Identità London, a Vinopolis la qualità sale in cattedra

01-06-2009
ex editoriali

L’esperienza di cinque anni di Identità Golose in pieno inverno a Milano, prima edizione gennaio 2005, daranno vita, a fine giugno, alla prima edizione di Identità Londona Londra, The Italian Chef Congress come è scritto bene evidenziato nel logo perché tra i due eventi c’è una sostanziale differenza. Identità Golose nacque perché mancava in Italia un luogo, un momento dove i nostri cuochi, i nostri pasticcieri, i nostri gelatieri, i nostri artigiani della gola potessero esprimersi con pari dignità degli ospiti stranieri. Fino a un lustro fa non esistevano manifestazioni simili fuori dalla Spagna, o si andava lì in pellegrinaggio, armati di giusta ammirazione, o niente.

E adesso che congressi, convegni, passerelle si sono moltiplicati nel mondo, con Identità London è l’Italia a tracciare una nuova linea, esportando le sue eccellenze e chiamando a sé altre realtà, come il brasiliano Alex Atala e il danese René Redzepi, perché nessuna nazione è depositaria in esclusiva della qualità assoluta. Anzi è proprio vero il contrario: c’è classe in tante cucine e eventi come Identità Golose non fanno altro che testimoniarlo, amplificando ogni conoscenza.

Identità London, soprattutto all’esordio, avrà una forte connotazione italiana: su sedici lezioni in due giorni, il 29 e il 30 giugno a Vinopolis, quattordici avranno per protagonisti interpreti della cucina e della pasticceria italiane, con dodici relatore in arrivo dall’Italia e due, Angela Hartnett (una nonna italiana) e Giorgio Locatelli (italianissimo, lombardo), che vivono e strappano applausi nella capitale britannica.

Questo perché Identità London nasce dalla certezza che è vero che c’è tanta Italia nella ristorazione planetaria, ma quanta è autentica? Quanta è proposta da chef italiani o che hanno studiato da noi? E quante materie prime sono originali? E ancora: quanti piatti non sono la semplice e stanca riproposizione di stereotipi triti e ritriti? Ben pochi e allora è giusto portare la cucina italiana contemporanea fuori dai nostri confini, per farla conoscere all’opinione pubblica e ai mass-media internazionali. In Italia abbiamo idee nuove e ottime materie prime che aspettano solo di essere conosciute e applaudite.


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Affari di Gola di Paolo Marchi

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