Al via il progetto di sponsorizzazione della rassegna. Riccardo Pasqua: «Vogliamo trasportare i nostri valori in queste contaminazioni con l’arte»
Creatività e innovazione. L’arte che incontra il vino. Realtà che possono sembrare distanti, ma che in realtà non lo sono.
Lo dimostra la famiglia Pasqua, che rilancia i suoi progetti sempre più legati al mondo dell’innovazione e della creatività.
La conferma arriva dal progetto che ha portato Pasqua Vini a diventare sponsor dell’Estate teatrale 2026 al Teatro Romano di Verona. «C’è un collegamento tra vino e arte – ha spiegato il presidente di Pasqua Vini, Umberto Pasqua, durante la presentazione avvenuta proprio al Teatro Romano di Verona – il processo di produzione del vino, infatti, è per certi versi simili alla realizzazione di un’opera d’arte. Siamo felici di portare avanti questo progetto di mecenatismo culturale: vogliamo fare progetti innovativi e forti, che lascino il segno, a favore della città».
Da qui l’idea di sponsorizzare la prossima Estate Teatrale Veronese 2026, in programma da giugno a settembre. Questo impegno si aggiunge al sostegno al progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona, iniziativa che dal 2021 supporta le attività artistiche dell’Arena di Verona, di cui Pasqua è parte. Creatività e innovazione sono valori distintivi per Pasqua Vini. Questa iniziativa fa parte della strategia di responsabilità sociale dell’azienda, che a partire dal 2018 ha sostenuto numerosi progetti culturali in Italia e all’estero, con un investimento totale di circa 7 milioni di euro.
Nel 2024 e 2025 Pasqua Vini ha sostenuto per la prima volta l’arte contemporanea anche all’estero, supportando, alla Saatchi Gallery di Londra, la mostra Metamorphosis: Innovation in Eco Photography and Film, e portando l’opera Senza Tempo dell’artista Adalberto Lonardi nella celebre galleria.
L’Assessora alla Cultura del Comune di Verona, Marta Ugolini, in merito a questa importante collaborazione, ha dichiarato: «Ho sollecitato la partecipazione di una famiglia attenta al mondo dell’arte nel sostegno all’Estate Teatrale Veronese perché è una manifestazione storicamente molto cara alla città e ai veronesi, un vero e proprio gioiello nel calendario delle attività culturali della nostra città. Ringrazio la famiglia Pasqua per aver accolto il mio invito, con la consapevolezza del valore culturale del progetto».

L'amministratore delegato di Pasqua Vini Riccardo Pasqua, il presidente Umberto Pasqua, l'assessora Marta Ugolini, la direttrice del museo archeologico del Teatro romano Francesca Morandini, il direttore artistico dell'Estate teatrale Francesco Arcuri
A
Fabrizio Arcuri, Direttore Artistico della manifestazione, il compito di illustrare il concept della nuova stagione, dal titolo evocativo
(H)Earth of Glass, che vedrà l’innovazione come fil rouge di tutto il cartellone: «Il centro del
Festival sarà l’indagine sulla terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria. Il Teatro Romano è un luogo carico di storia e memoria, e proprio per questo rappresenta lo spazio ideale per sperimentare nuovi linguaggi, forme di racconto e dialoghi tra discipline artistiche. Vogliamo che il festival sia un laboratorio aperto, capace di sorprendere il pubblico e di interrogare il presente, attraverso la ricerca, la creatività e il coraggio di immaginare il futuro della scena».
«C’è una parola che si ripete: innovazione – sottolinea Riccardo Pasqua, amministratore delegato di Pasqua Vini – È centrale nei nostri valori, nei nostri prodotti. E ora vogliamo portare una stagione teatrale innovativa. Vogliamo trasportare i nostri valori in queste contaminazioni con l’arte. Metteremo tutte le energie per rendere questa partnership vincente». E in abbinamento ci sarà un vino in particolare, che rappresenta proprio l’innovazione: Hey French: You Could Have Made It But You Didn’t. Il progetto enologico per un vino multivintage, di cui è stata presentata in anteprima alla stampa la quinta edizione, incarna il connubio tra vino e arte, ed è diventato una vera e propria bandiera della libertà creativa della cantina, che ha fatto della non convenzionalità e della rottura dei paradigmi la propria cifra stilistica. L’etichetta è stata realizzata da CB Hoyo, artista contemporaneo autodidatta nato a L'Avana nel 1995, noto a livello internazionale per un linguaggio artistico che unisce ironia, critica sociale e sperimentazione visiva.
«Non sarà l’ultima collaborazione di mecenatismo – spiega ancora Riccardo Pasqua – e in occasione del Vinitaly presenteremo un nuovo vino e un nuovo progetto. Per questo abbiamo fatto una social call alla quale hanno partecipato 200 artisti per la realizzazione di una nuova installazione d’arte, per il lancio di questo nuovo progetto vitivicolo». Appuntamento, quindi, al Vinitaly.