L'Italia del Vino vuole crescere

Intervista al presidente del Consorzio, Andrea Sartori: «Lieti di essere partner di Identità Expo»

29-05-2015
Andrea Sartori, dell'omonima casa vinicola veneta,

Andrea Sartori, dell'omonima casa vinicola veneta, è da fine marzo presidente del Consorzio Italia del Vino, partner di Identità Golose a Identità Expo

«Non potevamo certo mancare…». Andrea Sartori è uomo di poche parole; spiega così, con semplicità, le ragioni che hanno spinto il Consorzio Italia del Vino a partecipare a Expo avviando una partnership con Identità Golose, attraverso Identità Expo S.Pellegrino. Iniziative presentate proprio mercoledì da Sartori stesso, nell’ambito di un’affollata conferenza stampa cui è seguita una bella degustazione di vini dei produttori aderenti.

Sartori, lei è stato eletto presidente del suo Consorzio solo il 25 marzo scorso, succedendo a Ettore Nicoletto che era rimasto in carica per due mandati (eletti anche i vicepresidenti Roberta Corrà di Gruppo Italiano Vini e Alberto Medici della Medici Ermete & Figli). Come intende operare?
«Il consorzio è nato nel 2009 da cinque aziende, poi si è allargato poco a poco. Occorre estendere ulteriormente la nostra presenza, intanto perché siamo scoperti in alcune zone, poi perché possiamo aggregare ulteriori realtà. Riceviamo molte richieste in questo senso, che valutiamo in base ai nostri parametri».

Bottiglie delle aziende consorziate a Identità Expo

Bottiglie delle aziende consorziate a Identità Expo

Mi vengono subito spontanee due domande. La prima: che aree scoperte intende “coprire” quanto prima?
«Penso alle Marche, all’Abruzzo, alla Sardegna…».

Dunque sono imminenti nuove affiliazioni al Consorzio, provenienti da queste zone?
«Diciamo che ci stiamo lavorando».

Seconda domanda: quali sono i parametri in base ai quali valutate se dare seguito o no a una richiesta di affiliazione?
«Non deve mai mancare ciò che accomuna gli attuali consorziati, ossia una simile logica imprenditoriale e una forte propensione all’export che vuole confermarsi, come dimostrano i nostri forti investimenti operati tanto in Estremo Oriente quanto in Nordamerica. Soprattutto l’Asia è un mercato immenso in cui l’Italia ha ancora moltissimo da lavorare per risalire la china; ma dedicarsi a queste piazze “nuove” non può voler dire trascurare quelle vecchie, dove funzioniamo meglio come sistema-Paese. Insomma, abbiamo di fronte a noi tanto lavoro».

Un momento della conferenza stampa di Sartori, di spalle

Un momento della conferenza stampa di Sartori, di spalle

Perché la partnership con Identità Golose a Expo 2015?
«Intanto proprio per quanto abbiamo detto: c’è una comune vocazione a guardare fuori dai confini, a “esportare”. Poi siamo lieti di coprire circa il 70% della lista vini a Identità Expo. Senza contare che ci piace l’idea di poter disporre di questo luogo per gli eventi legati al vino, tutti i mercoledì dalle 18 alle 19. Più in generale, per noi era opportuno e strategico essere qui, per il prestigio di Identità Golose e per le modalità con cui questa partnership si realizza, ossia coinvolgendo i più grandi chef».

Cucina e vini, binomio inscindibile…
«Sempre di più. Anche Expo ci può aiutare ad andare in giro per il mondo, insieme».

Qual è il problema più grave per l’enologia italiana?
«La burocrazia».

Me ne dica un altro, tutto interno al mondo enologico.
«Per quanto si tenti di fare sistema e creare sinergie, siamo sempre molto piccoli rispetto ai concorrenti esteri. Dobbiamo crescere».

Italia del Vino è il consorzio privato che raggruppa, dal 2009, 12 fra le più importanti aziende del comparto vitivinicolo italiano, presenti su tutti i mercati mondiali (fatturato complessivo del 2014: oltre 800 milioni di euro). Si tratta di Cantine Banfi, Cantina Lunae, Cantine Ferrari Fratelli Lunelli, Casa Vinicola Sartori, Casa Vinicola Zonin, Gruppo Italiano Vini, Librandi Antonio e Nicodemo, Marchesi di Barolo, Medici Ermete & Figli, Santa Margherita, Società Agricola Drei Donà, Terredora.


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Olio Coppini