Identità e la Nuova Cucina Italiana

A Milano a marzo 12 storie di giovani di razza, da Abruzzino ai Torsiello. Intanto anche la Michelin premia i baby chef

27-12-2016
Foto ricordo per la famiglia Abbruzzino. Da sinist

Foto ricordo per la famiglia Abbruzzino. Da sinistra, Antonio, Rosetta e Luca Abbruzzino, papà, mamma e figlio chef, le tre colonne del ristorante di Catanzaro Antonio Abbruzzino, una stella Michelin in località Santo Janni, telefono +39.0961.799008. Luca Abbruzzino sarà relatore, il primo a salire sul palco, domenica 5 marzo a Identità Milano nella giornata dedicata alla Nuova Cucina Italiana

Un giorno, piani anni Sessanta, Gianni Brera, massimo scrittore e giornalista sportivo italiano, al rientro a Milano al seguito di un’Inter vittoriosa in Europa, venne contestato dai tifosi nerazzurri perché ne aveva pronosticato l’eliminazione. Brera, invece di abbozzare e guadagnare l’uscita, come avrebbe fatto la maggior parte dei suoi colleghi, appoggiò borsa e macchina per scrivere a terra e affrontò chi aveva più vicino chiedendo ad alta voce perché avesse sbagliato. La risposta zittì tutti: «Perché ho fatto un pronostico». Si era insomma preso delle responsabilità e come sempre accade quando ti sbilanci, puoi anche sbagliare.

Mi è venuto in mente questo perché domenica 5 marzo a Identità Milano 2017, una sala accoglierà una giornata dal tema inedito: la Nuova Cucina Italiana. Non che non si cerchi di evidenziare costantemente il nuovo attraverso gli articoli nel sito e le varie edizioni della guida, ma pensiamo sia giunto il momento di rendere tutto questo impegno ancora più evidente. Non ci basta più premiare in guida i venti-trentenni. In fondo lo scorso anno abbiamo pubblicato presso la casa

Matteo Metullio, chef della Siriola in Alta Badia (Bolzano) e relatore a Identità Milano il 5 marzo 2017. Per lui il tema sarà la Nuova Cucina Italiana

Matteo Metullio, chef della Siriola in Alta Badia (Bolzano) e relatore a Identità Milano il 5 marzo 2017. Per lui il tema sarà la Nuova Cucina Italiana

editrice Mondadori Electa 100 Chef x 10 Anni, sottotitolo I 100 chef che hanno cambiato la cucina italiana, escludendo chi era evidente avesse già dato il meglio di sé e includendo chi aveva, potenzialmente, più futuro che passato e presente.

E’ quanto stanno facendo sempre più realtà, anche nuove, che si affiancano a chi, come il critico Luigi Cremona, segue da sempre una linea verde organizzando, ad esempio, un premio per gli chef emergenti. E se non stupisce che la guida dell’Espresso riservi un premio al Giovane dell’Anno, per l’edizione 2017 Francesco Brutto di Undicesimo Vineria a Treviso, ha invece stupito molto che abbia fatto altrettanto la Michelin. Alla presentazione di novembre a Parma è stato applaudito Federico Gallo, chef della Locanda del Pilone di Alba. Una svolta significativa.

E ancora la fatica per EDT firmata da Stefano Cavallito, Alessandro Lamacchia e Paolo Vizzari che in Giovani & audaci hanno curato i Ritratti (quasi) veri dei cuochi che stanno rivoluzionando la cucina italiana. Il tutto attraverso 10 capitoli, altrettanti capiscuola e 31 discepoli, 33 se consideriamo le coppie cucinanti sotto lo stesso tetto. Bella idea, avrei preferito un tono meno

Francesco Brutto, chef di Undicesimo Vineria a Treviso, qui ritratto accanto a Francesca Barberini alla finale del premio Birra Moretti Grand Cru a Milano, novembre 2016

Francesco Brutto, chef di Undicesimo Vineria a Treviso, qui ritratto accanto a Francesca Barberini alla finale del premio Birra Moretti Grand Cru a Milano, novembre 2016

disinvolto e un passo più preciso ma ne uscissero uno al mese di volumi su temi come questo.

