CooKing Show al giro di boa

Lisa Casali ci racconta i primi mesi del programma che conduce dal lunedì al venerdì su Rai3

30-07-2015
Lisa Casali ha iniziato a metà maggio a condurre

Lisa Casali ha iniziato a metà maggio a condurre il programma The CooKing Show nella sua versione live nel Mediacenter di Expo, mentre è in onda dal 1 giugno, dal lunedì al venerdì, alle 12.30 su Rai3. Renzo Arbore, qui insieme a Lisa sul set, è stato uno degli ospiti più illustri (e particolari) di questi primi mesi di trasmissione (tutte le foto sono di Eugenio Luti)

The CooKing Show - Il mondo in un piatto è da metà maggio sia uno degli appuntamenti quotidiani di Expo Milano 2015 - tutti i giorni live dalle 15 alle 16 - che una trasmissione televisiva trasmessa da Rai 3. Il programma è firmato da Andrea Boin e Raffaele Bruscella, insieme alla conduttrice Lisa Casali, nostra collaboratrice da diversi anni, ed è nato raccogliendo i desideri e le indicazioni degli organizzatori di Expo, che hanno proposto alla Rai l'idea di realizzare uno show basato sull'idea dell'incontro tra culture e conoscenze gastronomiche diverse, sulla condivisione di buone pratiche alimentari, sulla collaborazione tra i cuochi e sulla promozione del tema della sostenibilità e della lotta agli sprechi di cibo. La selezione degli chef ospiti della trasmissione è realizzata in collaborazione proprio con Identità Golose.

Dopo quasi tre mesi di lavoro, abbiamo incontrato Lisa Casali per un piccolo bilancio di questa esperienza e per raccogliere qualche racconto divertente. Casali non è una debuttante della televisione, per due anni ha curato una rubrica per Uno Mattina in Famiglia, ha condotto un suo show, Zero Sprechi, sulla tv del Gambero Rosso, e insieme a Federico Bernocchi il programma Orto e Mezzo su LaEffe.

Questa però è stata una specie di prima, con un programma così impegnativo e importante. «In Rai – racconta Lisa – si respira certamente un'aria diversa, c'è una struttura, e se vogliamo anche una liturgia, che può mettere in soggezione. Io però non mi sono fatta impressionare e ho cercato da una parte di vivere tutto come se fosse un sogno, dall'altra di sentirmi ogni giorno sul palco del Congresso di Identità Golose».

Davide Scabin, tra un pranzo e una cena nel ristorante di Identità Expo di cui è stato ospite dal 15 al 19 luglio, è andato a cucinare anche sul set di The CooKing Show

Davide Scabin, tra un pranzo e una cena nel ristorante di Identità Expo di cui è stato ospite dal 15 al 19 luglio, è andato a cucinare anche sul set di The CooKing Show

Tu sei una veterana dei congressi di Identità, in effetti...
Alla prima edizione ci venni pagandomi il biglietto, che al tempo era praticamente un mese del mio stipendio, perché ci tenevo tantissimo a poter vedere da vicino questi chef. Non ho più smesso di esserci ogni anno, poi Paolo Marchi mi ha fatto più volte il regalo di invitarmi a presentare Identità Naturali. Per me tuttora i tre giorni del Congresso sono un momento di festa e questi sei mesi di The CooKing Show mi stanno facendo lo stesso effetto.

E' una fortuna, perché il ritmo del programma è intensissimo, quanti giorni ti sei fermata da quando è iniziato?

Sono stata ferma un giorno a luglio e due a giugno. Altrimenti sono lì sette su sette. Credo che entusiasmo e passione siano fondamentali per affrontare un ritmo del genere e in queste settimane sto scoprendo di averne ancor di più di quanto pensassi: ogni mattina mi sveglio più felice che mai.

Qual è la giornata tipo della conduttrice di The CooKing Show?

Mi sveglio alle 7:30, faccio colazione sul terrazzo e mi prendo cura del mio piccolo orto; poi vado a piedi in ufficio, per il mio altro lavoro di assicuratrice ambientale, e ci resto fino a mezzogiorno. Poi cammino a piedi per un chilometro, prendo la metropolitana e arrivo in Expo. Pranzo con gli altri due autori, che insistono sempre per venire a Identità Expo, ma io li porto anche a esplorare i ristoranti dei vari padiglioni, poi mi ritiro al trucco, dove passo almeno un'ora ogni giorno a farmi pettinare e truccare, poi indosso il vestito di scena della giornata e vado in studio, passando l'ultima mezz'ora a chiacchierare con gli ospiti prima dell'inizio della puntata.

