I frutti di Parabere

Intervista a Maria Canabal, la donna che vuole migliorare la gastronomia con la visione femminile

20-04-2015
L'immagine festosa conclusiva di Parabere, forum c

L'immagine festosa conclusiva di Parabere, forum che ha avuto luogo a Bilbao l'1 e il 2 marzo scorso allo scopo di «migliorare il mondo gastronomia attraverso la visione delle donne». Al centro, vestita di bianco, si riconosce la curatrice e organizzatrice, Maria Canabal

Non si è ancora spenta, a più di un mese di distanza dall’evento, l’eco di Parabere, prima edizione di un Forum tutto al femminile che intende «migliorare il mondo gastronomia attraverso la visione delle donne» (è il claim ufficiale). In tanti ne parlano ancora, ultima la CNN. Abbiamo intervistato la critica e scrittrice Maria Canabal, ideatrice dell’evento, per approfondire tutti i rivoli di una tematica che avrà un grande futuro.

Com’è nato il Forum Parabere? Quale la scintilla?
Ho assistito a una conferenza di Ban Ki-Moon e ho capito che il segretario generale delle Nazioni Unite è femminista. Mi ha colpito una sua frase: ‘Il mondo non raggiungerà mai il 100% dei suoi obiettivi finché il 50% della sua popolazione non si renderà conto del suo vero potenziale. Potremo assicurare un futuro a tutti solo se libereremo il potere delle donne’. Ho pensato immediatamente che il mio settore, quello gastronomico, è considerato, a torto, un’industria dominata dal genere maschile, esattamente come l’ingegneria, l’architettura o l’aviazione, settori che impiegano molto più uomini che donne. Ma non è così perché in realtà le donne nelle cucine sono tante quanto gli uomini. E questo è terribile perché significa che nessuno sa che ci sono. Sono ignorate, invisibili e senza riconoscimenti. Ma ci sono. Per tutte queste considerazioni ho deciso di supportare le donne del mio settore, per renderlo migliore.

Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana. Nel 1993 ha ricevuto il Right Livelihood Award, sorta di "Premio Nobel alternativo"

Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana. Nel 1993 ha ricevuto il Right Livelihood Award, sorta di "Premio Nobel alternativo"

E’ stato difficile organizzare la prima edizione?
Devo ammettere che nessun relatore ha rifiutato il nostro invito. Erano tutti entusiasti e sedotti dall’idea di partecipare a un forum preceduto dallo slogan ‘migliorare la gastronomia attraverso la visione delle donne’. Ci sono state relazioni di grandi attiviste del cibo come Vandana Shiva e Hilal Elver dell’Onu, Roberta Sudbrack dal Brasile o Dominique Crenn, la prima donna ad ottenere due stelle Michelin negli Stati Uniti. La cosa più incredibile è stato il numero di partecipanti: 300 da 26 nazioni. Chef uomini e donne, sommelier, restaurant manager, allevatori, produttori, vignaioli. Pazzesco. La cosa più difficile è stato trovare sponsor. Spero che il prossimo anno siano in tanti a capire che Parabere rappresenta un nuovo inizio. Un meeting storico. Vandana Shiva è stata molto chiara a spiegare che è un esempio da seguire, di come le cose possono cambiare. Ha scritto bene Cristina Bowerman sul vostro sito: ‘Un consiglio per le grandi aziende: dateci una mano perché siamo il secondo vento nel mondo del cibo e del vino’.

In base a quali criteri hai selezionato i relatori?
Siamo un forum, non un congresso o un festival. Ogni anno c’è un tema diverso. Nel 2015 è stato l’Ispirazione. L’edizione di quest’anno è servita per riconoscere, celebrare e supportare il lavoro fuori dal comune di individui speciali, che stanno cambiando il mondo attraverso la gastronomia. Significa che ognuno di loro aveva un preciso progetto sociale legato al cibo. Abbiamo avuto relatori da India, Australia, Zimbabwe, Bolivia, Colombia, Brasile, Marocco, Etiopia, eccetera. Siamo stati molto felici di ospitare relatori africani, continente dimenticato di tutti gli eventi del food.

