Protagonisti al congresso: Antonello Maietta

Il presidente Ais sarà tra i relatori al dibattito "Ospitalità, l'importanza della formazione", domenica 4 marzo alle 14,50

12-02-2018
Antonello Maietta. Dibatterà a Identità Milano

Antonello Maietta. Dibatterà a Identità Milano 2018 di Ospitalità, l'importanza della formazione con Andrea GrignaffiniAndrea SinigagliaMatteo ZappileHervé Fleury e Dominga Cotarella (domenica 4 marzo, ore 14,50, sala Blu 2)

La forza del saper comunicare, anche con un semplice bicchiere di vino. Questa è una delle principali doti di Antonello Maietta, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier dal 2010. Maietta, nato a Rimini ma poi cresciuto a Porto Venere, in Liguria, è una figura carismatica, che ha sempre puntato, con l’Ais, a un fattore fondamentale: la formazione. Perché è impossibile fare una comunicazione forte, precisa, puntuale, senza l’adeguata preparazione.

Classe 1960, sommelier già all’età di 19 anni, quando prendere il diploma dell’Ais non era una cosa così scontata, Maietta è una di quelle persone che crede nel vino non solo come prodotto, vero biglietto da visita dell’Italia nel mondo, ma come mezzo di cultura. Per fare cultura.

Non per altro l’Associazione sommelier non esaurisce il suo compito nella predisposizione dei tre livelli del corso di abilitazione professionale, ma racchiude tutto un insieme di iniziative che vanno oltre la semplice e didascalica degustazione tecnica di un vino. E parliamo di cene, incontri con i produttori, visite in cantina, gite, convegni, per andare appunto “oltre il bicchiere”.

Conoscere per poter comunicare: anche perché la figura del sommelier è evoluta. Non è più solo il “cameriere esperto” che serve il vino a tavola in un ristorante: ma trasformatore di emozioni, figura professionale che in sala deve cercare di accompagnare i commensali in un’esperienza che valica il perfetto abbinamento. Per questo serve cultura, conoscenza, approfondimenti. E restare al passo con i tempi, anche con le mode.

Maietta lo sa bene: schietto e deciso, non si nasconde dietro a convenevoli. Come aveva avuto modo di sottolineare negli anni passati, i sommelier si erano un po’ chiusi a riccio, in quello che era una sorta di mondo dorato, senza confrontarsi con il passato. Lui stesso aveva spiegato come questo sia stato un errore. C’è stata, fortunatamente, un’inversione di tendenza, incrementando il rapporto con il resto del comparto vitivinicolo, a partire proprio dalla base, cioè dai produttori.

Antonello Maietta è da anni, quindi, il volto dell’Associazione Italiana Sommelier, che conta circa 40mila associati in tutta la nazione, per una presenza capillare e di qualità. Si fregia anche di aver completamente rinnovato Vitae, la guida edita dall'Ais, per far sì che fosse al passo coi tempi. Perché la formazione non è solo buttarsi sui libri e imparare tutte le nozioni sull’enologia, o chiudersi in una stanza per cercare di individuare i singoli sentori di un vino. Ma è aprirsi al mondo del vino, con passione e curiosità. Come Maietta, d’altronde. 


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