Dépositaires Dom Pérignon: un circuito nato 21 anni fa in Italia, che nel 2020 ha ispirato la Dom Pérignon Society

Intervista con la Senior Brand Manager Valeria Righetti: «Sono creatori che, come il monaco benedettino nel XVII secolo, cercano di ispirare le emozioni più profonde»

14-02-2022
a cura di Cinzia Benzi
Valeria Righetti e lo Chef de Cave Dom Pérignon 

Valeria Righetti e lo Chef de Cave Dom Pérignon Vincent Chaperon (credits fotografie: Gabriele Zanon)

Il circuito dei Dépositaires Dom Pérignon, la celebre Maison di Champagne di Èpernay, ha celebrato sul finire del 2021 una serata emozianante con lo chef de Cave Vincent Chaperon accompagnato dallo chef di Maison Dom Pérignon, l’italiano Mario Fadiga per un quattro mani sensazionale con il bistellato chef di Cesenatico, Alberto Faccani.

La domanda nasce spontanea, come si può far parte di questo circuito? Abbiamo raggiunto per un’intervista Valeria Righetti, Senior Brand Manager Dom Pérignon Italia: «Il circuito dei Dépositaires Dom Pérignon riunisce alcuni tra i migliori ristoranti stellati italiani, selezionati dalla Maison perché capaci di interpretare al meglio i suoi valori e la sua filosofia. Si tratta di creatori che - proprio come il monaco benedettino nel XVII secolo - cercano con la loro eccellenza di ispirare le emozioni più profonde ed elevare ogni persona in ogni momento». Si narra che il monaco abbia pronunciato la frase: «Accorrete fratelli, sto bevendo le stelle!».

Chaperon con Mario Fadiga e Alberto Faccani

Chaperon con Mario Fadiga e Alberto Faccani

Continua Righetti: «I Dépositaires vogliono regalare una grande emozione grazie ai loro piatti, agli abbinamenti a Dom Pérignon e alle esperienze che propongono al consumatore».

Possiamo definire Dépositaires i “custodi” di bottiglie siglate da millesimi storici, ricevendo in anteprima annate pregiate, partecipazioni privilegiate a serate o degustazioni molto elitarie. Quali sono le caratteristiche dei Dépositaires e c’è una scelta del gruppo oppure valutate delle auto-candidature?
«La caratteristica comune a tutti i ristoranti Dépositaires è innanzitutto l’amore per la nostra Maison - chiosa Valeria Righetti -. Sono interpreti dell’alta cucina che vogliono essere non solo custodi, ma anche ambasciatori dello stile senza tempo e della continua tensione all’eccellenza di Dom Pérignon. I Dépositaires si lasciano ispirare da Dom Pérignon, così come la Maison si lascia ispirare dalla creatività degli chef. Un vero equilibrio tra tradizione e innovazione. La nomina a Dépositaire arriva dopo anni di conoscenza, collaborazione e stima reciproca con la Maison».

Oggi il nostro Paese vanta un circuito di 20 Dépositaires composto da chef con i loro rispettivi ristoranti:

Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento in Langa

Matteo Baronetto di Del Cambio a Torino

Carlo Cracco dell’omonimo ristorante di Milano

Davide Oldani del D’O a Cornaredo

Chicco e Bobo Cerea di Da Vittorio a Brusaporto

Dino Colantuono di Villa Fiordaliso sul Garda

Stefano Baiocco nell’attiguo Villa Feltrinelli

Nadia e Giovanni Santini di Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio

Giorgio Damini di Damini e Macelleria Affini ad Arzignano

Massimiliano Alajmo a Le Calandre nel padovano

Alberto Faccani del Ristorante Magnolia a Cesenatico

Massimo Bottura dell’Osteria Francescana a Modena

Annie Féolde e Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze

Gioacchino Pontrelli del Lorenzo di Forte dei Marmi

Heinz Beck de La Pergola di Roma

Andrea Antonini dell’Imàgo di Roma

Niko Romito del Reale in Abruzzo

Alois Vanlangenaeker del San Pietro di Positano

Nino Di Costanzo del Daní Maison di Ischia

Andrea Aprea che a Milano riserverà presto delle novità.

È un circuito solo italiano?
«I Dépositaires Dom Pérignon nascono 21 anni fa in Italia. La Maison è sempre stata vicina a questo gruppo di eccellenze, in particolare nella persona dello Chef de Cave, che periodicamente incontra gli chef e i sommelier, coinvolgendoli in degustazioni e cene molto speciali. Nel 2020 la Maison - già così legata al circuito italiano - ha dato il via alla Dom Pérignon Society internazionale, composta da chef che si sono distinti per le proprie capacità creative, proprio a sottolineare il rapporto stretto che esiste tra Dom Pérignon e l’alta gastronomia. I Dépositaires italiani fanno ora parte della più ampia Dom Pérignon Society, che conta oltre 50 chef in tutto il mondo».

Nonostante la pandemia il consumo dello Champagne in Italia e in tutto il Mondo ha raggiunto traguardi importanti. Nel 2022 ci saranno tanti momenti che vedranno protagonisti la maison e i suoi Dépositaire. Seguendo i canali social di Dom Pérignon (il profilo Facebook Dom Pérignon e il profilo Instagram @domperignonofficial), durante l’anno si possono scoprire alcuni chef appartenenti alla Dom Pérignon Society e i loro piatti.

Conclude Valeria Righetti: «Attraverso dei contenuti video e foto, sono gli stessi chef a raccontare - nella loro lingua madre - la loro esperienza professionale, la relazione con la Maison e l’ispirazione che nasce dall’incontro con Plénitude 2, il vino che rappresenta la seconda vita di Dom Pérignon. Un viaggio virtuale emozionante che continuerà per molti mesi, toccando presto anche l’Italia, alla scoperta dei creatori che portano i valori della Maison nel mondo».


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