Joseph Micieli, lo tsunami buono di Punta Secca

Classe 1988, tre locali affacciati sul mare del Ragusano, nel paese di Montalbano. Il suo Scjabica è una piacevole scoperta

21-11-2017

Joseph Micieli, chef dello Scjabica - cuoco pescatore (e di altre due insegne) a Punta Secca, provincia di Ragusa

Il ridente borgo marinaro di Punta Secca, nella provincia di Ragusa, è balzato agli onori della cronaca, nazionale e internazionale, da quando Salvo Montalbano, ovvero il commissario Montalbano di Camilleri, ha iniziato a sorseggiarvi il suo caffè, dal terrazzo della splendida casa posizionata sulla spiaggia in direzione ponente. Qui lavora un giovane innamorato della vita e della natura che lo circonda, di cui diventa ambasciatore in cucina: Joseph Micieli.

Classe 1988, è natio di questo rigoglioso e selvaggio lembo di Sicilia Sud-Orientale. Quasi come uno tsunami, Micieli ha stravolto la scena gastronomica di Punta Secca: in pochi anni ha aperto 3 locali che hanno ridisegnato la fisionomia gourmet del territorio. Il primo è stato un'autentica trattoria di mare Cucina Costiera by Scjabica, cui si sono aggiunte quest'estate altre due insegne che convergono in un unico progetto: si tratta di Scjampagne, una champagneria con selezionate etichette del buon bere e una proposta food basata su tapas rigorosamente di mare; poi Scjabica - cuoco pescatore, uno scrigno di buona cucina, quasi un laboratorio del gusto, dove lo chef cucina dinanzi ai commensali, guardando il mare, da cui trae forza e ispirazione.

Al nostro arrivo abbiamo trovato Micieli intento a sistemare il pescato in una piccola vasca con ghiaccio, scavata in una nicchia; erano pesci brillanti negli occhi e nelle squame, pari ca parrunu direbbe Montalbano. Lo stesso chef, che svetta grazie ai quasi due metri di altezza, sembra un gigante emerso dal mare, per esprimere la sua passione, per raccontare le storie dei pescatori, di cui esalta l'identità: si definisce a sua volta “cuoco-pescatore”.

Joseph Micieli

Joseph Micieli

In lui colpisce la determinazione e la coscienza di aver scelto quel luogo non per caso, ma per svolgervi ogni giorno il rito del fare cucina e della convivialità, senza se e senza ma. La sua è una tavola pulita, precisa, priva di orpelli, concreta, con un'interazione viscerale con i prodotti; la tecnica è precisa ma non ossessiva; asseconda la materia prima, che è straordinaria. Lo osserviamo dalle vetrate della cucina a vista, nelle movenze tipiche del cuoco, e nel frattempo interagisce con l'ospite, vuol mostrare i gesti, spiegare il pensiero, narrare ad esempio quei meravigliosi gamberi rossi posti sul tagliere blu oceano.

Il suo benvenuto è un piccolo Paninetto con cipolla marinata al campari, maionese di soia e alice fritta, apripista per le papille gustative e scossa emozionale per i succhi gastrici. Si prosegue: un quadro contemporaneo, quasi astratto nella forma, ma di contenuto vivo e concreto, è il crudo di pesce, con alga croccante alla base del piatto, che conferisce al pescato un'ulteriore e intensa spinta iodata. Armonia di consistenze e sapori delle onde.

Crudo di pesce con alga e maionese di soia

Crudo di pesce con alga e maionese di soia

Polpo arrosto, spuma di cipolle, pomodoro confit e olio al fumo

Polpo arrosto, spuma di cipolle, pomodoro confit e olio al fumo

La Tartare di tonno, cucunci, perline di limoncello e acciuga del Cantabrico dona sensazioni che si contrappongono con equilibrio, tra sapidità, sentori erbacei e marini. Intrigante è anche l'arancino nell'interpretazione dello chef: il mare al cuore con cozze e gambero rosso, e una crema di senape selvatica, che conferisce insieme alla provola ragusana uno spiccato sentore di terra. Il Polpo arrosto, spuma di cipolle, pomodoro confit e olio al fumo, avvolgente al gusto, esprime tecnica sapiente completata coi giusti abbinamenti, come anche nei primi piatti: un tortello fresco di cernia, servito con stracciatella di bufala al limone e bottarga di tonno, che chiude il piatto ad anello, conferendo carattere e spinta perentoria di gusto; e lo Spaghettone Mancini "Puntasecca incontra Scicli", che sposa mare e terra, con il fagiolo cosaruciaru di Scicli, presidio Slow Food, soffiato e in crema, insieme alla sardina fresca affumicata.

Triglia con carota alla soia, senape e foie gras

Triglia con carota alla soia, senape e foie gras

La Triglia con carota alla soia, senape e foie gras è golosa e stilisticamente perfetta, un equilibrato gioco di consistenze e sapori; perfetta l'esecuzione della panatura della triglia, di rigore quasi giapponese. Una Crema alla vaniglia con grano tostato e “pesca nel sacchetto, altro presidio Slow Food, chiude il sipario in dolcezza.

Colpisce alla parete dietro ai tavoli la scritta "Adele": Joseph ci racconta che lei era una sua cara amica che lo spronava ad aprire un ristorante su una barca che facesse la spola con la vicina Marina di Ragusa. Oggi Adele purtroppo non c’è più, uccisa in un attentato in Bangladesh del quale molto hanno parlato anche le cronache. Vittima fu un gruppo di persone sedute al ristorante. Micieli ha intitolato a loro, a lei (e alla vita, al dono), la sua "barca" con prua verso il Mare Nostrum.


Scjabica
lungomare Amerigo Vespucci, Punta Secca (Rg)
Tel. +39­ 0932­ 1836006­
josephmicieli.it