Vitae 2019 di Ais, grandi numeri per grandi vini

La nuova edizione della guida dell'Associazione Italiana Sommelier. «Ci siamo ingranditi? Questo settore cresce...»

25-10-2018

1.841 grammi, 2.120 pagine, oltre 2mila cantine recensite. Quando si dice: il peso della cultura. Si presenta con numeri da capogiro Vitae 2019 dell’Associazione Italiana Sommelier. Giunta alla sua quinta edizione la guida, presentata a Milano nei giorni scorsi, pare la Treccani del vino italiano. Forte, oltre che della capillarità delle degustazioni e della quantità enorme di bottiglie degustate alla cieca, dell’autorevolezza dell’Ais, garanzia per qualità e professionalità di scelte e giudizi.

Il presidente Ais Antonello Maietta con Hosam Eldin Abou Eleyoun, Ais Milano

Il presidente Ais Antonello Maietta con Hosam Eldin Abou Eleyoun, Ais Milano

Biodiversità, territorio e tradizione sono le parole d’ordine dell’edizione 2019 che ha messo in fila 15mila vini degustati, un numero sconfinato dal quale ne sono usciti 641 insigniti delle Quattro Viti, il massimo riconoscimento previsto dai sommelier. Dopo la vendemmia problematica del 2018, dalla quale i vignaioli con il loro lavoro, ingegno e capacità sono riusciti comunque a tirar fuori prodotti notevoli, è emerso in maniera ancor più evidente come siano i territori, i microclimi, le singole caratteristiche di vitigni e varietà a dare potenza e valore al vino italiano.

«Come in nessuna altra nazione al mondo qui c’è anima – commenta soddisfatto Antonello Maietta, presidente di Ais – Ci sono differenze che superano le omologazioni, c’è una natura che è un patrimonio immenso dalla quale la gente di vigna riesce e plasmare prodotti unici ed eccellenti. Ai noi sommelier il compito di raccontarli. E soprattutto di farli conoscere. Perché solo incrementando la conoscenza è possibile divulgare qualità e valore dei vini italiani». Il risultato è un volume corposo e completo, scritto grazie all’aiuto di oltre 1.000 sommelier che si sono prodigati per selezionare, assaggiare e redigere le schede. Ma che senso ha nella società digitale dare alle stampe una guida cartacea di queste “dimensioni”?

Maietta con Riccardo Cotarella

Maietta con Riccardo Cotarella

«Ci piace il fascino della carta, il suo fruscio – risponde sorridendo Maietta – E poi abbiamo tentato di rendere la guida più elegante, esteticamente più bella e intuitiva da consultare. Mi piace pensare che possa trovare posto sugli scaffali delle librerie di tanti appassionati e che magari fra 10 anni se ne potranno apprezzare i contenuti e la struttura. Insomma qualcosa che resta, in un mondo dove tutto si consuma in fretta e poi si dimentica».

I Tastevin Ais

I Tastevin Ais

Anche la scelte che ha portato a premiare tanti vini con il massimo dei voti può apparire di manica larga. «Certo, 641 non sono pochi. Ma cosa dobbiamo fare se la qualità dei nostri grandi vini e il loro numero continua a crescere? Non ce la siamo sentita di tagliare fuori prodotti eccellenti che dimostrano l’ascesa di territori e di produttori che si sono totalmente dedicati per creare, dalla vite, bottiglie di altissimo pregio. Anche i 22 vini premiati con il Tastevin Ais, il massimo riconoscimento della nostra associazione, sono esempi di unicità, di come da stessi vitigni ma da territori diversi si ottengano prodotti ugualmente di qualità ma completamente distinti. È questo che rende grande l’Italia dei vini”.

Fra i primi della classe ci sono infatti due Aglianici. Il primo è il Taurasi Radici Riserva 2012, nato in Campania nella pluripremiata cantina Mastroberardino; l’altro, l’Aglianico del Vulture Masqito Gold 2013, prodotto da Colli Cerentino in Basilicata. Stesso vitigno, vini completamente diversi. Così come per il Sangiovese che entra nelle Top 22 con il romagnolo Ronco delle Ginestre 2012 di Castelluccio e l’elegante toscano Riecine 2014 dell'omonima cantina. Fra i migliori spiccano anche bottiglie prodotte con uve recuperate, riscoperte, rivelate. Ne sono un esempio il Cesanese del Piglio Superiore Vajoscuro Riserva 2016 del laziale Giovanni Terenzi, il Rossese di Dolceacqua Bricco Arcagna 2016 della cantina ligure Terre Bianche e l’Offida Pecorino 2014 della marchigiana Tenuta Cocci Grifoni. Insomma grandi vini per una Vitae 2019, tutta la leggere e da...bere. 

Ecco i 22 vini top per la Vitae 2019, premiati col Tastevin
Valle d’Aosta
Sopraquota 900 2017, Rosset Terroir
Piemonte
Moscato D’autunno 2017, Paolo Saracco
Lombardia
Valtellina Superiore Valgella Cà Moréi 2015, Fay
Veneto
Soave Classico La Rocca 2016, Pieropan
Trentino
Marzemino Poiema 2015, Eugenio Rosi
Alto Adige
Gewürztraminer Nussbaumer 2016, Cantina Tramin
Friuli Venezia Giulia
Colli Orientali Del Friuli Picolit 2013, Livio Felluga

Liguria
Rossese Di Dolceacqua Bricco Arcagna 2016, Terre Bianche
Emilia
Colli Piacentini Malvasia Boccadirosa 2017, Luretta
Romagna
Ronco Delle Ginestre 2012, Castelluccio
Toscana
Riecine Di Riecine 2014, Riecine
Umbria
Marciliano 2015, Famiglia Cotarella
Marche
Offida Pecorino Guido Cocci Grifoni 2014, Tenuta Cocci Grifoni
Lazio
Cesanese Del Piglio Superiore Vajoscuro Riserva 2016, Giovanni Terenzi
Abruzzo
Montepulciano D’abruzzo Dante Marramiero 2008, Marramiero
Molise
Tintilia Del Molise Vinea Benedictina 2015, L’arco Antico
Campania
Taurasi Radici Riserva 2012, Mastroberardino
Puglia
Gioia Del Colle Primitivo Polvanera 17 2015, Polvanera
Basilicata
Aglianico Del Vulture Masqito Gold 2013, Colli Cerentino
Calabria
Timpamara 2016, Terre Del Gufo
Sicilia
Etna Rosso Barbagalli 2015, Pietradolce
Sardegna
Carignano Del Sulcis Superiore Terre Brune 2014, Cantina Santadi


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