Identità sempre avanti

Presentata la Guida 2017. L'anno prossimo sarà ricchissimo di altri eventi. E per Identità Milano...

14-11-2016
Presentata a Milano la nuova edizione della Guida

Presentata a Milano la nuova edizione della Guida Identità Golose, sempre online. E si è parlato anche delle tante iniziative, vecchie e nuove, che caratterizzeranno Identità nel 2017. Nella foto di Francesca Brambilla e Serena Serrani, i due pilastri di Identità, Paolo Marchi e Claudio Ceroni, insieme a Lisa Casali che ha presentato l'evento

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Tutti i premiati (come sempre under 40) nelle foto di Brambilla-Serrani: qui Martina Caruso (la migliore chef) premiata da Stefano Marini (San Pellegrino-Acqua Panna)
Diego Rossi (premio birra in cucina) premiato da Ilaria Zaminga (Fondazione Birra Moretti)
Lo Zuma di Roma, nella persona del sommelier Michele Brando, premiato per la migliore carta dei vini e distillati da Alessandro Massano (Moët Hennessy)
Gianni Sinesi premiato come miglior sommelier da Francesco Zonin (Casa Vinicola Zonin)

…e a un certo punto Claudio Ceroni e Paolo Marchi si mettono a elencare anche solo una parte delle iniziative, vecchie e molte nuove, di Identità Golose per il 2017, e sostanzialmente non la finiscono più. A scuola ci dicevano di non iniziare mai un tema con le “e”, ma Identità rompe gli schemi. E’ successo anche l’anno scorso, con il passaggio totale della Guida 2016 sul web: e sembra già una cosa vecchia, altre frontiere attendono. Ma è (era) comunque una idea nuova e così un anno dopo, alla presentazione dell’edizione 2017 conclusasi qualche ora fa al Magna Pars Suites di Milano, non potevano mancare i bilanci, lusinghieri. Dice Marchi: «Ci sentiamo come quelli che un secolo fa trasformarono per primi le loro stazioni di posta in garage e pompe di benzina. Cavalli e carrozze non sarebbero spariti in un paio di stagioni, ma era evidente dove fosse il futuro», ovvero «digitali e felici».

Buona la prima, insomma. E anche questa seconda, del 2017, riassunta qui del suo caporedattore Gabriele Zanatta in numeri e premi. E, per dire il bello del nuovo e dell’online, prima Ceroni annuncia «i ristoranti recensiti quest’anno sono 786, 80 in più del 2016», dei quali 241 nel mondo, in 36 Paesi, grazie a un centinaio di collaboratori in tutto il globo. Poi a Zanatta tocca rettificare, dal palco: «No, sono 785, perché uno ha appena chiuso (LadyBu di Milano) e l’abbiamo cancellato». Il che corrisponderebbe più o meno a contattare tutti gli acquirenti rimasti delle guide cartacee e far loro strappare una pagina. Più comoda Identità, insomma.

A Matteo Baronetto il premio come Miglior chef

A Matteo Baronetto il premio come Miglior chef

E allora, bella la scena del Magna Pars, luci a parte. Mezzo mondo del food in platea, sul palco il volto sorridente di Lisa Casali che dà la parola per primo a Ceroni, gran patron di MagentaBureau, ossia il braccio imprenditoriale di Identità: «La scelta del digitale è stata un grande successo: sembrava un atto pioneristico, in realtà siamo semplicemente usciti dai limiti del cartaceo, abbiamo allargato enormemente la platea degli utenti e possiamo aggiornare costantemente il nostro lavoro. E rivendichiamo questa primazia, come altre che abbiamo accumulato negli anni: siamo stati anche i primi a proporre una guida al meglio del meglio, i primi a valorizzare con costanza i giovani, cosa che oggi è molto di moda, ma quando questi sono già diventati protagonisti» (inciso: poco più oltre Marchi commenterà: «Il nostro compito è anche scommettere sui talenti in erba. Così segnaliamo le cose spesso molto prima di altri»).

Ed ecco l’annunciato elenco degli eventi 2017, che per brevità sintetizziamo: «Abbiamo appena celebrato la nostra consueta collaborazione con Opera San Francesco, ma abbiamo in mente altre iniziative sociali, per noi un impegno crescente: ci sarà il 27 novembre Aggiungi un posto a tavola, un progetto insieme al Centro Clinico Nemo per la lotta alle malattie neuromuscolari. E’ appena terminata anche Storie di gusto e di passione, con Coincasa e Cargo etc., coi quali abbiamo girato l’Italia in compagnia di grandi chef. Tornerà ovviamente il Premio Birra Moretti Grand Cru, l’edizione 2016 si è chiusa il 7 novembre con la consueta valorizzazione dei giovani cuochi. Il 2017 sarà poi caratterizzato dal nostro sostegno all’attività di East Lombardy, un’idea che abbiamo sposato perché innovativa».

