06-11-2026

Bittor Arginzoniz, Jessica Rosval ma anche il Perù: i vincitori della 50Best 2026

La straordinaria ospitalità e coesione dei limenhos, il rilancio di Etxebarri, l'exploit del Gatto Verde, le polemiche. Appunti a mente fredda sull'edizione appena conclusa

Mohamed Benabdallah e Bittor Arginzoniz, sala e

Mohamed Benabdallah e Bittor Arginzoniz, sala e cucina del ristorante Etxebarri di Axpe, nei Paesi Baschi, col fresco titolo di Miglior ristorante al mondo 50Best, mercoledì 6 novembre al Teatro Municipal di Lima, in Perù

I vincitori della 50Best 2026? Sono tre. Il Peru per primo, certamente. Una volta compreso che Abu Dhabi non poteva ospitare la rassegna, in quattro e quattr’otto los limenhos hanno messo in piedi non solo una cerimonia coi fiocchi ma quasi una settimana intera di eventi, talk, incontri, pranzi, feste e rassegne popolari che Torino 2025 al confronto è sembrata una festa di paese. Quel che colpisce è che due soli quartieri di una città – Barranco e Miraflores - hanno avuto e hanno più ristoranti nella fifty di tante macro-aree del mondo messe assieme (per esempio Australia, Africa, Medioriente): sono i due campioni ora fuori-classifica Central e Maido e altri 3 ristoranti in grande ascesa (Kjolle, Merito e Mayta) e che cresceranno ancora nel 2027. Un modello di “fare squadra” e unione di intenti cui dovremmo guardare noi Italiani; lo diciamo da oltre 20 anni ma poi non lo facciamo mai.

Il secondo vincitore è Bittor Arguinzoniz di Etxebarri, nei Paesi Baschi, ristorante che riporta il titolo in una regione autonomista di Spagna appena due anni dopo i catalani di Disfrutar. L’anno scorso Bittor, classe 1960, sembrava quasi sull’orlo di smettere dopo la delusione del secondo posto: già in passato aveva sottolineato a più riprese il logorio del lavoro e l’assenza di un cuoco capace di prendere le sue redini tra le griglie. Seguiremos trabajando, ha dichiarato ieri alla conferenza stampa finale, «continueremo a lavorare», sgombrando secco il campo da ogni possibilità di stop. Arguinzoniz ha anche ringraziato Rafa Santos, il giornalista che nel 1999 inventò Lo Mejor de la Gastronomia, il primo congresso di cucina al mondo, l’evento che ha segnato il destino della ristorazione fino a oggi.

Il terzo vincitore è un trio: Jessica Rosval, Massimo Bottura e Lara Gilmore. Come il suo contenitore Casa Maria Luigia, il ristorante Al Gatto Verde e la sua cuoca continuano a fare incetta di premi non solo nella 50Best - dove il ristorante ha fatto un balzo di 68 posizioni - ma la cuoca canadese ha riportato lo scettro di miglior chef al mondo in Italia 13 anni dopo Nadia Santini. Applausi anche a Denis Bretta, silenzioso uomo di sala di grandissimo mestiere, presente a Lima anche con Alessia Belladonna, sous chef di cui sentiremo parlare presto.

A proposito di Nadia Santini, c’è stato un momento di commozione in sala per i cuochi scomparsi negli ultimi mesi: la cuoca sublime mantovana ma anche il francese Bertrand Grebaut di Septime nel luglio scorso, a soli 44 anni. 

È stato sottolineato che diverse insegne italiane hanno perso posizioni (Casadonna Reale, Calandre, Atelier Moessmer, Uliassi): vero, e peccato, ma siamo pur sempre il paese più rappresentato nei 50 con 5 insegne complessive come la Tailandia (tutte a Bangkok) e le 4 in Spagna.

Il podio della 50Best 2026 indica che per i voters evidentemente la cucina è più importante della sala: Etxebarri eccelle per tante cose ma non certo per il servizio e Alchemist, che tanti davano vincitore, ha sempre sostenuto il ruolo quasi accessorio del cibo rispetto a tutto il resto.

Come sempre, ci sono state polemiche sul ruolo che giocano la capacità di spesa dei ristoranti per ottenere visibilità, rinfocolato dalle dichiarazioni della vigilia della slovena Ana Ros. Non c’è dubbio che nella 50Best abbia molto più peso il ruolo delle pubbliche relazioni che nei meccanismi Michelin. Sono strategie illegali? No di certo, sono nella sua natura, like it or not. La 50Best è davvero la lista dei migliori ristoranti al mondo? Ovviamente no – lo diceva chiaramente anche Rene Redzepi, che con Noma ha vinto il titolo 5 volte – ma ai ristoratori fa comodo che gli utenti possano crederlo. Sono tutti ristoranti che valgono e che meritano attenzione? Sì, quasi tutti diremmo. Ce ne sono altri che valgono altrettanto fuori dalla lista? Tantissimi, molti di più.

A proposito di differenze Michelin/50Best, due dati dimostrano la netta differenza di orizzonti dei due sistemi più influenti al mondo: lo stellatissimo Giappone non ha neanche un’insegna nella 50Best mentre la Francia ne ha appena 2 (Le Coquillage e Plenitude). Mondi paralleli.

Giappone a parte, verrà presto il momento del titolo assoluto per un’insegna asiatica: Tailandia, Cina, India e Corea corrono che è un piacere. Dietro, il new nordic movement post-Noma tiene botta alla grande con Kadeau, Jordnaer e Alchemist, tutti in ascesa. Arrivederci al 2027 (a Montreal, in Canada, si dice, la città natale di Jessica Rosval).


Dal Mondo

Recensioni, segnalazioni e tendenze dai quattro angoli del pianeta, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Gabriele Zanatta

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Gabriele Zanatta

classe 1973, laurea in Filosofia, coordina la Guida ai Ristoranti di Identità Golose e tiene lezioni di storia della gastronomia presso istituti e università. Co-autore di "Cracco in Galleria" (Phaidon e L'ippocampo) e "Cucina Milanese Contemporanea" (Guido Tommasi). Instagram @gabrielezanatt

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