Camigliano, Montalcino: una storia di vino, famiglia e territorio

L'azienda vinicola del Senese ha presentato al ristorante Giannino 1899, Milano, la sua filosofia e le ultime etichette. Sugli scudi, Vermentino e Brunello

25-05-2022
a cura di Marilena Lualdi
Gualtiero e Laura Ghezzi e le figlie Isabella e S

Gualtiero e Laura Ghezzi e le figlie Isabella e Silvia, titolari dell'azienda vinicola Camigliano a Montalcino

Paesaggio inatteso. Dietro un nome, un’opera d’arte, un’etichetta, c’è tutto lo stupore di chi fa vino sulla scia della generazione precedente, è immerso nella natura ancora libera che lo accoglie. E sa meravigliarsene, ogni giorno, nonostante la lunga strada percorsa anche da chi l’ha preceduto.

È il caso di Camigliano, storia di una famiglia, di un territorio e di vino che sfila al ristorante milanese Giannino 1899 con lo chef Maurizio Lai, dove si incontra una fierezza del passato che vibra tuttavia anche del desiderio di innovarsi. Per Camigliano c’è Gualtiero Ghezzi, accanto alle figlie Isabella e Silvia, ma trapela anche la passione della moglie Laura, capace di manifestarsi pure in quel gusto artistico.  Arte e natura, l’attenzione all’ambiente che dal 2017 passa attraverso i certificati biologici.

Quando arrivò il padre di Gualtiero, Walter, era tutto un altro mondo: «Camigliano era a 40 minuti da Montalcino, oggi a 10-15 minuti. La nostra è un’azienda agricola polifunzionale».  Sono infatti una novantina gli ettari vitati, sui 530 complessivi a disposizione: di questi 50 a Brunello. Si producono 350mila bottiglie di vino, a cui si aggiungono la grappa e l’olio bio.

Particolare della tenuta Camigliano, indirizzo via d'Ingresso 2, Camigliano, Montalcino (Siena), telefono +390577816061 e +390577844068

Particolare della tenuta Camigliano, indirizzo via d'Ingresso 2, Camigliano, Montalcino (Siena), telefono +390577816061 e +390577844068

Il cammello è il simbolo che lega con fedeltà alle radici, ma la strada cara all’azienda è triplice: passa da famiglia, passione per la viticoltura, attenzione alla storia del paese. Rosso è il filo conduttore, eppure si sanno tessere produzioni di bianco e rosato di indubbio interesse. Nel primo caso si distingue Gamal Vermentino 2021, che ha la peculiarità di riallacciarsi al vitigno corso. Il sistema di allevamento è quello del cordone speronato. Dopo la pressatura soffice e la sfecciatura, la fermentazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata. La freschezza di questo vino si manifesta pure attraverso le note fruttate e non diventa mai monocorde, lasciando anche una traccia amarognola.

È tempo, tuttavia, di lasciarsi raccontare altri preziosi capitoli di questa famiglia, immersa in un luogo incontaminato che pur cerca di farsi strada con un turismo sostenibile, attraverso il Brunello di Montalcino Docg 2017 “Paesaggio inatteso”.  L’etichetta si ispira a Franco Fortunato. Ciò che è inatteso, è unico: abbiamo a che fare con una selezione del miglior Sangiovese dell’azienda, in una vigna di due ettari. L’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia per 30 mesi. La selezione, però, comincia fin dalle vigne, fin dai terreni che sono quelli che godono di una migliore esposizione.

Pittura e paesaggio si scrutano, si identificano, si liberano. Camigliano fu terra di Etruschi e ne racchiude quel fascino misterioso, che si scioglie di fronte alla saggezza semplice, non povera, della natura. Così questo vino è di cospicua struttura, ma la sua complessità si rivela anche dagli aromi di frutta rossa, che rappresentano solo l’inizio di questa danza: vi si avvertono con potenza il bosco e le sue note balsamiche. Il 2017 ha visto fin da maggio l’accentuarsi dei valori termici, spinti al di sopra delle medie stagionali e la fuga delle precipitazioni. Sono state in particolare le vigne più vecchie a rispondere in modo positivo. Il tocco finale è arrivato dal cambio brusco di temperature ad agosto.

Le etichette principali dell'azienda

Le etichette principali dell'azienda

Gualto Riserva Brunello di Montalcino Docg 2016 si porge come un abito ancora più elegante, grazie al tempo che si concede: 36 mesi nelle botti di rovere, oltre ad altri due in bottiglia. L’accurata selezione alla base alimenta le potenzialità di invecchiamento. 

Da Giannino 1899 l’incontro ideale con piatti che a loro volta sanno dialogare con la natura e il mondo vegetale. Tra questi, l’Hummus di ceci e lime, verdure croccanti, carciofo alla menta e chips di quinoa, ma anche la lasagnetta di gnocco di grano saraceno.


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