Ci saranno i consueti appuntamenti coi congressi: quello di Milano ovviamente, sul quale torneremo, sarà il 4-6 marzo. A ottobre torna invece Identità Future, il format all’interno di Host che consente uno sguardo sulle nuove tecnologie in cucina. All’estero ci saranno Identità Chicago e Identità New York, cui si aggiungerà per la prima volta Identità Boston. Tutta nuova anche la collaborazione con The Fork, il grande sito di prenotazioni, «che ci consentirà – è ancora Ceroni a parlare – di estendere a livello nazionale l’esperienza de Le Tavole di Identità Golose».

L’elenco potrebbe proseguire, ma è tempo di dare la parola a Paolo Marchi. Con un amarcord: «Decima edizione della Guida, tanti i nomi che abbiamo premiato», e sullo schermo scorrono i volti di Redzepi e Palmieri, Sultano e i Costardi, Crippa e Alija, Aliberti e Pisani-Negrini, la Varese e Romito («All’epoca non aveva neppure una stella»), Lopriore e Tokuyoshi, Bartolini e la Klugmann». Marchi interrompe la narrazione dando la parola alle istituzioni, in questo caso all’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Gianni Fava: «Milano con Identità Golose è la capitale del gusto in Italia, per questo saremo partner del congresso meneghino. Siamo la più grande regione europea nel settore agroalimentare, produciamo eccellenze, quindi ci fa piacere che Identità Milano dia loro voce e che le metta in contatto coi grandi chef» Sul palco sale Zanatta ricordando che quest’anno il “racconto delle città” Storie di Gola è affidato a penne tutte femminili: Milano di Sandra Ciciriello e Viviana VareseEast Lombardy di Annalisa CavaleriLucca di Anna MorelliRoma di Laura Mantovano, Napoli di Barbara GuerraBari di Sonia GioiaParigi diAlessandra PieriniLondra di Luciana BianchiTel Aviv di Fabiana MagrìKiev diMarina MayevskaChicago di Sarah GruenebergSan Francisco di Camilla BaresaniLima di Sara Porro e Manila di Margarita Forés.

I premiati siglano con le loro impronte digitali l'attestato

I premiati siglano con le loro impronte digitali l'attestato

Foto di rito e riprende Marchi, parte la girandola dei premi (vedi la fotogallery di Francesca Brambilla e Serena Serrani) e salgono poi sul palco Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, e la professoressa Roberta Garibaldi per spiegare East Lombardy, «un grande lavoro di squadra: 10 partner di progetto, 80 stakeholder, oltre 200 operatori che hanno già aderito. Abbiamo una rete di grandi ristoranti che diventeranno ambasciatori della Lombardia Orientale e dei suoi prodotti in tutta Europa». Con un obiettivo di fondo: integrare l’offerta turistica con quella enogastronomica e promuovere la sensibilità. I due premiano Ryan King come Miglior food writer.

Suspance finale per saperne di più sul congresso di marzo. Marchi rompe gli indugi: «Il tema sarà La forza della libertà, come lo scorso anno, ma integrato da un concetto: Il viaggio. In fondo la cucina è una somma di viaggi, di scambi». Il piatto simbolo sarà Bordeaux di Enrico Crippa, uno splendore di cocktail di gamberi con il radicchio tardivo. Oltre all’auditorium, nelle sale laterali si terranno le sezioni Identità di Formaggio, Identità di Gelato, Identità Naturali, Identità di Pane e Pizza, Identità di Pasta, Identità di Champagne alla seconda edizione e poi la novità: «Ci tengo molto – conclude Marchi – Il 5 marzo spazio a 12 volti nuovi della nostra tavola (alcuni già premiati poco prima, come Luca Abbruzzino e Floriano e Giovanni Pellegrino, più 10 altri), con l’esordio de “Nuova cucina italiana”»). Sempre avanti.


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Tutti i premiati (come sempre under 40) nelle foto di Brambilla-Serrani: qui Martina Caruso (la migliore chef) premiata da Stefano Marini (San Pellegrino-Acqua Panna)
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Lo Zuma di Roma, nella persona del sommelier Michele Brando, premiato per la migliore carta dei vini e distillati da Alessandro Massano (Moët Hennessy)
Gianni Sinesi premiato come miglior sommelier da Francesco Zonin (Casa Vinicola Zonin)
Barbara Manoni premiata come miglior maître da Enrico Ugolini (Cantine Santa Margherita)
Il Metamorfosi di Roy Caceres premiato per il miglior cestino del pane da Piero Gabrieli (Molino Quaglia)
Floriano e Giovanni Pellegrino premiati come sorpresa dell’anno da Anna Maschio (Bonaventura Maschio)
Virgilio Martinez, che ha mandato un contributo video, premiato come miglior chef straniero da Chiara Zucchetti (Lavazza)
Claudio Catino premiato come miglior sous-chef da Elena Bacchini (Divine Creazioni Surgital)
Andrea Tortora premiato come miglior chef pasticciere da Paola Rossoni (Pavoni Italia)
Gli Abbruzzino premiati come famiglia dell'anno da Paola Valeria Jovinelli (Arte del Convivio)
Matteo Baronetto premiato come miglior chef da Giuseppe Saetta (Consorzio Tutela Grana Padano)