Battesimo Dom Pérignon 2006

Richard Geoffroy, chef de cave della maison di Epernay, ci racconta il neonato Vintage Blanc

01-11-2015
E' stata svelato lunedì scorso a Milano l'ultimo

E' stata svelato lunedì scorso a Milano l'ultimo millesimo dello champagne Vintage Blanc di Dom Pérignon. Il 2006 prolunga lo stato di grazia di un decennio che ha già registrato ottimi 2000, 2002, 2004 e 2005

 

Anteprima del millesimo di Dom Pérignon: nel cosmo degli champagne forse non esiste evento più atteso. E infatti erano schierati tutti gli stati generali dell’enocritica italiana al “Millennium vertical dinner” di lunedì scorso, apparecchiato al trentaduesimo piano della Torre Solaria in via della Liberazione, una vista vertiginosa su tutta la rinnovata superficie di Porta Nuova a Milano.

Il millesimo da svelare del Vintage Blanc era il 2006, l’ultimo nato dell’assemblaggio tra chardonnay e pinot nero più chiacchierato che c’è, arrivato in accostamento ai piatti preparati da Marta Pulini e Pascal Tingaud , assieme ad altri benedetti 2000, 2002, 2004 e 2005. Una gita a spasso tra le grandi annate del millennio corrente, scortate di volta in volta da un caviale servito direttamente nell’incavo tra pollice e indice del cliente, Rombi al forno con essenza di alici su saporiti fumetti di pesce, Consommé di piccione con raviolini quasi evanescenti, Polenta gialla con tartufo d’Alba e un Gelato al lievito apparso prima del commiato.

L’estate 2006 si divise tra la canicola di luglio, la pioggia copiosa di agosto e un settembre di nuovo soleggiato, fattori che garantirono una vendemmia in carrozza prolungatasi dall’11 settembre al 10 ottobre. Un mese benedetto che 9 anni dopo Richard Geoffroy, chef de cave della maison di Epernay dal 1996, è ben lieto di riepilogare con la consueta arte retorica. Riportiamo testualmente:

Richard Geoffroy, chef de cave della maison di Epernay dal 1996 e il cuoco catalano Ferran Adrià. Insieme firmano il progetto Dom Pérignon decoding, «visioni che confluiscono con l'impegno di dare alle generazioni a venire le chiavi per sorpassarci»

Richard Geoffroy, chef de cave della maison di Epernay dal 1996 e il cuoco catalano Ferran Adrià. Insieme firmano il progetto Dom Pérignon decoding, «visioni che confluiscono con l'impegno di dare alle generazioni a venire le chiavi per sorpassarci»

«Il 2006 è stato un anno caldo, soleggiato, solare. Un anno di afa importante. Un’altra stagione segnata dalla maturità dell’uva e dalla ricchezza del chicco, elementi per noi fondamentali da sempre. Brillantezza e luce, ma non la luce dello zenith: quella del mattino, i bagliori della rugiada. Una vendemmia che si è subito presentata rotonda e sferica, così lucida e perfetta che è stato necessario ‘allungarla’ per raggiungere la precisione. Il Vintage Blanc 2006 è un vino di elevata sofisticatezza, di alta definizione. È un’espressione di puntinismo: ha un elemento tattile molto pronunciato che non decade. Che sfiora e accarezza, polveroso e inafferrabile».

Il concetto di luce è essenziale per capirne le evoluzioni: «È una luce un po’ pallida, diafana», ha discettato ancora poeticamente Geoffroy, «ma nei prossimi anni tenderà più allo scuro, accendendosi nella componente iodata. È un vino che ci condurrà molto lontano. Un millesimo che si aggiunge ai gloriosi predecessori, tutti con caratteristiche diverse. Ogni nuovo millesimo ci avvicina sempre di più all’ideale di Dom Pérignon. Aggiunge sempre un po’ di robustezza in più. Encore et encore. Per sempre». "Sempre" è un avverbio che ben si addice a un calice che entra al palato in punta di piedi ma poi i piedi li punta a lungo. Una grazia prolungata che, è vero, trasmette le piacevoli pungenze delle onde del mare.


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