Grand Hotel Parker's, una porta sulle bontà di Napoli

Veritas, Concettina ai 3 Santi, L'Antiquario... Lo storico albergo di Chiaia lavora per dare valore alle forze golose della città (non solo le sue)

03-02-2022
a cura di Gabriele Zanatta
L'ormai celebre terrazza panoramica del Grand

L'ormai celebre terrazza panoramica del Grand Hotel Parker's di Napoli, che riapre venerdì 4 febbraio dopo importanti lavori di ristrutturazione. Caso unico in Italia, per 9 mesi l'albergo di corso Vittorio Emanuele 135 ha ospitato due ristoranti con stella Michelin: George e Veritas (ora tornato nella sua sede originaria sulla stessa via, al civico 141) 

Si spalanca nuovamente domani, dopo una breve pausa di lavori di ristrutturazione, il portone del Grand Hotel Parker’s di Napoli. Sono stati mesi particolari per lo storico albergo sulle alture di Chiaia, ultimo a riaprire in città dopo i mesi più difficili della pandemia (settembre 2020) ma anche uno dei pochissimi a non chiudere per tutto il periodo successivo.

«Non è stata una scelta a cuor leggero perché, solo di elettricità, tenere aperti significa spendere circa 250mila euro al mese. Con la proprietà abbiamo voluto tutelare le famiglie che lavorano qui da tanto. E dare continuità a quanto di buono avevamo fatto prima». Lo spiega, nel corso di una piacevole chiacchierata, Andrea Prevosti, general manager del Parker’s da luglio 2019. Ossolano, ha un curriculum lungo così, con un passato recente al Romeo e al Capo Boi in Sardegna. «Il mio mestiere», scherza, «consta principalmente di due attività: prima muratore e poi affittacamere».

Lo spunto che ci ha condotto da queste parti è un fatto inedito, almeno per un albergo italiano: per molti mesi, l’hotel della famiglia Avallone (proprietari di Villa Matilde) ha ospitato sotto il suo tetto due ristoranti con una stella Michelin, una dinamica comune magari a Parigi ma non tra i nostri lidi. Accanto all’insegna resident George c’era anche il temporary Veritas, da dicembre 2020 a settembre 2021 trasferito dal numero civico 141 di corso Vittorio Emanuele, al numero 135. Il patron Stefano Giancotti era felice per due validi motivi: tra le mura del grand hotel, i ragazzi del Veritas hanno potuto far servizio anche nei momenti più difficili della pandemia (possibilità a lungo preclusa, nelle varie zone rosse, ai ristoranti "indipendenti"). Il secondo è la vista di cui godevano dal sesto piano del Parker’s. Nell’ordine: Vesuvio, Castel dell’Ovo, Penisola Sorrentina, Capri e Posillipo...

Al ricordo, Giancotti sospira: «Che panorama magnifico. A parte questo, è stata un’esperienza indimenticabile per il clima di grande empatia e cordialità che c'era tra le due brigate. Ne abbiamo tratto entrambi beneficio, anche in termini di clienti: si sa che il pubblico fine dining di Napoli è ristretto; condividerlo aiuta, e succede naturalmente ancora oggi che siamo di nuovo nella nostra sede». «Tornare al Parker's è il nostro obiettivo e la nostra speranza», confessa. «Nei 200 giorni in cui è stato qui», replica Prevosti, «Stefano mi ha insegnato a gestire un’impresa di ristorazione. Ho imparato che la cucina non è solo performing art ma ha i crismi di una vera e propria azienda. Soprattutto, Giancotti mi ha trasmesso la pazienza e l’importanza di ascoltare chi è seduto al tavolo».

In una città (e in un paese) in cui ci si guarda in cagnesco tra dirimpettai, la condivisione degli orizzonti è esempio da imitare. «Nel lockdown», rievoca ancora il general manager, «abbiamo provato a coinvolgere anche Palazzo Petrucci (altro stellato cittadino, ndr) ma è stato complicato per motivi logistici. Noi lavoriamo perché il Parker’s diventi la casa delle eccellenze napoletane». «Presto partiranno nuove collaborazioni con i ragazzi de L’Antiquario, speakeasy all’82ma posizione della World’s 50 Best Bars», aggiunge Giovanni Avolio, f&b manager del Parker’s, «Stiamo anche cercando di creare sinergie con il Royal Continental, storico hotel del lungomare. E altre sinergie verranno».

