Terza edizione dell'Academia Berlucchi: «La rinascita dell’Italia passa attraverso il talento condiviso»

Un pomeriggio culturale nella storica azienda franciacortina, dedicato a un mosaico di voci autorevoli che hanno raccontato, in concreto, le strade per nutrire il futuro. Tra i nuovi progetti “La Casa dei talenti”

26-10-2021
Quest'anno si celebra il 60° anniversario dal

Quest'anno si celebra il 60° anniversario dalla nascita della prima bottiglia di Franciacorta, voluta e creata da Franco Ziliani nel 1961, considerato a livello internazionale il padre fondatore di una intera zona vinicola.

Valorizzazione del talento come motore per la nostra rigenerazione. È stato questo il tema centrale della 3° edizione di Academia Berlucchi, un incontro ricco di stimoli e di idee, che ha preso vita nella stupenda cornice di Palazzo Lana a Borgonato, in provincia di Brescia, nella storica sede della Guido Berlucchi. Un’edizione ancor più importante, visto che coincide con le celebrazioni per il 60° anniversario dalla nascita della prima bottiglia di Franciacorta, voluta e creata da Franco Ziliani nel 1961, per questo considerato a livello internazionale il padre fondatore di una intera zona vinicola.

Cristina, Arturo, Paolo Ziliani

Cristina, Arturo, Paolo Ziliani

Nel pomeriggio si sono alternate voci autorevoli del mondo della cultura, della scienza, dell’architettura e dell’alta ristorazione per una riflessione aperta su Futuro, Nuove Generazioni e Sviluppo Sostenibile. Nomi di grande spicco tra i quali l’architetto e urbanista Stefano Boeri, il botanico, saggista e divulgatore Prof. Stefano Mancuso, il teologo e filosofo Prof. Vito Mancuso, Irina Mella Burlacu, fondatrice e owner di Vita International, Lara Gilmore, fondatrice, insieme al marito Massimo Bottura, della ONLUS Food for Soul e Barbara Nappini, neo-presidente di Slow Food Italia. A condurre gli ospiti in dialogo tra loro sono stati Giovanni Anversa, Vice Direttore ed autore di RAI 1, da sempre sensibile alle istanze socio-ambientali e Caroline Corbetta, curatrice d’arte contemporanea e fondatrice de @ilcrepaccio, collettivo d’Arte e membri fondatori del Board di Academia Berlucchi.

Vigna Brolo e Palazzo Lana 

Vigna Brolo e Palazzo Lana 

Nata nel 2019 dalla volontà della Famiglia Ziliani e sviluppata in collaborazione con Future Concept Lab di Francesco Morace e gli advisors di comunicazione Grassi+Partners, Academia Berlucchi si pone come “Agorà” e luogo di scambio ed interrelazione tra saperi, culture aziendali e visioni.

Anche quest’anno lo scopo è stato di continuare il percorso già tracciato per la valorizzazione del territorio franciacortino, mettendo a comune la rete di pensiero e di contatti costruita in questi 3 anni.

«Questa è una terra piena di talenti – dice Cristina Ziliani, Responsabile Comunicazione Guido Berlucchi -. Nel passato, alcuni imprenditori visionari hanno capito l’importanza della valorizzazione di un territorio dal punto di vista culturale e ambientale, in un’area a forte tendenza industriale. Oggi come allora, il talento sarà il nutrimento anche del nostro futuro e noi stiamo lavorando concretamente a progetti che uniscano passione, intelligenza, rispetto e sostenibilità».

Vigna Castello 

Vigna Castello 

Dopo la presentazione di Cristina Ziliani, sono iniziate le riflessioni e il dialogo tra gli ospiti. «Tre sono le parole chiave del nostro futuro: consapevolezza, responsabilità e creatività – ha spiegato il filosofo e teologo Vito Mancuso -. Non c’è senso senza consenso. Tutto è costruzione. Oggi c’è una roccia su cui costruire? Sì, la nostra roccia è l’intelligenza, che capisce che tutto è un sistema. Siamo interconnessi. C’è e ci deve essere tra noi tutti un’armonia relazionale. Il nostro talento è l’etica che, insieme alla saggezza, crea il senso della nostra vita».

