tessera 3.800 persone ed eroga 108mila pasti.

In tempi di Coronavirus, Pellegrini, con la figlia Valentina, ha deciso di portare gratuitamente 30mila pasti a casa degli anziani di 17 comuni lombardi: «È il nostro modo di essere solidali in questa emergenza sanitaria». Daniela Mainini, presidente del Centro Studi Grande Milano, ha inviato questa lettera per ringraziarlo. E noi la pubblichiamo volentieri.

Pellegrini con Giovanni Trapattoni e Massimo Moratti

Pellegrini con Giovanni Trapattoni e Massimo Moratti

Negli ultimi anni Ernesto Pellegrini (sì proprio lui il Cavaliere del lavoro, già presidente dell’Inter, presidente della Pellegrini Spa con oltre 9500 dipendenti, quello che ha donato a Milano il ristorante Rubens che ogni sera sfama 350 nuovi poveri) è stato un compagno di viaggio del CSGM. 

Già Grande Guglia della Grande Milano 2015 e poi Ambasciatore 2018, ho di lui e con lui ricordi bellissimi: dalla prima volta alle Stelline sinceramente commosso, a Palazzo Reale con il suo bel libro Una vita un’impresa, alla Scuola militare Teulié coi cadetti tutti in piedi e ammirati, all’ultima edizione degli Ambasciatori quando sorride perché ha il compito, tra gli altri, di premiare l’amico Fedele Confalonieri con le inevitabili battute dei colori del cuore di quelle squadre di calcio di diversi colori ma unite dalla reciproca grandezza e figlie di un’unica grande Milano! 

E le cene a casa sua… uniche. E la sua generosità… inarrivabile.

Ruben, il ristorante solidale creato da Pellegrini a Milano

Ruben, il ristorante solidale creato da Pellegrini a Milano

Poteva il mitico Ernesto rimanere “cui man in man”? No di certo: sentite cosa racconta e soprattutto cosa ha realizzato: «Quando il 21 febbraio scorso in Italia è stato annunciato il primo contagiato ufficiale, io con dei dirigenti della Pellegrini mi trovavo a Baveno, sul Lago Maggiore, dove avevo organizzato una convention. A pensarci oggi mi viene un po’ di nostalgia, parlavamo di progetti, di budget, di buoni propositi e, soprattutto, stavamo tutti insieme. Non potevamo immaginare che sarebbe scoppiata addirittura un’emergenza sanitaria ed economica internazionale. Nei giorni successivi ci siamo subito attivati, perché avevo intuito che la situazione fosse seria. Abbiamo costituito una task-force aziendale, un riferimento nella confusione che in modo naturale e comprensibile si stava creando nella popolazione, dunque anche fra i nostri collaboratori».

Continua: «Con la chiusura delle scuole abbiamo perso una fetta notevole di fatturato, mentre alcune aziende, così come gli ospedali, hanno continuato a lavorare, per garantire a tutti un pasto per il loro sostentamento. A tal proposito vorrei ringraziare in modo particolare i medici con tutto il personale sanitario e i lavoratori della ristorazione collettiva e delle pulizie, che quotidianamente indossano mascherine e tute protettive e vanno a lavorare o a sanificare ambienti per la tutela e il benessere di tutti noi. Hanno un grande coraggio, portano avanti il lavoro con abnegazione e sacrificio. A loro deve andare il nostro plauso. I miei manager e dirigenti al contempo si occupano di far funzionare tutta la complessa macchina che supporta gli operativi, per soddisfare le esigenze dei nostri clienti anche in questo periodo delicatissimo. Riguardo agli anziani e a coloro che non possono uscire di casa, subito dopo la chiusura di tutta Italia, avvenuta l’11 marzo, con mia figlia Valentina che mi affianca in qualità di vicepresidente, abbiamo voluto fare un gesto di solidarietà, dedicato espressamente ai più fragili, facendo la cosa che sappiamo fare meglio: ristorare le persone. Fino al 15 giugno produrremo e distribuiremo gratuitamente un totale di 50mila pasti a domicilio dedicati agli anziani e quarantenati di 19 Comuni italiani, presso i quali abbiamo un centro cottura». 

Pellegrini nel 1984, quando acquistò l'Inter da Ivanoe Fraizzoli

Pellegrini nel 1984, quando acquistò l'Inter da Ivanoe Fraizzoli

Conclude Pellegrini: «Da orgoglioso figlio di ortolani, ho vissuto le difficoltà e la fame della guerra e dell’immediato dopoguerra e mi rendo dunque pienamente conto di quanto sia difficile affrontare la vita in certi momenti delicati, se non c’è solidarietà tra le persone. Infine, un pensiero per le nostre aziende: noi Italiani abbiamo affrontato crisi di ogni tipo, guerre e privazioni. Ci siamo sempre rialzati con orgoglio e unità. Succederà anche questa volta».

Ecco come si può #AMAREMILANO con fatti concreti e tanta, tantissima generosità. 

Come solo lui sa fare in questo modo. Grazie Ernesto!


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