Vini de L'Espresso: tutte le novità

Edizione 2017 con un rinnovo ultra-selettivo: racconta al meglio un’Italia enoica che cambia

26-10-2016
Tutta nuova la guida I Vini d'Italia 2017 dell

Tutta nuova la guida I Vini d'Italia 2017 dell'Espresso. Lo racconta Cinzia Benzi per Identità Golose

La sedicesima edizione della guida I Vini d’Italia 2017 de L’Espresso si presenta ai lettori con una veste rinnovata, meno bibbia del vino, meno tecnicismi ma più fruibilità da parte di un consumatore sempre più attento che desidera bottiglie da bere subito, oppure comprare e conservare in attesa di un perfetto affinamento e una degustazione memorabile.

Il direttore Enzo Vizzari ha abolito valutazioni e ai curatori Andrea Grignaffini e Antonio Paolini ha dato il compito di degustare una moltitudine di bottiglie per poi stilarne tre distinte classifiche: i “100 vini da bere subito” ossia quelli che si possono stappare piacevolmente già dal giorno di uscita della Guida; i “100 vini da comprare”, perché il valore del vino supera il suo prezzo odierno e i “100 vini da conservare”, cioè tutti quelle bottiglie che è bene lasciarle affinare e migliorare nel tempo per chi ha già una cantina articolata e la vuole arricchire. Dunque un vero e proprio concentrato di buoni consigli per un consumatore intelligente, e non solo per gli addetti ai lavori.

I curatori Antonio Paolini e Andrea Grignaffini

I curatori Antonio Paolini e Andrea Grignaffini

Se in passato quella de L'Espresso è stata definita una guida di scoutismo del vino, questa edizione si è adeguata a un settore che è cambiato. Grignaffini afferma: «La necessità del cambiamento era evidente per metterci in discussione e in sintonia con i tempi. Il nostro è un atteggiamento laico dal punto di vista concettuale, abbiamo analizzato non la posizione del vino ma il risultato nel bicchiere. Occorreva fare uno switch con il passato e sappiamo bene che alcuni produttori potrebbero non essere d’accordo con la nostra visione. Tutto è perfettibile, ma l’abolizione dei punteggi e l'ordine per valore la rende più sintetica e immediata».

Conferma Paolini: «Abbiamo sentito il bisogno di creare un sistema valutazione attraverso una degustazione scrupolosa eppure scevra da bizantinismi, efficace e non saccente». La parte centrale della guida descrive i migliori vini suddivisi per le più importanti denominazioni regionali, il tutto introdotto da una cartina. La sezione finale offre le "istruzioni d’uso", le specifiche su come conservare e bere il vino attraverso le principali informazioni sul servizio, sulla temperatura ideale di degustazione, e poi anche racconta il bicchiere perfetto. Non mancano gli abbinamenti possibili e un sintetico glossario consumatore oriented.

Il Piemonte svetta come la regione con maggiori etichette segnalate per tutte e tre distinte classifiche, mentre la Toscana eccelle tra i vini da bere subito e conservare. Tuttavia è interessante rilevare che tra i vini da comprare si fanno notare - pari numero di segnalazioni - Marche e Campania e poco dopo la Sardegna, con le stesse etichette dell’Alto Adige. Campania fuoriclasse anche per i vini da conservare, ben sopra le etichette del Veneto. Questo deve farci riflettere su quanto la qualità dei nostri vini tricolori siano cambiate.

La guida è disponibile in edicola, in libreria al prezzo di copertina di 18 euro, oppure in versione digitale scaricabile con la app disponibile per Iphone, Ipad e dispositivi Android a 7,99 euro.


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