Anche Claudio Ceroni e Paolo Marchi di Identità Golose sono stati ospiti di The CooKing Show. Paolo Marchi tornerà in trasmissione tra pochi giorni per presentare con Lisa Casali il nuovo libro 100 Chef x 10 Anni

Anche Claudio Ceroni e Paolo Marchi di Identità Golose sono stati ospiti di The CooKing Show. Paolo Marchi tornerà in trasmissione tra pochi giorni per presentare con Lisa Casali il nuovo libro 100 Chef x 10 Anni

Cosa ricordi dell'esordio, della prima puntata?
Fu un debutto intenso: in sala c'era il Direttore di Rai3, c'era Beppe Sala di Expo e diversi altri ospiti illustri. A metà puntata è partito l'allarme anti-incendio e abbiamo dovuto evacuare lo studio per circa venti minuti, per poi ricominciare. Però ci fu un momento bellissimo: io ero un po' turbata da questo imprevisto e vicino a me c'era Norbert Niederkofler. Mi prese la mano e iniziò ad accarezzarla, dicendomi di rilassarmi e di pensare solo a quella sensazione. Aveva delle mani morbidissime nonostante il lavoro che fa, ed è davvero un signore.

E il momento più divertente finora qual è stato?

Un giorno abbiamo avuto ospite lo chef dell'Oman, che è una specie di gigante dalla faccia simpaticissima, assomiglia un po' allo Zio Fester della Famiglia Addams, ma tutto vestito di bianco. In puntata è andato nel panico, perché io gli parlavo e lui non riusciva a cucinare e rispondermi contemporaneamente. Quando gli abbiamo detto che era in ritardo sulla preparazione del suo piatto, si è agitato ancora di più, sudando a fiumi. A questo punto nel live abbiamo dovuto allungare i tempi e intrattenere il pubblico, nella puntata montata per la televisione ovviamente non si vede, ma è stato un momento abbastanza esilarante.

Con un mostro sacro della TV come Renzo Arbore come te la sei cavata?

E' stato un ospite molto particolare devo dire. Il tema dello spreco alimentare è ovviamente centrale per la trasmissione, oltre che per Expo, però quando ho intervistato Arbore lui si è vantato di avere 5 frigoriferi in casa, che tiene sempre pieni di cibo, e che quindi è costretto a buttarne anche parecchio. E poi mi ha raccontato di come ami servire ai suoi ospiti cibi introvabili, carni di animali come il pitone, il coccodrillo, specie rarissime di granchio...è stato davvero diverso rispetto a tutti gli altri, ecco.

Qualche piatto che invece ti è rimasto particolarmente impresso tra quelli preparati in trasmissione?

Oltre ai Ravioli Umami di Gianfranco Pascucci, su cui ho scritto un articolo pochi giorni fa, Franco Aliberti è stato già due volte nostro ospite e ci è piaciuto tantissimo. La prima volta ha fatto questo piatto usando i gambi delle zucchine per ottenere delle specie di penne rigate, servite poi con i fiori della zucchina croccanti e una crema sempre di zucchine. Le ha chiamate Zucchine a scarto zero, proprio perché ne ha utilizzato tutte le parti.

Lisa Casali con Cesare Battisti, chef del Ratanà

Lisa Casali con Cesare Battisti, chef del Ratanà

Tornando al tema di Expo, “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Voi chiedete a ogni chef di portare un piatto ispirato a questo argomento: che tipo di proposte avete raccolto, c'è qualche elemento in comune?
E' molto interessante: il riso sicuramente è stato l'ingrediente più usato, potrei scrivere domani un libro solo di ricette di risotti! E' un piatto sempre bello da servire, rappresenta l'Italia, ma anche molte altre culture, ed è comunque facile da comprendere anche per il grande pubblico. Peraltro oggi gli chef hanno semplificato ancora di più la preparazione: su 50 risotti che ho visto preparare, 49 sono stati fatti con la tostatura a secco, senza null'altro in pentola oltre al riso, e poi cuocendo solo con l'acqua, gli altri ingredienti vengono aggiunti solo in mantecatura. E' anche un piatto difficile da sbagliare: sono stati pochi gli chef che hanno deciso di rischiare con qualcosa di molto complesso, non è facile lavorare davanti alle telecamere. E poi c'è anche il pesce d'acqua dolce.

Anche quello molto presente?

Lo hanno proposto in tantissimi, tanto che a un certo punto ad alcuni abbiamo chiesto di pensare a qualcos'altro. Forse da qualcuno viene percepito come un pesce più sostenibile rispetto a quello di mare, anche se è vero solo in parte. Poi è di sicuro un ingrediente un po' meno conosciuto e usato nelle cucine di casa. Invece c'è una cosa che mi ha deluso finora (dice ridendo, NdR).

Cosa?

Sono credo la conduttrice più fissata sui legumi che ci sia in circolazione, e nessuno mi ha ancora portato un piatto a base di legumi! E non solo: io chiedo a tutti gli chef che vengono in trasmissione qual è secondo loro il cibo del futuro, pensando a un pianeta in cui la popolazione continuerà a crescere e in cui le risorse ovviamente non sono infinite. E nessuno mi ha ancora detto i legumi, che invece secondo me rappresentano davvero le proteine di domani, quelle a più basso impatto ambientale, e anche l'ingrediente più sottovalutato.


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