Acustica perfetta a Identità Expo

Il nostro ristorante e i pannelli fonoassorbenti Snowsound progettati da Caimi Brevetti

21-07-2015
Tra i tanti prodotti di design che si trovano nel

Tra i tanti prodotti di design che si trovano nel ristorante di Identità Expo S.Pellegrino ci sono anche gli efficacissimi pannelli fonoassorbenti FLAP di Caimi Brevetti, su disegno di Alberto e Francesco Meda

Siete mai stati nel temporary restaurant di Identità Expo? Se la risposta è no, ed è un gran peccato, nel leggere questo pezzo vi mancherà qualcosa: infatti anche in questo caso parleremo di uno dei partner che ci permettono di offrire un'accoglienza di altissimo livello a chi visita il nostro spazio a Expo Milano 2015. E il contributo di Caimi Brevetti è molto evidente, ma per accorgersene il modo migliore è sedersi a uno dei nostri tavoli (qui il calendario dei nostri appuntamenti). Quando la sala è piena.

Solo in questo modo, iniziando a parlare con i propri commensali, sarà veramente possibile capire quanto sia efficace l'insonorizzazione delle sale del ristorante. Come sia facile conversare, anche a bassa voce, con chi si ha di fronte, senza mai essere infastiditi dal brusio che arriva dai tavoli a fianco. Il merito, come detto, è di Caimi Brevetti e della sua tecnologia Snowsound per i pannelli fonoassorbenti.

«Abbiamo iniziato a lavorare sulla fonoassorbenza nel 2012 - racconta Lorenzo Caimi, dirigente dell'azienda e figlio del fondatore e presidente, Renato, che è a capo della ditta dal 1949 - perché da sempre cerchiamo di analizzare le tendenze del mercato e di anticiparle. In questo caso abbiamo pensato che questa potesse essere un'esigenza del futuro e il tempo ci sta dando ragione».

Come avete affrontato questo tema? Avete acquistato un brevetto già esistente o avete compiuto una ricerca interna?

Il lavoro è stato fatto internamente, in stretto contatto con l'Università di Ferrara, che è la più titolata a livello italiano nell'acustica, anche perché quello che abbiamo inventato è proprio un nuovo materiale, che si chiama appunto Snowsound. Senza entrare troppo nelle questioni squisitamente tecniche, diciamo che quello che abbiamo fatto è stato andare contro l'idea, fino a quel momento universalmente affermata, che il materiale fonoassorbente fosse tanto più efficace quanto fosse più spesso. Noi invece abbiamo preso un materiale molto spesso e lo abbiamo compresso.

Un dettaglio dei pannelli FLAP Snowsound

Un dettaglio dei pannelli FLAP Snowsound

Con quali risultati?
Sorprendenti: abbiamo scoperto una cosa fondamentale. Ottenendo delle densità differenziate in questo materiale, ci siamo accorti di come in questo modo fosse possibile influire su frequenze diverse. Questo permette di avere ottime prestazioni e soprattutto una qualità del suono senza eguali, a meno di non utilizzare tanti materiali diversi, con costi ovviamente molto più elevati.

Una volta ottenuto questo materiale, avete fatto in modo, come nella filosofia di Caimi Brevetti, di creare prodotti anche esteticamente impeccabili...

Dei 15 premi che abbiamo raccolto con questo prodotto in giro per il mondo, dagli Stati Uniti alla Germania, dalla Francia a Dubai, almeno la metà sono proprio per il design dei nostri pannelli. Quando abbiamo messo a punto questa tecnologia, abbiamo contattato una serie di designer con cui noi lavoriamo da tempo. In questo modo abbiamo ottenuto diverse declinazioni di questo prodotto. Se Michele De Lucchi, ad esempio, ha immaginato una soluzione molto geometrica e regolare, Alberto e Francesco Meda hanno invece disegnato i FLAP che si trovano all'interno del temporary restaurant di Identità Expo. Altri, come Mark Sadler o Philippe Nigro, hanno dato interpretazioni ancora diverse ai pannelli Snowsound.

Questo prodotto ha stimolato l'interesse in particolare di molti ristoratori?

Certamente sì, come testimonia anche il premio Horeca24 del Sole 24Ore ricevuto a fine 2013, per il prodotto più innovativo nel settore dell'Hotellerie, Ristorazione e Catering. Sicuramente possiamo dire che una certa tendenza dell'architettura moderna di creare ambienti molto minimalisti gioca a nostro favore, perché più i locali sono vuoti e più tendono a rimbombare. Abbiamo lavorato e lavoriamo con ristoranti di ogni genere e tipo ovunque nel mondo.


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