Locanda Rosa Rosae, in principio era un rudere, ora una meraviglia

In provincia di Treviso, Silvio ed Elisabetta Stefani hanno trasformato un vecchio mulino in un b&b di grande charme

08-05-2019
Particolare della Locanda Rosa Rosae di San Bar

Particolare della Locanda Rosa Rosae di San Bartolomeo a Breda di Piave (Treviso), un mulino del 1570 ristrutturato ad arte (foto @amarcord)

Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro. Poche parole, quasi scontate, ma sempre significative quando si vanno ad analizzare i segreti di un successo. Poi ovviamente bisogna saperci fare e indovinare le scelte giuste. Anche quando si comincia per caso, come è capitato a Silvio Stefani, interior designer tra i più affermati in Italia, e a sua moglie Elisabetta Pagnossin. «Stavamo camminando per Treviso e nella vetrina di un’immobiliare l’occhio è scappato su un annuncio. C’era in vendita un vecchio mulino e la curiosità ci ha spinto a volerlo vedere. Lì è nato tutto». Detto così sembra facile, ma per arrivare alla storia che possiamo raccontare oggi è stato necessario un lavoro pazzesco.

Tanto per cominciare non è semplicissimo arrivarci. Il luogo che stiamo raccontando si trova a San Bartolomeo, frazione di Breda di Piave, nella campagna di Treviso. Una stradina stretta stretta che d’inverno spesso è avvolta dalla nebbia, che la sera si ammanta di magia con la luce delle candele, che però quel primo giorno era tutt’altro. «Ci trovammo davanti un rudere, perché solo così si poteva definire. Un vecchio mulino del 1570 che cadeva a pezzi», racconta Elisabetta con l’orgoglio di chi sa di aver fatto qualcosa di grande. «Però si capiva che c’erano delle grandi potenzialità. Quel rudere aveva un suo fascino e con Silvio iniziammo a pensare di trasformarlo in una struttura che potesse ospitare delle persone, magari dei sognatori come noi. E allora iniziarono 4 anni di duro, durissimo lavoro. Prima il restauro conservativo, poi l’adattamento degli interni. Abbiamo utilizzato materiali di recupero portati dai posti più svariati, abbiamo saccheggiato i mercatini per dare al nostro luogo l’aspetto che avevamo sognato».

L’8 giugno del 2008 la Locanda Rosa Rosae era pronta per essere utilizzata come b&b di charme, con stanze meravigliosamente arredate e il piacere di una prima colazione indimenticabile in un posto straordinario. Poi l’idea di farlo diventare anche un ristorante. «Ci eravamo prefissi l’obiettivo di arrivare a 40 coperti con molta calma. Dopo un mese e mezzo ci eravamo già arrivati». Oggi ci sono 7-8 mesi di attesa per poter pranzare o cenare al Rosa Rosae. Il b&b funziona sempre, il ristorante invece è aperto solamente il venerdì sera, il sabato sera, la domenica a pranzo e a cena. Se si ha intenzione di passare da quelle parti a medio-lunga scadenza, conviene comunque mettersi in lista d’attesa per un tavolo: capita che qualcuno (non molti) rinunci a ridosso della prenotazione.

La formula contribuisce sicuramente a rendere unico e indimenticabile un passaggio al mulino di San Bartolomeo. Per mangiare si sa già prima quanto si spende: 70 euro a testa. Né un centesimo di più né un centesimo di meno. Tutto compreso, acqua, bevande e vino (di solito raboso e prosecco) a volontà. «La nostra idea è quella di regalare emozioni proponendo ai nostri ospiti cibi genuini, ricette semplici e stagionali». Detto così sembra una frase fatta, invece basta entrare al Rosa Rosae per capire quando il luogo sia diverso dal convenzionale. Si parte con un gigantesco buffet dove ognuno si può servire e comprende tutto il meglio di quanto viene prodotto nel raggio di cento chilometri: un numero indefinito di formaggi, insalate a base di verdure e di pesce, salumi locali, olive in venti maniere diverse, conserve fatte in casa.

Si può riempire il piatto ogni volta che si vuole, in più ogni tanto passa anche qualcuno a distribuire cose meravigliose appena uscite dalla cucina. Solo con questi antipasti si mangia normalmente il doppio di un pasto normale, ma con la voluttà di chi è a digiuno da mesi. Poi vengono serviti due primi uguali per tutti, poi un secondo. Alla fine il gigantesco buffet che era stato utilizzato per gli antipasti si trasforma magicamente in una Disneyland di dolci fatti in casa, caldi e freddi, a base di frutta o di cioccolato, cotti o crudi. Naufragare è dolce in questo mare.

La cucina non ha un vero chef, ma uno staff di 6 persone, praticamente le stesse da 11 anni, dall’apertura. In totale al Rosa Rosae lavorano una decina di persone compresi i proprietari. Nel Trevigiano sono diventati un vero mito e un esempio da seguire (non che sia facile), per la straordinarietà delle loro caratteristiche hanno raggiunto già una certa popolarità anche in giro per il mondo. Neruda diceva che per salire al cielo occorrono due ali, un violino e tante cose infinite, ancor non nominate. Non era mai stato al Rosa Rosae, altrimenti avrebbe potuto includere una cena al mulino tra queste cose infinite.

Locanda Rosa Rosae
via Mulino, 1
San Bartolomeo
Breda di Piave (Treviso)
+39.0422.686626

B&b sempre aperto
Ristorante aperto solo venerdì cena, sabato cena e la domenica pranzo e cena
Prezzo di un pasto: 70 euro tutto compreso


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