I protagonisti della terza edizione di Academia Berlucchi

I protagonisti della terza edizione di Academia Berlucchi

Tra gli ospiti anche Lara Gilmore che ha raccontato come Osteria Francescana sia più di un ristorante, perché, nel tempo, è diventata un progetto culturale a 360 gradi. «Sì serviamo pasti, ma ci occupiamo anche di turismo, accoglienza, enogastoronomia, crescita – spiega Lara Gilmore-. Food for Soul nasce con Expo Milano 2015 e per dare continuità alla promessa di Nutrire il Pianeta. Oggi i Refettori offrono pasti sani in un ambiente accogliente a persone in condizione di vulnerabilità sociale. Il primo obiettivo è l’inclusività sociale, che, passo dopo passo, sarà il modo per migliorare il Pianeta. La mattina dopo aver preso le tre stelle, io e mio marito Massimo abbiamo capito che quelle stelle sulla giacca non erano il punto di arrivo, ma un inizio. Sarebbe stato importante cosa avremmo fatto con quelle stelle. Avevamo una voce, una credibilità, non potevamo più guardare solo ai nostri dintorni, ma dovevamo occuparci del mondo intero. Nel 2012 ci fu il terremoto e Massimo pensò di fare una ricetta per salvare le forme di Parmigiano Reggiano dei caseifici colpiti dal disastro. Il Risotto Cacio e pepe, che sembrava “solo” una ricetta, è diventato un’onda d’urto mondiale che ha permesso ai casari di sopravvivere e lavorare. La rivoluzione siamo noi, perché attraverso, piccole azioni possiamo cambiare e migliorare il futuro».

Berlucchi ’61 Nature 

Berlucchi ’61 Nature 

E, pensando alle “piccole rivoluzioni” che cambiano gli orizzonti, come non parlare di Slow Food che da sempre crea una rete positiva e virtuosa tra produttori e consumatori attiva in 160 paesi nel mondo. «Stiamo basando la nostra azione associativa sulla parola resilienza, che vuol dire capacità di adattarsi - dice Barbara Nappini, presidente Slow Food -. Il senso di responsabilità oggi deve essere collettivo, non solo individuale. Il talento è importante, ma poi ci vuole la cura. E la cura per il nostro Pianeta, gli animali e le nostre relazioni sociali è vitale per il benessere collettivo».

La famiglia Ziliani

La famiglia Ziliani

Tra gli ospiti anche Stefano Mancuso, etologo vegetale. « È  un paradosso che ci definiamo la specie più intelligente – spiega Mancuso – quando in un battito di ciglia abbiamo distrutto il Pianeta. Un recente report dimostra che l’80% di tutti i mammiferi presenti sul pianeta è bestiame che mangiamo. Gli uccelli sono pochissimi, l’80% è pollame. I pesci, probabilmente nel 2070 saranno solo allevati per la nostra cena. Se l’obiettivo è la sopravvivenza della specie, non siamo messi bene, perché di solito le specie vivono per 5 milioni di anni e noi per ora siamo a 300 mila anni, e dubito che, se continuiamo cosi resisteremo 4 milioni e 700 mila».

