Vigneti Reale tra memoria e qualità

A Lecce è nato Gloria, un Primitivo dedicato da cinque fratelli alla memoria della loro madre. La sfida della semplicità

27-09-2017
Uno spazio unico per la presentazione di Gloria, i

Uno spazio unico per la presentazione di Gloria, il vino alla memoria della madre dei cinque fratelli Reale di Lecce. Francesco, Clemente, Damiano, Emanuele e Amedeo hanno infatti dato appuntamento nel parco della villa di famiglia, apparecchiando all'inizio del viale centrale e facendo accomodare ai due tavoli tutti gli invitati anche per la conferenza

Un passo alla volta e un giorno la famiglia Reale, partita quasi un secolo prima dal prodotto sfuso, ha presentato un vino che si pone, in buona compagnia, al vertice della loro regione, la Puglia e in particolare il Salento, e di una gamma aziendale che al primo livello, partendo dalla base della piramide, presenta Malvasia Bianca, Malvasia Rosato e Malvasia Nera e al secondo Chardonnay, Negroamaro e Primitivo. Poi ecco, quest’anno, il Santa Croce, un Salice Salentino Dop riserva, e, emozionante anche per i ricordi che scatena in più persone, il Gloria, un Primitivo di Manduria Dop. Un crescere secondo logica e intelligenza.

I Reale oggi sono un pokerissimo di fratelli, quattro vivono a Roma, uno, Damiano, a Lecce. E’ lui che segue da vicino campi e cantina, 250 ettari, 85 dei quali vitati, a Cellino San Marco nel Brindisino. La dinastia ha lontane, ottocentesche radici lucane. Passati in Salento, misero piede a Cellino nel 1921.

Per lustri e lustri, in pratica mai vista una imbottigliatrice: l’uva coltivata o veniva venduta a terzi oppure vinificata per essere venduta in Toscana piuttosto che in Francia, ovunque vi fosse bisogno di sangue forte per rinvigorire i più esangui vini locali. Nulla di nuovo. Sono tratti comuni a tantissimi nel Sud italiano.

Ma i Reale, che sono sempre stati tanti, dieci o anche più tra fratelli e sorelle piuttosto che cinque fratelli, hanno a lungo avuto una prima attività, sempre agricola, che a livello economico ha fatto per decenni ombra alle viti: la coltivazione del tabacco. Attività svolta benissimo. Per capirlo basta leggere l’invito alla presentazione del Gloria, avvenuta nella storica residenza di famiglia. Quella che sarebbe Villa Carrelli, per tutti a Lecce è Villa Reale, in via Reale. E il parco è, ovviamente, il parco di Villa Reale così come la società commerciale, giovanissima perché costituita solo nel 2004, è la Vigneti Reale. La fortuna di avere un cognome che si presta.

I fratelli Amedeo e Damiano Reale presentano Gloria, il vino creato per celebrare la memoria di loro madre

I fratelli Amedeo e Damiano Reale presentano Gloria, il vino creato per celebrare la memoria di loro madre

Per la presentazione del Gloria si sono ritrovati a Lecce quattro di cinque fratelli, il primogenito Francesco, quindi Clemente, Damiano e Amedeo, l’ultimo nato e quello che affianca Damiano nella gestione del patrimonio agricolo. Assente solo Emanuele. Più le loro mogli, i figli e la tata di sempre. Quindi tante belle persone della vitivinicoltura salentina, Gianni Cantele, Vitantonio Seracca Guerrieri, Francesco Winespeare, Mario Zecca, Francesco Marra, Carlo Vallone e Francesco Vallone, nonché Benedetto Cavalieri, pasta, e Antonio Quarta, caffè. Poi tanti cuochi, sommelier e ristoratori di una provincia che negli Anni Dieci ha fatto passi da gigante.

Non si viene più nella terra bagnata da Ionio e Adriatico solo per il sole, il mare e le spiagge, per la storia e le linee dell’orizzonte, per una luce unica e atmosfere magiche. Si è mosso prima il vino, finalmente anche la ristorazione. Purtroppo, manca in tanti e in tanti settori un reale spirito imprenditoriale ma non è questo lo spazio per discuterne. Giusto un auspicio: se a metà novembre dovesse arrivare una stella Michelin, forse la prima in assoluto, farebbe bene non solo a chi se la cucirà sulla giacca ma a tutti per non sentirsi più la provincia cenerentola.

Foto ricordo al termine della presentazione, lunedì 25 settembre a Lecce, di Gloria, il Primitivo di Manduria dei Vigneti Reale. Nello scatto si riconoscono, da sinistra verso destra, il padrone di casa Damiano Reale, unico di cinque fratelli a vivere tuttora nel capoluogo salentino, Gianni Cantele che copre Vitantonio Seracca Guerrieri, quindi Carlo Vallone, Sandro Candido, con la cravatta arancione, Teresa Vallone, Francesco Winspeare, Amedeo Reale, l’altro fratello Reale che segue le attività agricole di famiglia ma da Roma, infine Mario Zecca

Foto ricordo al termine della presentazione, lunedì 25 settembre a Lecce, di Gloria, il Primitivo di Manduria dei Vigneti Reale. Nello scatto si riconoscono, da sinistra verso destra, il padrone di casa Damiano Reale, unico di cinque fratelli a vivere tuttora nel capoluogo salentino, Gianni Cantele che copre Vitantonio Seracca Guerrieri, quindi Carlo Vallone, Sandro Candido, con la cravatta arancione, Teresa Vallone, Francesco Winspeare, Amedeo Reale, l’altro fratello Reale che segue le attività agricole di famiglia ma da Roma, infine Mario Zecca

Tornando al vino, con il Primitivo di Manduria i ragazzi Reale hanno voluto omaggiare la memoria di loro madre, Gloria d’Amelio, morta in un tragico incidente d’auto nel 1995, al volante il marito Pierandrea, perito a sua volta nello schianto. Non è stato facile per il sottoscritto ricordarli avendoli conosciuti fin da ragazzo. Immagino facilmente la responsabilità che si è sentito sulle spalle l’enologo Vincenzo Baldari. Gli hanno chiesto un prodotto importante, che potesse stare nel solco di Brunelli e Amaroni, ma che si facesse bere, più "facile" e immediato. I gradi sono “solo” 15, il prezzo di listino in cantina 13,50 euro. Per ogni informazione +39.0832.248433, e-mail vignetireale@vignetireale.it.

Un consiglio? Lasciate dormire al fresco un cartone per una decina di anni, le soddisfazioni saranno ancora più intense e sempre autentiche.


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