Abbiamo provato la nuova Taverna Vesuviana, ora a Nola

Tutte le (convincenti) novità del ristorante di chef Alfonso Crisci, che ha riaperto, trasferendosi nella città bruniana

11-04-2019
La Taverna Vesuviana si è trasferita da San Genn

La Taverna Vesuviana si è trasferita da San Gennaro Vesuviano a Nola

I cambiamenti sono segnali di crescita e Alfonso Crisci ne sa qualcosa: così, dopo alcuni mesi di chiusura, ritorna più determinato di prima, felice di aver messo a punto il suo rinnovamento. La sua Taverna Vesuviana veste di nuovo e cambia location, apre le sue porte a Nola, a nord-est del Vesuvio, in via Mario de Sena 103, uno spazio con una sala ampia da trenta coperti e un bel dehors esterno, che con la bella stagione diventerà luogo accogliente per un rilassante aperitivo di benvenuto o un piacevole dopocena.

Nola ha una sua importanza storica non trascurabile e sta vivendo un felice momento di rinascita; cittadina vesuviana, conosciuta come "la città bruniana" per aver dato i natali al filosofo Giordano Bruno e anche come "la città dei gigli" per la storica festa che annualmente si tiene nel mese di giugno. La scelta del cambiamento deriva proprio dal desiderio di Crisci di offrire ai propri clienti una ristorazione sempre più attenta dal punto di vista della qualità e dell'accoglienza.

Chef Alfonso Crisci

Chef Alfonso Crisci

Cucina a vista

Cucina a vista

Arriva quindi la figura del barman in sala, che gioca in sinergia con lo chef, offrendo la possibilità di un drink come aperitivo, ben eseguito, contraddistinto da personalità e competenza. Il giovane bartender Pasquale Carotenuto trasforma così l’inizio del pasto in un gioco ludico di colori e sapori; le stuzzicanti creazioni dell'entrée di benvenuto dialogano a braccetto con cocktail rinfrescanti e ben bilanciati, come un fresco Dry Campari o quello che l’estro di Pasquale e l’esigenza del cliente prediligono. Piccoli bocconi che esprimono quella voglia di attingere dalle solide basi partenopee, ma che sanno guardare al futuro con discreto tocco di contaminazione, ne sono di esempio la Crostatina di gamberi rossi di Mazara del Vallo, la Mini montanara vesuviana, o ancora la Pralina di baccalà e patate con mostarda di pomodoro.

Prima di tuffarsi nel vivo delle proposte che delineano la carta vivande, una ampia selezione di prodotti di panificazione, tutti preparati dallo chef, diventa momentaneo protagonista della tavola disegnandone gli spazi; irresistibili i piccoli taralli sugna e pepe e i cracker salati, stuzzicanti i grissini aromatizzati alla paprika dolce e ben eseguiti il pane bianco con semola e il pane integrale. Un’accurata selezione di oli extravergine di oliva, selezionati tra le diverse eccellenze regionali e nazionali, denota la voglia di dare risalto alle diverse materie prime, fondamentali per un’alimentazione sana e coscienziosa.

Interessanti le proposte legate alla tradizione vesuviana, come il Carciofo cotto a bassa temperatura su salsa di pane e baccalà e distillato di friarielli, o ancora piatti dove si gioca con la voglia di personalizzare e reinterpretare preparazioni consolidate; la Cacio e Pepe di mare - con spaghettoni di Gragnano - dove la presenza di bottarga e vongole veraci diventano elemento innovativo.

Cacio e Pepe di mare

Cacio e Pepe di mare

Apple

Apple

I ragazzi della sala: Carmela, Antonio, Gianluigi, Pasquale

I ragazzi della sala: Carmela, Antonio, Gianluigi, Pasquale

Punto non trascurabile sono anche i dessert, a iniziare dalla sua già nota Apple, pensata proprio per preparare il palato alle dolci coccole finali, fino al classico Babà napoletano, preparato seguendo un lento processo di lievitazione, personalizzato dalla profumata bagna ai fiori di sambuco e rhum.

Servizio attento e accurato, ma di grande calore e convivialità, perfetta gestione di sala diretta da Gianluigi Ercole, che coadiuva Carmela Simonetti, da sempre maître e sommelier della struttura, o ancora la professionalità di Antonio Prevete, giovane commis sommelier, sempre a disposizione per consigliare e raccontare le diverse referenze presenti in carta.

La sala

La sala

Il tavolo in cantina

Il tavolo in cantina

Un mix vincente dove la splendida cucina a vista e il tavolo dello chef in cantina sono solo dettagli che rendono esplicita la voglia di mettersi sempre di più in gioco. Due i percorsi menù degustazione: Lulù, con 6 portate a 60 euro, e Giusè, 8 piatti a 80.


Taverna Vesuviana
Via M. De Sena 103, Nola (Napoli)
tel. +39 081 6125528
chiuso il lunedì. La domenica aperto solo a pranzo
tavernavesuviana.it


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