Quali pensieri/idee ti hanno colpito di più a Parabere?
Difficile fare un riassunto. Abbiamo avuto 20 interventi in 2 giorni – le mattine sono dedicate ai agli interventi, uno ogni mezzora mentre i pomeriggi sono più interattivi con workshop, tavole rotonde e dibattiti one to one. Vandana Shiva – attivista, eco-femminista e premio Nobel per la pace controcorrente – è stato certo molto efficace ma anche i contadini dell’Etiopia e dell’Australia che lavorano con gli aborigeni.

Dominique Crenn dell'Atelier Crenn di San Francisco, la prima cuoca con due stelle Michelin su suolo americano

Dominique Crenn dell'Atelier Crenn di San Francisco, la prima cuoca con due stelle Michelin su suolo americano

Riesci a isolare delle frasi importanti?
Il cibo sta tirando la volata all’economia di New York ma le donne immigrate sono sottorappresentate in questa economia (Jessamyn Rodriguez, Hot Bread Kitchen).

L’uniformità è il mezzo di controllo (Vandana Shiva, India).

Entro il 2025, la metà dei bambini americani potrebbe diventare autistica per colpa del consumo crescente del cibo geneticamente modificato (Hilal Elver, Nazioni Unite)

Cucinare è un’arte femminile (Leonor Espinosa, chef colombiana)

La prossima rivoluzione sarà eco-emozionale (Josep Roca, El Celler de Can Roca)

Parabere Forum è una nuova partenza (Vandana Shiva)

Davvero pensate che la gente continuerà a morire di fame se le donne saranno più coinvolte? (Hilal Ever)

Il Forum Parabere è un modo per dire al mondo che le cose possono essere fatte in un modo diverso (Vandana Shiva)

Il genere è una costruzione sociale (la chef americana Anita Lo, riferendosi al numero di uomini e donne che lavorano nella cucina del suo Annisa)

C’è sufficiente cibo per 12 miliardi di persone ma noi ne sprechiamo il 30% (Hilal Elver)

La qualità, la diversità e la resilienza sono il vero apporto delle donne al sistema cibo (Vandana Shiva)

Sono tutti ragionamenti che mi fanno dire che il cibo è un collante sociale!

Riesci a riassumere le ragioni principali per cui il mondo del cibo dovrebbe ascoltare con più attenzione la voce delle donne?
Rafforzare il ruolo delle donne è la base per un mondo migliore, gastronomia inclusa. Le donne rappresentano il 50% del comparto del cibo. Distribuire l’esperienza e le competenze delle donne attraverso le generazioni e Ie culture offre discussioni pratiche su come superare gli steccati per creare nuovi orizzonti e opportunità. E dibattiti ampi, ricchi e soprendenti su idee importanti. Parabere promuove l’avanzamento delle donne nel mondo attraverso gli affari e i social network.

C’è un modello ideale di eguaglianza donne/uomini al quale dovremmo guardare come esempio?
Penso che, da un punto di vista sociale, il modello più evoluto sia quello dei paesi nordici.

Maria Canabal, autrice e scrittrice. Vive tra Madrid, Parigi e Copenhagen

Maria Canabal, autrice e scrittrice. Vive tra Madrid, Parigi e Copenhagen

Che opinione hai delle donne chef italiane?
C’erano tanti delegati italiani a Parabere, non solo chef ma anche vignaioli, sommelier, direttori di ristoranti, imprenditori sociali e del cibo… è stato fantastico vedere come tutti siano saltati entusiasti sul primo volo per Bilbao. Considerano il soggetto importante in prospettiva. Sono donne generose e fortunate. E vantano il territorio più incredibile del mondo.

Qualche anticipazione sulla seconda edizione?
Nel 2016 faremo incontrare ancora leader donne nel campo della gastronomia. Il tema sarà l’Impresa (Entrepreneurship) e ci piacerebbe molto poterla fare in Italia.

Quando pensi a Parabere tra 10 anni, cosa sogni?
Che non ci sarà più bisogno di Forum Parabere. Perché la diversità avrà smesso di esistere.


Rubriche

Zanattamente buono

Il punto di Gabriele Zanatta: insegne, cuochi e ghiotti orientamenti in Italia e nel mondo