21-08-2026

Von Bluemen, la filosofia di Roeno arriva in Alto Adige

L'avventura della famiglia Fugatti a Pochi di Salorno. «Altitudine e territorio sono fondamentali, vogliamo dare una nostra interpretazione rispettando i vitigni»

I vigneti di Von Blumen si trovano a Salorno

I vigneti di Von Blumen si trovano a Salorno

Puntare in alto, in tutti i sensi. La famiglia Fugatti, infatti, che già si era distinta con la produzione dei vini della Cantina Roeno, negli ultimi anni ha avviato un progetto parallelo più a Nord, in Alto Adige, dove l’altitudine, ancora una volta, fa la differenza.

Nasce così Von Blumen, con sede a Pochi di Salorno, al confine tra Trentino e Alto Adige.

Martina Centa, terza generazione della famiglia Fugatti, con i vini della linea Flowers di Von Blumen

Martina Centa, terza generazione della famiglia Fugatti, con i vini della linea Flowers di Von Blumen

«Noi abbiamo sempre avuto questi vigneti in Alto Adige, perché la nonna ha origini altoatesine – racconta Martina Centa – Prima conferivamo le uve, poi sostanzialmente quando abbiamo avuto la base economica solida, abbiamo creato quest’altra realtà. Nel 2014 abbiamo presentato i primi vini di Von Blumen, che era la linea Numbers. E l’anno successivo siamo usciti con le Riserve, cioè la linea Flowers».

Il nome è la traduzione in tedesco del cognome di Giuliana Dal Fior, madre di Roberta, Cristina e Giuseppe Fugatti, già alla guida di Roeno.

Martina Centa è la terza generazione. «Come detto, ci sono due linee: linea Numbers dove i numeri – che si trovano in fondo alle etichette – stanno a indicare l'altitudine media dei vigneti, e sono le classiche varietà altoatesine: Pinot Bianco, Gewürztraminer, Sauvignon per i bianchi; Pinot Nero e Lagrein per i rossi». Numbers che non scendono mai sotto i 500, proprio a evidenziare come l’altitudine sia fondamentale.

Un'altra bella immagine dei vigneti circondati dai boschi

Un'altra bella immagine dei vigneti circondati dai boschi

«Le riserve invece, rappresentano la linea Flowers – spiega Martina CentaVon Blumen significa appunto “dal fiore”, e da qui abbiamo trasformato in inglese. In questo caso abbiamo Pinot Bianco, Sauvignon e Pinot Nero, nelle zone che riteniamo più significative».

L’azienda può contare su una quindicina di ettari di vigneto arrampicati sulle pendici del Monte Corno, dove è oltretutto importante la presenza di boschi, con una biodiversità importante.

Per quanto riguarda la parte tecnica, i vini vengono seguiti da Giuseppe Fugatti, Mirko Maccani e Alessandro Corazzola, come già avviene per Roeno.

I tre vini della linea Flowers

I tre vini della linea Flowers

Nella linea Numbers i vini vogliono essere più lineari e beverini, con una timbrica molto “altoatesina”. Per Flowers, invece, gli enologi hanno cercato strade diverse, con una maggiore complessità che andasse però a valorizzare molto le caratteristiche peculiari del territorio e i singoli vitigni in purezza.

Il Pinot Bianco Flowers 2023 ha una fermentazione in tonneaux anche nuovi, dove poi rimane sulle sue fecce fini per 10–12 mesi, con periodici battonage. Al naso i sentori di Pinot Bianco, dalla mela alla pesca bianca, sono intensi, con l’aggiunta di una parte floreale. Al sorso il vino trova una grande verticalità e freschezza, e un’indubbia facilità di beva. «La timbrica del naso vuole rifarsi rifarsi alla stilistica della Borgogna – spiega Martina Centa – con una presenza di legno. Però il bello è che poi in bocca non ha questa grassezza, anzi crediamo di essere riusciti ad avere una buona integrazione con il legno».

Per il Sauvignon Flowers 2023, invece, la fermentazione viene effettuata in acciaio con macerazione delle bucce, a cui segue in affinamento di 10mesi in tonneaux di secondo passaggio. Le note aromatiche del vitigno sono nette al naso, con un tocco di pietra focaia. In bocca è ancora la sapidità a fare da padrona, per un vino che si prospetta anche di buona longevità.

L'idea è di valorizzare il terroir

L'idea è di valorizzare il terroir

Per il Pinot Nero Flowers 2023 non c’è una diraspatura completa, per cercare di avere ancora una maggiore complessità: la fermentazione avviene in acciaio inox per poi passare per 12–15 mesi in tonneaux. Il risultato è un Pinot Nero non scontato, dove ci sono le classiche sensazioni di frutta, ma una parte speziata anche abbastanza accentuata. L’annata 2023, al sorso, è vivace, con una freschezza quasi tagliente e un tannino che si fa sentire. Un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia permetterà a questo vino di “distendersi” e a trovare il giusto equilibrio, come dimostra l’annata 2021, assaggiata in parallelo, che riesce ad avere una piacevole lunghezza, mantenendo la freschezza.

Tutte e tre le Riserve sono comunque pensate per durare ed evolversi nel tempo: a questo punto non ci resta che attendere con pazienza.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Raffaele Foglia

di

Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

Consulta tutti gli articoli dell'autore