04-05-2026
L’Umbria perde Meunier: chiude a Corciano una delle pizzerie più celebrate
Era diventata un punto di riferimento per chi ama i lievitati e la ricerca sulle materie prime. "Faremo in modo che questo non sia un addio. È una pausa necessaria in attesa di lasciare spazio a qualcosa di nuovo"
L’Umbria perde una delle sue pizzerie più importanti e riconosciute. Meunier, pluripremiata e insignita di grandi riconoscimenti nelle principali guide di settore, ha chiuso ufficialmente sabato 2 maggio con l’ultimo servizio. Per quasi dieci anni è stata un punto di riferimento per chi ama i lievitati e la ricerca sulle materie prime. Meunier nasce dal lavoro di più persone, ma è strettamente legata alla visione di Pietro Marchi, che dopo un percorso lontano dalla ristorazione si è avvicinato al mondo delle fermentazioni, delle farine e della panificazione, costruendo un progetto capace di farsi notare anche a livello nazionale. Durante una nostra recentissima visita abbiamo assaggiato alcune delle sue pizze, che raccontano bene il lavoro fatto in questi anni con impasti curati, equilibrio nei sapori e grande attenzione agli ingredienti.
Meunier è stata anche un’importante occasione di crescita per il territorio. Non è mai stata solo una pizzeria, ma un luogo in cui materie prime e lavorazioni sono sempre state al centro, trattate con rispetto e qualità, contribuendo a diffondere una cultura più consapevole del prodotto. La chiusura lascia un vuoto significativo, non solo a Corciano ma in tutta la regione, che perde una realtà capace di alzare l’asticella della pizza contemporanea in un panorama dove tutti fanno tutto ma pochi fanno tutto (o quasi) buono come Meunier.
E il futuro? Ha spiegato la proprietà sui social: "Faremo in modo che questo non sia un addio. È una pausa necessaria in attesa di lasciare spazio a qualcosa di nuovo, che deve ancora prendere forma, ma che porterà con sé tutto quello che abbiamo imparato e amato in questi anni: la cura, la ricerca, il gusto, l’accoglienza, il desiderio di condividere".
da piccolo tagliava le verdure con la nonna per il minestrone (che oggi non mangia). In terza media scrisse la tesina sulla cucina nel mondo. Poi Scienze gastronomiche, Antropologia e un master in Storia dell’alimentazione. Oggi collabora con Identità Golose, Guide di Repubblica e Gambero Rosso. Degustatore di olio e vino