Filippo Bartolotta: sommelier, wine coach e molto di più

L'esperto fiorentino guida l’agenzia di enoturismo Le Baccanti e investe energia e creatività per proporre una comunicazione del vino efficacie e contemporanea

09-09-2020

Filippo Bartolotta è un sommelier fiorentino, classe 1972, che dichiara di aver appreso la passione per il vino dal nonno siciliano. In verità è uno dei più conosciuti intenditori e comunicatori di vino, che noi di Identità abbiamo avuto il piacere d’incontrare, per la prima volta, a Londra durante un’edizione memorabile di Identità London.

Una città in cui ha vissuto, lavorato, insegnato e dato vita ai primi progetti che lo hanno fatto viaggiare per il mondo. Non possiamo scordare che, proprio in occasione della visita in Italia, qualche tempo fa, della famiglia Obama, selezionò nove vini per loro.

In inglese esiste il termine Wine Coach, ma Filippo supera il ruolo di chi può narrare il vino, non solo perché lo conosce molto bene, ma dal 2004 anima l’agenzia di enoturismo Le Baccanti. Un progetto internazionale che ha subito un duro colpo causa Covid-19.

«Quando è iniziato il lockdown - dichiara Bartolotta - ero a Firenze, appena rientrato da un viaggio nel catanese per degustare Marsala dell’Ottocento. Ho vissuto momenti disorientanti. La mia agenzia ha dovuto mettere in moto un lavoro incredibile per le cancellazioni dei viaggi, i rimborsi. In verità avendo tredici dipendenti abbiamo dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Non ho avuto scelta. Con il turismo in ginocchio, specie quello americano che componeva la maggior parte del nostro giro d’ affari, siamo tuttora fermi».

A questo si deve aggiungere l’annullamento di tutte le più importanti manifestazioni del vino e le Masterclass, oltre ai tanti altri progetti sospesi. Bartolotta non ama piangersi addosso e scende in campo con nuove idee confermando: «Sono sempre stato attratto dalla comunicazione. Ho pensato che il video debba arricchire il fruitore con argomenti interessanti, di alta qualità occupando poco tempo. Proprio per questo ho ideato delle mini clip per narrare un vino in un minuto ossia: One minute wine. Una sfida incredibile presentare un vino in 60 secondi, in inglese, con il giusto sottofondo musicale e con il panorama perfetto».

Obiettivo raggiunto. Visionando i video si resta catturati dal carisma di un degustatore esperto che sa dosare giudizi enfatizzando etichette senza scordare un pizzico di ironia. Il pubblico che segue Filippo sui social sa che è un vulcano d’idee e ci riserverà belle sorprese.

Un uomo che cerca di bilanciare le cattive notizie con le belle. Crede fortemente negli uomini di sala e suggerisce: «La miglior leva per elevarsi nel tempo è non perdere mai la curiosità di sapere. Osservare attentamente chi ha più esperienza di te e fare tesoro del suo sapere. Questo virus ci ha messo a dura prova, non solo per la salvaguardia della nostra salute ma per aver mutato un mondo, anche quello del vino, che non sarà più come prima».

«Attenzione però - conclude Bartolotta - per me sarà un bene, perché saremo costretti a essere più efficaci, ci sarà una critica enologica più qualificata. L’ospitalità sarà affinata, proprio come un vino. Vinceranno la sfida tutti coloro che, nel settore, sapranno ascoltare l’ospite e non applicare automatismi di accoglienza, seppur di alto livello, ma sempre automatismi. Azzardo l’ipotesi che ci sarà un ritorno alla trattoria italiana, una tavola moderna ma confortevole. Noi italiani abbiamo il dovere di parlare del nostro paese e, da globetrotter quale sono ho la volontà di comunicare il vino, in primis a chi non è del settore».


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