Momio, cucina con amore

Alla scoperta del nuovo locale fiorentino, protagonisti chef Marco Lagrimino e Nadia Möller in sala, coppia affiatatissima

25-06-2018

Nadia Möller, patron e domina della sala, Marco Lagrimino in cucina: sono le due anime del Momio, a Firenze

Seduti! Il treno sta per partire, fortunatamente è in orario. L'arrivo è previsto per la tarda mattinata. Destinazione Firenze. Si cammina guardando la città, si attraversa il ponte alla Carraia e ci si trova diladdarno. Per arrivare a San Frediano non ci vuole molto. Ma il sole scotta. Ancora pochi minuti ed ecco l'ingresso del ristorante: pranzo al Momio. Una bomboniera. Innanzitutto perché ti accolgono con il sorriso (no, non è da tutti!). Nadia Möller in sala, Marco Lagrimino in cucina. Una coppia affiatata. Innamorata. Simbiotica. Di quelle che si capiscono al volo. Con uno sguardo.

Le sale del Momio

Le sale del Momio

Ci si accomoda ad ammirare il locale. Un arredamento sia bohémien sia coloniale. Carta da parati. Paglia di Vienna. Volte con mattoni a vista. Punti luce e colori caldi. Sembra un meraviglioso speakeasy. Acqua subito, appena seduti: microfiltrata o carta delle bottiglie.

Lo chef

Lo chef

Momio è stato tra i 70 nuovi locali selezionati da altrettanti grandi chef per The Fork Restaurant Awards by Identità Golose. Alla fine si è classificato terzo nel voto popolare: qui la premiazione, da parte di Zacapa Rum, di Marco Lagrimino e Nadia Möller. Con loro Vito Mollica, che li ha candidati, e Lisa Casali

Momio è stato tra i 70 nuovi locali selezionati da altrettanti grandi chef per The Fork Restaurant Awards by Identità Golose. Alla fine si è classificato terzo nel voto popolare: qui la premiazione, da parte di Zacapa Rum, di Marco Lagrimino e Nadia Möller. Con loro Vito Mollica, che li ha candidati, e Lisa Casali

Arriva anche il vassoio del pane, invitante. Panini realizzati con farine differenti e grissini stirati a mano. Un gigantesco applauso per le piccole focacce. Piene di gusto. Tiepide. Nadia, ne vogliamo ancora!

I pani

I pani

Chi scrive da tanto tempo non indossava i braccioli. Sì, quelli per andare in acqua. Però il primo antipasto è un tuffo in mezzo al mare, e c'è sempre qualcuno che ti tiene la mano. Seppie crude: morbide, scioglievoli. Seppie colorate. Verdi, abbracciate a un centrifugato di ortica, freschissimo e delicato. Chi ci tiene per mano, in questo caso, è la fragola. Ricca di sapore. Salata. Pungente (mangiatela sempre con le seppie altrimenti risulta leggermente troppo saporita). È un piatto buono. Perché insegna a nuotare.

Seppia cruda, centrifuga di ortica, fragole al sale, olio al lemongrass

Seppia cruda, centrifuga di ortica, fragole al sale, olio al lemongrass

L'antipasto di chiusura premia gli asparagi, finalmente non abbinati alle uova. Il biglietto aereo è pronto. Si sta per partire e sarà un bellissimo viaggio. L'asparago è leggermente sbollentato. Morbido ma consistente. La clorofilla è ancora con noi, poggia su una deliziosa salsa di arachidi. Avvolgente. Calda. Finisce troppo in fretta. Un piatto equilibrato. Base profonda, superficie agra e acida. Ci sono anche gli agretti marinati all'aceto di lampone. Il piatto è ben presentato, tridimensionale: ricco di arachidi in pezzi, caviale di lamponi, cubetti di erborinato (passato in questi giorni da Roquefort a erborinato italiano, bravi!). Il viaggio confonde. No, scritto così potrebbe disorientare. Il viaggio stupisce: così va meglio. Una piccola pausa e siamo al primo.