Quanto ai nomi, nonostante vi sia chi pensa che nell’era di internet blogger, giornalisti e critici abbiano portato tutti il cervello all’ammasso, non è affatto così. Basti dire che il Brutto premiato dall'Espresso non è nemmeno citato dalla Rossa, figuriamoci le stelle. Cavallito, Lamacchia e Vizzari hanno dato fiducia a coloro in cui credono. Che non sono al 100% le stesse scelte che avremmo fatto noi di Identità. Ognuno firma il suo lavoro, poi il tempo dirà chi ha sbagliato meno. Per la giornata di Identità 2017 abbiamo selezionato 12 storie partendo da un elenco di una ventina di nomi. Storie, prima ancora che cuochi perché non è nostra intenzione annunciare il verbo. Il 5 marzo vorremmo che si riflettesse sui motivi che hanno spinto dei ventenni, o poco più, a scegliere di passare la vita dietro a pentole e fornelli.

Ognuno di loro avrà a disposizione mezzora per esporre le sue idee e per presentare il piatto che ha fatto capire loro di essere sulla strada giusta. Tra loro

La Nuova Cucina Italiana del 2006, alla seconda edizione di Identità Golose a Milano. Ogni epoca ha avuto la sua nuova leva di brillanti chef. Quella del decennio scorso, ancora tutti senza barba, è ottimamente sintetizzata da questo scatto nel quale si riconoscono, da sinistra verso destra, Moreno Cedroni, Davide Scabin, Massimo Bottura, Mauro Uliassi, Paolo Marchi, Carlo Cracco e Pietro Leemann. Purtroppo Massimiliano Alajmo, la più giovane stella nella storia globale della Michelin, era già ripartito per Padova e non potè unirsi per la foto ricordo a un gruppo che sta ancora facendo la storia della cucina italiana e mondiale

La Nuova Cucina Italiana del 2006, alla seconda edizione di Identità Golose a Milano. Ogni epoca ha avuto la sua nuova leva di brillanti chef. Quella del decennio scorso, ancora tutti senza barba, è ottimamente sintetizzata da questo scatto nel quale si riconoscono, da sinistra verso destra, Moreno Cedroni, Davide Scabin, Massimo Bottura, Mauro Uliassi, Paolo Marchi, Carlo Cracco e Pietro Leemann. Purtroppo Massimiliano Alajmo, la più giovane stella nella storia globale della Michelin, era già ripartito per Padova e non potè unirsi per la foto ricordo a un gruppo che sta ancora facendo la storia della cucina italiana e mondiale

figli che si sono dimostrati subito più bravi dei padri e figli di chef stellati per i quali sarà più impegnativo uscire dall’inevitabile cono d’ombra. C’è il ragazzo che ancora sta facendo gavetta all’estero e il ragazzo prodigio stellato giovanissimo. C’è l’ex di tutt’altro lavoro che verso i trent’anni ha cambiato film così come ci sono fratelli che amano la ristorazione ma uno in sala e l’altro in cucina. Avremmo voluto anche almeno un pizzaiolo e un pasticciere, ma tutto è impossibile e così quelli ipotizzati cureranno altri momenti in altre sale.

Tra poco più di due mesi sfileranno, in ordine alfabetico perché sia chiaro che non si tratta di una classifica, Luca Abbruzzino da Catanzaro, Riccardo Canella (ristorante Noma), Martina Caruso da Salina, Caterina Ceraudo da Strongoli (Crotone), Gianluca Gorini da Montiano (Forlì – Cesena), Michelangelo Mammoliti da Guarene (Cuneo), Fabrizio Mellino da Nerano (Napoli), Matteo Metullio da San Cassiano (Bolzano), Giovanni e Floriano Pellegrino, entrambi cuochi, da Lecce, Marta Scalabrini da Reggio Emilia, Mattia (cucina) e Alessio (sala) Spadone da Civitella Casanova (Pescara), infine Cristian (cucina) e Tomas (sala) Torsiello da Valva (Salerno).


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