Cristina Parodi, Lara Gilmore e Arturo Ziliani sul Palco del Teatro Grande di Brescia per il concerto benefico a sostegno di Food for Soul

Cristina Parodi, Lara Gilmore e Arturo Ziliani sul Palco del Teatro Grande di Brescia per il concerto benefico a sostegno di Food for Soul

Ma la soluzione c’è e sarebbe semplice: piantare più alberi e rendere verdi le città. Progetti su cui lavora concretamente l’architetto Stefano Boeri, famoso per aver progettato il Bosco verticale di Milano. «Serve un incontro diretto tra natura vivente e architettura – spiega Boeri-. Il Bosco verticale è stato un prototipo e un case study: 21mila piante e circa 20 mila specie di volatili che vi nidificano, un ecosistema che continua a cambiare e ad evolversi. Il tema oggi è portare la natura vivente in chiave vegetale sugli edifici e sulle facciate. Stiamo declinando in modo più ampio e pervasivo il concetto di bosco verticale. A Milano stiamo lavorando anche al Bosco Navigli e ad Anversa trasformiamo i tetti in spazi verdi e spazi pubblici comuni. A Prato stiamo lavorando per portare la vegetazione su edifici già esistenti, per offrire alle persone una urban jungle. Pensiamo che la sfida di “vegetalizzare” sia applicabile alle immense dimensioni dell’edilizia già esistente. Sono felice delle conquiste continue come quella del progetto Forestami che consiste nel piantare 3 milioni di alberi a Milano. Vinceremo la sfida della sopravvivenza della nostra specie sfruttando in chiave verde la nostra intelligenza».

La giornata di lavori è continuata con Cristian Ziliani che ha voluto sul palco Irina Mella Burlacu, fondatrice e owner di Vita International. La sua azienda produce barriere stradali (guard rail) ripensati in modo sostenibile in legno e acciaio forte. «Spesso mi dicono che le aziende italiane fanno fatica ad affrontare l’internazionalizzazione perché siamo tanti e piccoli – dice Cristina Ziliani -. Io non credo che solo i grandi accorpamenti possano affrontare il futuro, noi andiamo avanti con la nostra identità e poi, mi auguro, che il futuro ci darà ragione. Continuiamo decisi, di bottiglia in bottiglia, forti del nostro passato, della nostra cultura enologica, dell’attenzione alla sostenibilità e al valore del lavoro».

Lo chef stellato Stefano Cerveni ha creato una serie di golosi abbinamenti con il Berlucchi ’61 Nature . Tra le specialità La Patata Viola, il Gambero Rosso ed il Franciacorta

Lo chef stellato Stefano Cerveni ha creato una serie di golosi abbinamenti con il Berlucchi ’61 Nature . Tra le specialità La Patata Viola, il Gambero Rosso ed il Franciacorta

Gran finale col racconto, da parte di Cristina Ziliani del progetto Casa dei Talenti, che mira a trasformare lo storico Castello di Borgonato in un luogo di crescita e stimolo del talento. «L’idea, ancora embrionale, è quella di accogliere pittori, musicisti e artisti, che potranno essere accolti qui ed ispirarsi a questo territorio per creare qualcosa di nuovo e di bello – concludono Cristina Ziliani e Caroline Corbetta -. La tensione etica è innata nel brand Guido Berlucchi e metteremo in atto progetti di rigenerazione del territorio, di aziende, teste e cuori grazie all’apporto creativo di alcuni dei più importanti pensatori italiani».

Il saluto di Franco Ziliani agli ospiti del Teatro Grande di Brescia, durante il concerto di Stefano Bollani a sostegno di Food for Soul

Il saluto di Franco Ziliani agli ospiti del Teatro Grande di Brescia, durante il concerto di Stefano Bollani a sostegno di Food for Soul

In serata, al Teatro Grande di Brescia, si è tenuto un concerto benefico straordinario con  protagonista Stefano Bollani. La serata ha contribuito al sostegno della ONLUS Food for Soul, progetto culturale nato per dare luce e voce al potenziale inespresso di persone, luoghi, cibo. Il più talentuoso ed eclettico compositore italiano ha intrattenuto il pubblico con le sue colte improvvisazioni, i suoi funambolici monologhi in musica dando così un senso ed una dimensione – in questo caso legata a tutto lo spettro della musica – di cosa significhi coltivare il talento e coinvolgere gli altri in una visione, così come immaginò Franco Ziliani in quel lontano 1961.


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