La Terracotta e il Vino: un binomio antico e contemporaneo

Un metodo primordiale e un evento per raccontarlo assieme ai produttori: dall’Armenia, passando per Ia Croazia fino all’Italia, il meglio dei vini in anfora

17-07-2022
a cura di Amelia De Francesco
L'ultima edizione dell'evento a cadenza bi

L'ultima edizione dell'evento a cadenza biennale La Terracotta e il Vino si è svolta lo scorso giugno presso la Certosa di Firenze 

Terracotta-vino è un binomio tecnico e produttivo sempre più felicemente sperimentato dai vignaioli di tutto il mondo.

La vinificazione in anfora, pur essendo tornata in auge negli ultimi vent’anni, affonda le sue radici in un passato remoto, alle origini del vino, essendo la terra il materiale in cui anticamente si fermentava e affinava il vino. Oggi se ne apprezzano soprattutto le capacità di isolamento termico - che garantisce un’ottima conservazione del vino – oltre che di ossigenazione, pari a quella di un legno di media dimensione, senza che però si cedano tannini o aromi. Infine, la propria attitudine filologica fa sì che emerga il varietale e si conservino le note specifiche dei singoli vitigni; inoltre, un’ossigenazione superiore rispetto al cemento si rivela adatta ad accompagnare anche varietà dal frutto esuberante.

Ma La Terracotta e il Vino è anche il nome di un evento a cadenza biennale, che offre uno spaccato interessante su ciò che accade in Italia e nel mondo: per quest’ultima edizione l’appuntamento si è tenuto lo scorso giugno alla Certosa di Firenze.

 La degustazione è promossa sin dalla prima edizione dall’Associazione Culturale “La Terracotta e il Vino” ed è ideata e coordinata da Sergio Bettini, insieme all’enologo Francesco Bartoletti - di Artenova Terrecotte, la fornace che ha sede a Impruneta - e ad Adriano Zago, agronomo ed enologo esperto di biodinamica.

Dall'Armenia, la cantina Zorah

Dall'Armenia, la cantina Zorah

Quando si parla di anfore, non si può che iniziare gli assaggi dall’Armenia, dove l’azienda Zorah - 15 ettari di vigne a gestione familiare - produce il vino in karass, vasi di terracotta usati da millenni. Interessante l’etichetta Heritage, 100% chilar, un antico vitigno autoctono dell'Armenia da vigneti che si trovano a 1500 metri sul livello del mare. Il vino fermenta in anfore di argilla, restando circa 60 giorni a contatto con le bucce e affina nello stesso contenitore per altri 9 mesi.

 Ghira, l'azienda agricola biologica e biodinamica del vigneron Damir Mihelić situata nell'Istria Croata

 Ghira, l'azienda agricola biologica e biodinamica del vigneron Damir Mihelić situata nell'Istria Croata

Dall’Istria croata ecco Ghira, l’azienda agricola biologica e biodinamica del vigneron Damir Mihelić, poco più di tre ettari vitati e 15mila bottiglie, che affondano le radici in terra rossa. La sua Malvasia Madura, affina in anfora di terracotta. Un vino che, pur già piacevole e pronto nelle annate 2018 e 2019, può puntare a un invecchiamento importante, tanto che Damir ci confida che dalle prossime annate posticiperà l’uscita sul mercato a 5 anni dopo la vendemmia.

Dal progetto Le Anfore di Elena Casadei, l'interpretazione del cannonau in terracotta

Dal progetto Le Anfore di Elena Casadei, l'interpretazione del cannonau in terracotta

Da segnalare, in ultimo, il progetto delle Anfore di Elena Casadei, che da ciascuna delle tre aziende di famiglia - Olianas, Tenuta Casadei, Castello del Trebbio - seleziona parte del vino da lavorare esclusivamente in terracotta, producendo semidano, cannonau, syrah, sangiovese e trebbiano. Tre terroir molto diversi, uniti, dalla giovane Elena, dal tratto comune dell’anfora.


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