Grana Padano e il Piatto dell'Anno

A Identità Milano 2013 l'azienda, partner dell'iniziativa, premia Scabin e Di Costanzo

25-02-2013
Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli (

Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli ("Pasta e insalata", portata salata) e Nino Di Costanzo del Mosaico del Terme Manzi a Ischia ("Napul é", portata dolce), premiati per il Piatto dell'anno da Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano. All'estrema sinistra, Antonino Maresca, pasticcere dietro a Di Costanzo

Il Consorzio di Tutela Grana Padano, partner del congresso Identità Golose fin dal 2005, ha assegnato in occasione della nona edizione il premio Piatto dell'anno. Dopo la vittoria dei Rigatoni alla resina di mastica, funghi porcini crudi di Carlo Cracco a Identità Milano 2011 e della Faraona non arrosto, ovvero in cotture ottimizzate di Massimo Bottura a Identità Milano 2012, quest'anno il presidente del Consorzio Cesare Baldrighi ha consegnato il premio non solo a uno, bensì a due grandi chef della cucina d'autore italiana per due diversi piatti: una portata salata e una portata dolce.

Pasta e insalata di Davide Scabin, piatto (salato) dell'anno

Pasta e insalata di Davide Scabin, piatto (salato) dell'anno

Davide Scabin ha vinto sul fronte salato con la sua Pasta e insalata, che ben rappresenta l'abilità dello chef nel rendere buono un piatto da sempre in ombra. Tagliatelle all'uovo, insalata, erbe aromatiche, spinaci, fondo di vitello, Grana Padano disidratato: tutti gli ingredienti sono stati conditi con l'immancabile creatività di Scabin che ha saputo rendere equilibrata, geniale e ottima un'insalata di pasta esaltando sia la pasta che le verdure.

Napul è di Nino Di Costanzo e Antonino Maresca, piatto (dolce) dell'anno

Napul è di Nino Di Costanzo e Antonino Maresca, piatto (dolce) dell'anno

Sul fronte dolce, ha vinto un dessert scultura, Napul è di Nino Di Costanzo e del suo pasticcere Antonino Maresca del Mosaico del Terme Manzi Hotel di Ischia, dessert dell’anno perché riassume su una superficie unica e molteplice il meglio e il peggio del capoluogo vesuviano: caffé napoletano (che è una crème brûlée con caramello di sambuca), spaghetti al pomodoro (crema di limoni, acqua di lampone e cocco croccante), il sangue di San Gennaro (fragoline di bosco in un sacchetto sottovuoto), l’immondizia (una busta edibile), struffoli, la maglia di Maradona (sfogliatella e crema di ricotta di bufala) e un busto di Totò (babà, amarene, bavarese alla vaniglia). Nell’iPod, Napul è di Pino Daniele.