31-10-2026

Bardolino, cent’anni di Consorzio. La sfida per il futuro: vini più “pop”

Una comunicazione per nulla formale, ma anche vini più versatili: questa la chiave di interpretazione per affrontare con ottimismo il cambiamento del mercato

Il Consorzio Vini Bardolino ha festeggiato i cento

Il Consorzio Vini Bardolino ha festeggiato i cento anni di vita. L'obiettivo? Diventare sempre più pop

Non serve ripercorrere il passato per sfidare il futuro. Bisogna semplicemente… voltarsi in avanti!

Con questo slogan, Bardolino - zona e omonimo vino - richiama la contemporaneità compiendo addirittura un secolo di vendemmie curate dal Consorzio Vini. Puntando su una comunicazione per nulla formale, niente accademica, neppure citazioni storiche (come quella di Wolfgang Goethe, nel suo Viaggio in Italia del 1786, ’incantato dalla lussureggiante amenità del luogo’) ma un linguaggio divertito, semplice quanto popolare: appunto ‘pop’.

Il presidente del Consorzio Fabio De Micheli

Il presidente del Consorzio Fabio De Micheli

Lo ha più volte ribadito per il Centenario dell’ente di tutela fondato nel 1926 il presidente del Consorzio Fabio De Micheli, enologo, studi a San Michele all’Adige, imprenditore vitivinicolo molto attento ai cambiamenti climatici e alle tendenze del mercato.

La ricorrenza secolare s’è trasformata in una festa decisamente ‘pop’. Con incontri degustazioni e una singolare sinergia con l’Arte contemporanea, esponendo le opere luminose di Marco Lodola, artista di fama del ‘Nuovo Realismo’, autore per nuovo ‘totem’ riservato al Bardolino.

L'opera realizzata dall'artista Marco Lodola

L'opera realizzata dall'artista Marco Lodola

Kermesse enoica in sintonia con prospettive artistiche e soprattutto per un nuovo linguaggio. Senza elencare la forza di un Consorzio che conta quasi 900 soci, custodi di oltre 2 mila 400 ettari di uve - Corvina, Corvinone, con Rondinella e Molinara - che generano il variegato Bardolino e il gentile (nel color rosaceo ) Chiaretto, con quasi 20 milioni di bottiglie.  

Produttori decisi a rendere il Bardolino più versatile, accattivante nella sua schietta semplicità e dunque vino ‘pop’, conservando alla beva la sua identità e deciso legame con l’ambito gardesano da sempre ‘culla enoica per eccellenza’. Produrre vini senza arroccarsi su temi e frasi che poco aiutano a capire l’essenza.

Alcuni vigenti nella zona di Sommacampagna

Alcuni vigenti nella zona di Sommacampagna

Scegliere pure tecniche innovative di vinificazione valorizzando le tre sottozone ritenute essenziali per caratterizzare il Bardolino ovvero Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna. Non solo. Il Consorzio punta pure sul ricambio generazionale, coinvolgendo i giovani che operano nelle aziende di famiglia. Una quarantina di quarantenni, ambasciatori decisamente ‘pop’, decisi pure a scommettere sull’enoturismo, con il Garda che annualmente accoglie oltre 15 milioni di vacanzieri.

Senza tralasciare un convegno specifico, sul tema “Voltiamoci avanti - Vino: pensare Top e progettare Pop”, titolo significativo che porta la firma di Giacomo Mojoli, giornalista ed esperto di attualità e delle dinamiche economico-sociali del mondo del vino, che già diversi anni fa predicava la “poppizzazione” del vino. Sul palco autorevoli esponente della ristorazione e della comunicazione socio economica, con Giacomo Mojoli che puntualizza e rilancia la sua “visione pop”.

«Quando si compiono cento anni, il rischio è guardarsi indietro e celebrare ciò che è stato. Io credo, invece, che la vera sfida sia voltarsi avanti: usare la storia non come un rifugio, ma come una risorsa per immaginare il futuro. Con percorsi apparentemente diversi, ma uniti da una stessa convinzione: la qualità, da sola, non basta. Deve saper incontrare le persone, parlare il linguaggio del presente e diventare parte della vita quotidiana. Slow + Design significa progettare con consapevolezza, rispettando i tempi, i luoghi e le relazioni».

«Poppizzare il vino significa renderlo più vicino alla società, senza banalizzarlo; superare le barriere dei linguaggi specialistici e dei rituali esclusivi, senza rinunciare alla competenza e alla profondità culturale. la capacità di ri–comporre le differenze, far interagire tradizione e innovazione, identità locale e visione globale. Non applicare modelli uguali a tutti, ma riconoscere le specificità e costruire, ogni volta, relazioni nuove. Ecco perché pensare Top e progettare Pop non significa scegliere tra eccellenza e accessibilità. Significa fare in modo che l'eccellenza possa essere compresa, condivisa e vissuta».

Per il Consorzio vini Bardolino, celebrare cento anni non significa soltanto ricordare una storia importante, ma chiedersi quale storia vogliamo cominciare a scrivere. Il vino ha bisogno di qualità, certo, ma anche di cultura, creatività, "leggerezza pensosa", collaborazione e nuovi linguaggi.

Ha bisogno di nuovi paradigmi, di ritrovare una relazione autentica con le persone e con la società che cambia. Voltiamoci avanti, dunque. Senza dimenticare da dove veniamo, ma senza permettere al passato di diventare un limite. Perché il futuro del vino non dipende soltanto da quanto sapremo produrre di buono, ma anche da quanto sapremo renderlo significativo per il mondo che verrà. Magari pensando seriamente che: il futuro non si eredita. Lo si deve progettare.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Nereo Pederzolli

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Nereo Pederzolli

Nato a Stravino, micro-borgo rurale in Valle dei Laghi, tra Trento, le Dolomiti di Brenta e il Garda. Per 36 anni inviato speciale Rai in programmi e rubriche agroalimentari, filmmaker, da oltre 30 anni degusta vini per la guida del Gambero Rosso e ha pubblicato numerosi testi di cultura enogastronomica. È editorialista del quotidiano online ilDolomiti.it

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