Tre novità per Slow Wine

Premi speciali alle aziende bio, entrano le cantine slovene e i migliori locali italiani dove bere bene

25-10-2016
La guida Slow Wine di Slow Food compie sette anni

La guida Slow Wine di Slow Food compie sette anni e presenta tre grandi novità: le racconta Raffele Foglia per Identità Golose

Sette anni e tre novità. Questa la guida Slow Wine (per acquistare clicca qui), edita da Slow Food: un progetto che da quando è nato ha sempre cercato di raccontare le storie di produttori e di vigne, e non di limitarsi a una semplice classifica dei più bravi. Slow Wine i premi li dà, ma proprio da quest’anno ha deciso di aprire al biologico: «Abbiamo pensato – spiegano i curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni nell’introduzione del volume - di conferire la Chiocciola e il Vino Slow (ossia i due riconoscimenti che hanno una stretta familiarità con la nostra associazione) solo alle cantine che non utilizzano diserbanti chimici in vigna. Slow Wine, lo abbiamo detto in tutte le salse, non è una pubblicazione chiusa o settoriale o – come ogni tanto qualche invidioso o scontento maligna – settaria (la famosa “guida dei biologici”); il nostro obiettivo è raccontare ai lettori un certo tipo di agricoltura virtuosa, al di là degli stili e soprattutto delle certificazioni. Se chiudessimo la porta in faccia a quei produttori che, per una ragione o per l’altra, non hanno raggiunto il picco di consapevolezza agronomica, questo messaggio faticherebbe a passare. Crediamo invece nel coinvolgimento, nella discussione e nell’esempio».

La presentazione della guida Slow Wine a Montecatini

La presentazione della guida Slow Wine a Montecatini

L’incremento di cantine recensite che hanno intrapreso il percorso di conversione al biologico è cresciuto in modo esponenziale, siamo oltre il 50 per cento. «Ora pensiamo che sia arrivato il momento di mettere paletti ancora più restrittivi per alcuni dei nostri riconoscimenti, anche perché le tecniche per il controllo meccanico o manuale dell’erba che cresce nel sottofila hanno fatto passi da gigante e sono ormai molto efficaci. Nessuna caccia alle streghe quindi, né giudizio etico superiore: solo un semplice, preciso e pacifico criterio di conduzione viticola che a questo punto del nostro cammino comune ci sembrava quasi doveroso».

L’altra novità è quella dell’apertura delle frontiere, nel senso che sono state recensite anche le aziende della Slovenia, realtà divisa solo da un confine “sulla carta” ma che da un punto di vista territoriale rappresenta un tutt’uno con le aree del Collio e del Carso. L’ultima novità riguarda una lista dei 100 migliori locali italiani dove bere bene.

La guida Slow Wine nasce tramite il lavoro di oltre 200 collaboratori che, oltre ad assaggiare i vini, visitano le singole cantine. E’ in vendita a 24 euro (ma online anche a meno, clicca qui).


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