31-03-2026

Pashà a Polignano, la nuova "Collezione primavera" tra continuità e visione

Un ristorante che da anni è una certezza: ora, nel locale di Antonello Magistà, lo chef Michele Spadaro, che guida una brigata giovanissima come lui, propone sempre più una cucina elegante e centrata, profondamente legata alla Puglia

Quelli del Pashà di Polignano: da sinistra in al

Quelli del Pashà di Polignano: da sinistra in alto Michele Spadaro, Rossana MinunniAntonello Magistà, sotto Michele Colacicco e Fathushe Buthi

Il Pashà è da anni una certezza della ristorazione pugliese. Non solo per la cucina, ma per quella capacità di tenere insieme qualità, servizio e accoglienza sotto la guida di Antonello Magistà. Oggi il progetto si è ampliato, trovando nelle campagne di Polignano una nuova dimensione come ristorante e dimora. Un passaggio naturale, che non cambia l’identità del Pashà ma ne allarga il respiro.

L’occasione per tornare ad assaggiare è stata la presentazione della nuova Collezione Primavera, il menu firmato da Michele Spadaro, chef che guida una brigata giovanissima come lui, composta da ragazzi poco più che maggiorenni, chiamati a sostenere una cucina che ha già una sua identità precisa. Il lavoro si muove su equilibri chiari, dove ogni elemento ha una funzione leggibile nel piatto. Lo si vede nei Gamberi rossi con fave, pecorino e caviale, costruiti su un gioco di contrasti ben gestito: alla dolcezza e alla naturale tendenza grassa del crostaceo si affianca la componente vegetale delle fave, mentre pecorino e caviale lavorano su due livelli diversi di sapidità, uno più pieno e avvolgente, l’altro più diretto e iodato, senza mai sovrapporsi.

Pasta mista in zuppa di ceci della Murgia, mugnoli e calamaretti

Pasta mista in zuppa di ceci della Murgia, mugnoli e calamaretti

Più articolata la Pasta mista in zuppa di ceci della Murgia, mugnoli e calamaretti, dove il piatto si costruisce su una base di cinque varietà di ceci che danno profondità e sfumature diverse alla parte leguminosa. I mugnoli (raro ortaggio coltivato nel Salento, in particolare nella provincia di Lecce, in Abruzzo a Pettorano sul Gizio in provincia dell'Aquila e in Campania nelle provincie di Napoli e Caserta. Viene chiamato anche "cavolo povero" e, dal punto di vista tassonomico, è identificato come "cavolo broccolo", per capirsi, ndr), lavorati in tutte le loro parti — foglie, cime e torsoli — inseriscono una componente vegetale che cambia consistenza e intensità, mentre i calamaretti riportano il piatto su una dimensione marina. La scelta della pasta mista rafforza il lavoro sulle texture, alternando morsi diversi e dando ritmo a un insieme che resta coerente.

La cucina di Michele Spadaro resta elegante e centrata, profondamente legata alla Puglia, ma porta con sé anche lo sguardo di un giovane chef siciliano che interpreta questo territorio con sensibilità personale. E insieme a una brigata che ha l’energia e l’incoscienza giusta per crescere, prende forma un percorso che unisce tecnica, visione e voglia di costruire.


Assaggi

di

Antonio Mercaldi

imprenditore foggiano, racconta da anni sui social le sue esperienze gastronomiche vissute sempre dal punto di vista del cliente seduto a tavola. Si definisce "cliente professionista" proprio per questo approccio: osservare, vivere e narrare il mondo della ristorazione con curiosità, rispetto e passione. Noto sui social come Iron Foodie - un progetto nato dall'incontro tra l'amore per Iron Man e la cultura gastronomica - si muove con entusiasmo tra artigiani del gusto e grandi chef, alla ricerca di emozioni autentiche