Il coniglio di mamma Eva vale un viaggio nella storia

Nelle Marche i piatti della famiglia Polidori profumano Sassocorvaro dal 1970. E nel 1998 il figlio Filippo ha aperto la Vineria: stesse proposte a tutta tradizione del Ristorante 2000 ma in più una cantina unica

30-10-2022
a cura di Paolo Marchi
Mamma Eva Duchi Polidori, per tutti Ave, fritratta

Mamma Eva Duchi Polidori, per tutti Ave, fritratta nella cucina del Ristorante 2000 a Sassocorvaro in provincia di Pesaro Urbino, dunque nelle Marche

Da tre anni Sassocorvaro fa comune con Auditore sulle colline verso Pennabilli e Carpegna, tanta bellezza verde. Gli abitanti sono raddoppiati, tutto il resto è rimasto come prima, anche la provincia, Pesaro Urbino, e di conseguenza la regione, le Marche. Bene precisarlo, perché altre amministrazioni hanno voltato le spalle per passare sotto Rimini e la Romagna.

Giorgia Polidori, Ristorante 2000 a Sassocorvaro (Pesaro Urbino)

Giorgia Polidori, Ristorante 2000 a Sassocorvaro (Pesaro Urbino)

Qui la storia è passata lasciando molti segni di sé, comprese 6500 opere che durante la seconda guerra mondiale vennero nascoste nella Rocca, il “museo” con la più alta concentrazione di patrimonio artistico al mondo, una storia rocambolesca che, a ruoli invertiti, ricorda Monuments men, film diretto e interpretato da George Clooney, con i nazisti che nelle Fiandre fanno incetta di dipinti, pale e statue, e gli anglo-americani che si impegnano per ritrovarle.

Per me Sassocorvaro è anche il paese della famiglia Polidori, di papà Giuliano, che ci guarda dal cielo, di mamma Eva Duchi, per tutti Ave, dei figli Filippo e Giorgia, lui globetrotter della comunicazione digitale come Carlo Passera ha raccontato molto bene lo scorso 4 settembre qui. Sua sorella invece è fissa tra i tavoli di una trattoria dai tratti molto particolari, il Ristorante 2000, emanazione del Dancing 2000, la creatura di loro padre, primo ad aprirne uno nelle Marche, anni Ottanta/Novanta.

La balera è chiusa da tempo, l’osteria tutt’altro. Aperta solo a pranzo, sette giorni su sette, dopo più di mezzo secolo i piatti sono eternamente quelli e sempre quelli. Dal 1970. Se qualcosa varia, è per via della stagione imperante quel certo momento. Tradizione in salsa Polidori perché tutto quanto può essere ordinato affonda le sue radici nel territorio e nella sua storia, però interpretato da mamma Eva: Cappelletti in brodo, Uovo del 2000 al tartufo bianco del Montefeltro, Tagliatella anch’essa al tartufo, Nidi di rondine, una sorta di

Il superbo Coniglio porchettata di Ave Duchi

Il superbo Coniglio porchettata di Ave Duchi

lasagna monoporzione, e sua maestà il Coniglio in porchetta. Per una dolce chiusura, una cheese cake gustosa e casalinga, con la base fatta di biscotti oswego sbriciolati e bagnati.

Durante i giorni feriali, la clientela è legata alle industrie e ditte della zona, nei fine settimana da chi ama più la sostanza che le sorprese. Ma c’è ben di più: nel 1998, il 2000 ha generato, grazie a Filippo Polidori, una seconda realtà battezzata La Vineria. Le preparazioni non cambiano, sono quelle e la cucina è una sola. Cambia tutto il resto, l’arredamento, geniale, le stoviglie, finissime, i bicchieri, di cristallo, fino al bene più

Lo straordinario interno della Vineria di Filippo Polidori

Lo straordinario interno della Vineria di Filippo Polidori

prezioso: il tempo. In pratica succede che Filippo nota che qualche avventore nutre interesse per una bottiglia particolare o indugia pensando a qualcosa di goloso, lo invita a spostarsi nel suo teatro. Poi ci sono tutti quelli che già sanno che la cantina è di assoluta qualità, a prezzi importanti ma sempre umani, ragionati, soprattutto non speculativi. Nel mio caso André Beaufort Polisy Millesimato 1998 e Nebbiolo d’Alba Vigna Val Maggiore 2019 Bruno Giacosa.

Foto ricordo a fine pranzo alla Vineria di Sassocorvaro. Da sinistra: Filippo Polidori, Paolo Marchi e Andrea Ancarani

Foto ricordo a fine pranzo alla Vineria di Sassocorvaro. Da sinistra: Filippo Polidori, Paolo Marchi e Andrea Ancarani

Alle pareti foto di figure amate dai Polidori, su tutti Gino Veronelli, coperchi di cassette in legno, a terra tante scatole ancora intere, bicchieri e decanter, candele accese ovunque, una luminaria pugliese con le lampadine solo bianche sopra il bancone bar, il soiffitto ricoperto dalle foto di bicchieri di vino fissati da sotto, musica jazz, note intelligenti e anche italiane di sottofondo, il mondo fuori da uno spazio che fa vivere ogni emozione e sentimento al suo interno, tanto che non ricordo finestre attraverso le quali vedere se fuori piove, nevica o splende il sole.

In estrema sintesi: 2000 o Vineria, si sta comunque benissimo. E guai non ordinare il coniglio porchettato, ripieno con le sue stesse frattaglie, più i fegatini del piccione. Pura gioia prenotando al numero +39.0722.76274 ma solo nella metà storica e unicamente a pranzo, Natale compreso. Per la caverna di Filippo bisogna invece affidarsi a lui.


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Pagina a tutta acquolina, uscita ogni domenica sul Giornale dal novembre 1999 all’autunno 2010. Storie e personaggi che continuano a vivere in questo sito