Ribaldone batte Vialli 2-0

L'ex campione è a dieta ma non resiste ai piatti dello chef d'Identità Expo: «Buonissimi!»

19-08-2015
Gianluca Vialli con prole ieri nella cucina di Ide

Gianluca Vialli con prole ieri nella cucina di Identità Expo S.Pellegrino. Al suo fianco Andrea Ribaldone e la brigata

Prendi un ex campione di calcio, attento alla linea, poco interessato al cibo in generale e all'alta cucina in particolare, poi che s'impone diete rigorose e regimi alimentari da vero sportivo intenzionato a preservare al meglio la sua forma fisica - c'è da dire, vanta un aspetto smagliante, e ha 51 anni...

Ecco, prendi insomma Gianluca Vialli ospite del temporary restaurant di Identità Expo. Mettigli sotto il naso due piatti del menu firmati da Andrea Ribaldone - che osservava di sottecchi dietro al pass - e vedi l'effetto che fa. Deflagrante. L'ex sampdoriano e juventino a termine pranzo zampetta felice verso le cucine, si spreca in complimenti, scatta foto con la brigata e poi si concede anche ai nostri taccuini.

«Premetto: non sono goloso, non sperimento cibi, per me mangiare è una necessità e non un piacere. Non frequento ristoranti stellati, mi piacciono il pane e la pasta, piatti semplici della dieta mediterranea, ma me li concedo solo a tratti perché sono molto rigoroso su come mi alimento. Sono un ex calciatore che continua a comportarsi da professionista, così sono sempre a dieta, ora sto facendone una metabolica, e solo di tanto in tanto mi lascio andare a qualche pasto diverso, più gustoso. Una volta a settimana mi impongo un intero giorno di digiuno. E poi sono allergico ad aglio e cipolle...».

Il Branzino alla mediterranea, firmato Ribaldone, che ha sollevato gli hurrà del solitamente quasi inappetente Gianluca Vialli

Il Branzino alla mediterranea, firmato Ribaldone, che ha sollevato gli hurrà del solitamente quasi inappetente Gianluca Vialli

Le premesse sono sconfortanti.
«Però voglio dirlo: qui a Identità Expo S.Pellegrino ho mangiato alla grande, in modo molto piacevole. E poi ho assaggiato cose nuove, come a volte mi capita a Londra, dove vivo. Ho ordinato due piatti, per me sono stati un'assoluta sorpresa (si trattava dell'ormai celebre Spaghetto Milano e di Branzino alla mediterranea, ossia con pomodori demi dried, olive cotte in calce, capperi, acciughe e una salsa pil-pil, ndr). Bravi!».

Strappo alla regola, insomma?
«Ora mi sento colpevole. Stasera, digiuno», commenta sorridendo.

Il cibo è anche il tema di Expo. Come ti è sembrata l'Esposizione?
«Devo dire che sono un privilegiato, l'organizzazione mi ha messo a disposizione un'hostess e ho saltato le code... Sono stato molto coccolato. Però ho visto tanta gente, contenta, e ordinatamente in fila. Sai, per un londinese come me, è importante!», e questa volta se la ghigna proprio.

Che padiglioni hai visitato?
«Il Kazakistan, l'Italia, il Giappone, ora andrò in Gran Bretagna e Brasile, forse agli Emirati Arabi Uniti».

Impressione generale?
«Bello in generale, e poi sono davvero contento che si sia capito come noi italiani possiamo farcela. Tutto funziona bene, bisogna sottolinearlo, perché in genere ci piace invece parlare di ritardi e bustarelle. Sono qui coi suoceri (inglesi. La bellissima moglie si chiama Cathryn White-Cooper, ndr) e le bambine, mi rende orgoglioso il fatto che siano rimasti favorevolmente impressionati da quello che hanno visto. Poi, il tema del cibo è veramente perfetto. E se penso a quello del prossimo Expo, l'energia sostenibile, direi che è un'accoppiata davvero azzeccata: alimentazione, economia, energia e sostenibilità: sono temi che non possiamo più eludere. Dobbiamo salvarci».


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