Risotto, rafano, centrifuga di sedano, polvere di levistico, burro affumicato

Risotto, rafano, centrifuga di sedano, polvere di levistico, burro affumicato

Risotto. Il profumo è esaltante, inebria completamente. Si sente il burro affumicato, mantecato così è proprio goloso. Insieme arriva il rafano, appuntito. Marco però lo ha utilizzato con maestria. Il risotto è una spremuta di sapori. Rassicura, boccone dopo boccone. Aver utilizzato due tipologie di sedano è una curiosità, ma non solo: sedano "tradizionale" centrifugato e sedano di montagna (il levistico) in polvere. Al termine si sente ancora il suo profumo, con piacere.

Merluzzo, acqua cotta al cavolfiore affumicato, polvere di arancia bruciata, salicornia

Merluzzo, acqua cotta al cavolfiore affumicato, polvere di arancia bruciata, salicornia

Nadia serve un altro piatto in tavola: Merluzzo e arancia. Il pesce è super compatto, burroso al tempo stesso. La texture riporta nuovamente in spiaggia: piccoli granelli, polvere di arancia "bruciata". Davvero rilassante. Il merluzzo si trova sopra un cerchio di acqua cotta di cavolfiore affumicato. In bocca gioca con la salicornia: tanta salsedine, amaro di arancia, cavolfiore dolce. Va bene, ottimo questo merluzzo, però non vediamo l'ora di assaggiare i dolci.

Ne ordiniamo due! Una Tortina baumkuchen al pepe di Timut con brunoise di mango, dessert incredibilmente soft. Forse troppo. Però lo abbiamo chiesto soprattutto per assaggiare la crema di riso al gelsomino (Mmh, granita al gelsomino: ci manchi!). La crema soddisfa. Un dolce composto.

Dessert

Dessert

Il dessert però che prende il cuore è la Panna cotta al sambuco. La consistenza è da luna park, diremmo chewingommoso. Siamo sinceri: è un pregio. Da provare. L'impiattamento sembra un gioco da tavolo. Colorato. Pedine che vincono. Pedine che perdono. Le sfere di panna cotta poggiano su un ghiacciato al passion fruit. La differenza la fa il marshmallow ghiacciato. L'inizio del mondo! La nota calda è data dalle gruè di cacao caramellato. Vorremmo assaggiare ancora questo dessert. Ci ha fatto giocare. Sorridere. E poi ridere.

Colazione con egg florentine al Momio

Colazione con egg florentine al Momio

Il Momio durante il giorno è anche caffetteria. Di quelle serie. Ma oggi per noi niente espresso "classico". Meglio provare un'altra estrazione. Sognamo un mondo dove tutti i ristoranti abbiano la carta dei caffè, il Momio ce l'ha già. E ha vinto solo per questo. Nadia propone il metodo chemex. Amiamo le miscele con una percentuale di robusta; in questo caso è anche biologica. Il caffè è un momento fanstatico. La preparazione al tavolo è raffinata e gentile. Teniamo tra le mani la tazza e ci concediamo un attimo di relax. Dispiace solo non assaggiare la piccola pasticceria. Nadia dice che il Momio vuole far godere appieno il caffè, senza distrazioni. Concordiamo. Ma siamo troppo golosi e avremmo voluto qualche dolcetto!

In sala vengono a salutarci Nadia e Marco. Lo chef inizialmente sembra timido. Però è un ragazzo con un cuore grande. Si emoziona quando parla del proprio lavoro. Nadia è super competente e risponde con accuratezza a tutte le domande. È il momento di togliere i braccioli. Di salutare, soprattutto ringraziare. Perché nei piatti abbiamo sentito tutto il loro amore. La loro felicità.


Momio
via Pisana 9c, Firenze
Tel. +39 055 225652
momiofirenze.it
Aperto da lunedì al venerdì 9-23, sabato 10-23, domenica 10-18
Chiuso il lunedì
Menu degustazione a 45 e 50 euro


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