Battipalo, apoteosi al lago

Sul lago Maggiore da Simona e Gabriele, una sorprendente enoteca con cucina. Con lo zampino di Eugenio Pol

19-06-2017

L'insegna di Battipalo a Lesa, sponda novarese del lago Maggiore, +39.0322.76069 (foto overplace)

Un ristorante che si possa definire “sul lago” più di così è difficile da trovare. Battipalo è veramente pieds dans l’eau. Succede all'altezza del pontile di attracco del battello per Lesa, minuscola frazione di poco a sud di Stresa sul Lago Maggiore. Insomma, la collocazione scenografica vale già il viaggio.

La costa est del Verbano offre grandi alberghi, ville maestose, ma una certa incostanza nella ristorazione. L’idea di Simona Benetti e Gabriele Boggio, completamente autodidatti, era quella di fare di quest'edificio gioiello, avuto in gestione dal demanio, un piccolo rifugio per amanti delle buone cose che il territorio può offrire. Un’enoteca con piccola cucina.

Il primo ingrediente cui hanno pensato per accompagnare salumi e formaggi che l’Ossola offre in grande quantità e qualità, è stato il pane. Così hanno bussato alla porta di Eugenio Pol che li ha presi in simpatia e li ha aiutati. Oggi campeggia nel ristorante una gigantografia con in primo piano le mani ruvide del mago delle farine antiche che impasta.

Piccione con pancetta di maialino, nespole e albicocche

Piccione con pancetta di maialino, nespole e albicocche

Simona aveva un negozio di ottica, Gabriele lavorava nel commerciale. La passione per vino e cibo e il desiderio di cambiare vita senza fuggire dal territorio dove erano cresciuti li ha portati ad aprire il Battipalo.

Con determinazione Simona ha pensato presto che il concetto di enoteca le stava stretto: voleva dare un’impronta alla sua cucina e così si è messa a girare per migliorare. Ha cominciato da Stefano Zonca, quando ancora era in Val d’Aosta alla Locanda Belvedere prima di andare a Mosca da Ovo alla corte di Carlo Cracco, poi da Damini e Affini ad Arzignano (Vicenza) e infine da Enrico Bartolini quando ancora era al Devero a Cavenago, in Brianza.

“Avevo tanto da imparare”, racconta Simona, “da Bartolini ho appreso, tra le tante cose, l’importanza dell’impiattare. Il piatto non dev'essere solo buono, anche bello”. E qui torna in gioco l’amicizia con Pol che diventa un po’ la cavia, un po’ il consigliere di Simona. Quando la chef inventava (succede ancora oggi) l’uomo del pane scendeva in riva al lago e dava il suo giudizio. O forse è meglio chiamarlo verdetto: “Quante lacrime, quante stroncature”, racconta Simona, "ma quando il pollice era alto ecco l’emozione incredibile di aver ottenuto un gran risultato”.

La carta del Battipalo è composta di cinque antipasti, cinque primi e cinque secondi. Le lumache, la passione di Gabriele, ci sono quasi sempre: arrivano da un produttore locale biologico. In questa stagione sono fritte in una tempura di grano saraceno con burro, prezzemolo e un trionfo di erbe spontanee. Simona le raccoglie nei prati attorno a casa e nell’orto: camomilla, menta, tarassaco, dente di leone…

L'eterea tempura

L'eterea tempura

Ci sono sempre almeno due piatti di pasta ripiena - una fissazione di Simona - e un risotto dal taglio originale come quello mantecato con formagetta di Langa su un letto di fragole piccanti, ricoperto di polvere di ortica disidratata. Ci sono secondi di pesce come il Baccala in oliocottura con piselli, pelle soffiata e bucce, e secondi di carne come il Piccione con pancetta di maialino nespole e albicocche. Ma se volete fare contenta la cuoca e il vostro palato ordinate la Tempura di verdura e pesce d’acqua dolce: leggerissima.

La passione di Gabriele spinge più sui formaggi che sui dolci, con una ricerca di prodotti rari e insoliti come l’ossolano formaggio del fulmineGabriele comanda anche la cantina, misurata ma molto particolare. Tante etichette per chi ha curiosità e fiuto.

Battipalo
viale Vittorio Veneto, 2
28040 Lesa (Novara)
+39.0322.76069
Chiusi l'intero lunedì, martedì sera e giovedì sera
Prezzo medio: 40 euro