Tra l’altro, tra i servizi del Grand Hotel ci sono anche gite organizzate tra le tante meraviglie golose della città. Le scarpinate nel dedalo di San Gregorio Armeno o tra le maioliche del Monastero di Santa Chiara hanno sempre un intermezzo o un epilogo tra le irresistibili pizze dei due Ciro più famosi in città: Oliva di Concettina ai Tre Santi o Salvo di 50 Kalò. Con tappe veloci, volendo, da Pintauro per una sfogliatella, da Poppella per l’ormai celebre fiocco di neve (una specie di maritozzo alla napoletana). O al Bar Mastracchio per il gettonatissimo caffè caldo-freddo. Non provate però a chiedere la ricetta al proprietario; non ve la svelerà neanche sotto waterboarding.

Colazione al Parker's. «La formula attuale di servire assieme tutti gli assaggi», spiega l'f&b manager Giovanni Avolio, «è così apprezzata che credo non torneremo più alla modalità buffet pre-covid»

Colazione al Parker's. «La formula attuale di servire assieme tutti gli assaggi», spiega l'f&b manager Giovanni Avolio, «è così apprezzata che credo non torneremo più alla modalità buffet pre-covid»

Aperitivo al Georges. Highlight: i minitacos con stracotto di coda di manzo

Aperitivo al Georges. Highlight: i minitacos con stracotto di coda di manzo

Giovanni Avolio, f&b manager dell'hotel e Domenico Candela, chef del ristorante George's, una stella Michelin

Giovanni Avolio, f&b manager dell'hotel e Domenico Candela, chef del ristorante George's, una stella Michelin

Gamberi crudi con la loro bisque, caprino e olio al dragoncello. Giungerà, da porre sopra, un risotto mantecato con succo fermentato di fichi d'India, piatto super del menu di Domenico Candela

Gamberi crudi con la loro bisque, caprino e olio al dragoncello. Giungerà, da porre sopra, un risotto mantecato con succo fermentato di fichi d'India, piatto super del menu di Domenico Candela

A SPASSO PER NAPOLI. Marco Giuliano, chef concierge del Parker's e Glauco Messina, guida turistica. Ciceroni delle gite del Grand Hotel, conoscono la città a menadito 

A SPASSO PER NAPOLI. Marco Giuliano, chef concierge del Parker's e Glauco Messina, guida turistica. Ciceroni delle gite del Grand Hotel, conoscono la città a menadito 

Il celebre murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli

Il celebre murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli

Il Caffè caldo freddo del Bar Mastracchio, quartieri spagnoli

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Pintauro e la sfogliatella di via Toledo

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Il clamoroso panino Annarell' di Ciro Oliva, pizzeria Concettina ai Tre Santi. Contenuto: provola, carciofi, crudo 24 mesi

Il clamoroso panino Annarell' di Ciro Oliva, pizzeria Concettina ai Tre Santi. Contenuto: provola, carciofi, crudo 24 mesi

I fiocchi di neve di Poppella, quartiere Sanità

I fiocchi di neve di Poppella, quartiere Sanità

Gli Spaghetti ai 3 pomodori e ricci di mare di Vincenzo Fioravante, chef del ristorante Le Muse (e di quello della tenuta di Villa Matilde a Cellole, Caserta), cucina tradizionale ben fatta al sesto piano del Parker's, proprio accanto al George (nella stessa sede che ha ospitato per 9 mesi il Veritas)

Gli Spaghetti ai 3 pomodori e ricci di mare di Vincenzo Fioravante, chef del ristorante Le Muse (e di quello della tenuta di Villa Matilde a Cellole, Caserta), cucina tradizionale ben fatta al sesto piano del Parker's, proprio accanto al George (nella stessa sede che ha ospitato per 9 mesi il Veritas)


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