Si è tenuto a Trani, in Puglia, il XXXIII congresso nazionale dell'associazione di giovani ristoratori: cinque nuovi membri, una guida rinnovata e tante iniziative, tra le quali la JRE Young Week, progetto dedicato agli under 30
Avviene qualcosa di raro e profondamente poetico quando l’alta ristorazione italiana decide di uscire dalle cucine e si dà appuntamento per ritrovarsi, per riabbracciarsi, in una località splendida, magari sul mare. È quello che è successo a Trani, perla dell’Adriatico, dove il XXXIII congresso nazionale di JRE-Italia - l'associazione europea di giovani ristoratori e chef ambasciatori del buon cibo - ha trovato casa per due giornate dedicate al dialogo, alla condivisione e alla definizione delle strade future.
La città pugliese, con la sua pietra bianca e l’anima portuale, non è stata solo una location, ma una co-protagonista del raduno. Una città che sembra fatta per rammentarci che la bellezza, in Italia, non è un concetto astratto ma una presenza costante, da tutelare e promuovere anche con la gastronomia e tutto ciò che le gira attorno. Il quartier generale del congresso è stato allestito presso Tenuta Donna Lavinia, un luogo che sembra uscito da un romanzo d’altri tempi: elegante ma non rigido, affascinante senza bisogno di ostentare. Tra sorrisi, abbracci ed anche un pizzico di commozione, si è fatto il punto sul passato ma soprattutto - come fa JRE da decenni - si è guardato al futuro. E forse non è un caso che si sia tornati ad allestire un congresso al Sud dopo anni. Perché il Sud non è solo una porzione della Penisola, periferica e spesso bistrattata, ma è un catalizzatore di energie, umori e consapevolezze alimentari fortissime.
Il presidente Jeunes Restaurateurs Italia, Alberto Basso, lo ha detto chiaramente: questo congresso è il luogo dove prende forma lo spirito JRE. Tradotto: si lavora, sì, ma si costruisce anche qualcosa che va oltre i piatti. Una comunità, un’idea condivisa, un modo di stare al mondo (e ai fornelli) che mescola talento e umanità.
Tante le novità, a partire dalla
Guida JRE-Italia si che rinnova completamente e diventa digitale. Sarà infatti disponibile tramite l’app
JRE Inside+, scaricabile dagli store Apple e Android, oppure tramite Qrcode nei ristoranti dell’associazione. Vi è poi la
JRE Young Week, iniziativa pensata per avvicinare il pubblico più giovane alla cucina d’autore dei ristoranti
JRE-Italia. Il progetto è dedicato agli under 30, che potranno usufruire di uno sconto del 30% nei ristoranti aderenti. Come non parlare, poi, di tematiche vicine non solo al palato ma anche al cuore. In quest’ottica va letta la volontà di essere al fianco di
Chefs for Life e della
Fondazione AIRC, sostenuta nel concreto attraverso la creazione di un panettone a sostegno dei progetti sui tumori infantili. È stata ribadita inoltre la felice collaborazione con due tra i più storici istituti professionali italiani, le scuole alberghiere E. Maggia di Stresa e Pellegrino Artusi di Recoaro Terme. Così com’è stata rafforzata la vicinanza ai grandi eventi enogastronomici, a cominciare dal
Vinitaly 2026: lì
JRE-Italia godrà di un’area dedicata, con la presenza quotidiana di tre chef associati, pronti a interpretare in chiave creativa piatti di street food.
Giunti al gran finale, c’è stato l’ingresso di cinque nuovi chef nell’associazione (Gianfilippo Gatto di A' Cuncuma di Palermo; Roberto Pisano di La Spigola a Golfo Aranci, Sassari; Federico Migliori di Nello a San Casciano Val di Pesa, Firenze; Ciro Sieno di Enigma a Reggio Emilia; Cristian Benvenuto di La Filanda a Macherio, Monza Brianza). Giovani, talentuosi, pieni di sogni, passione e di un’attitudine che combacia con lo spirito JRE. Vederli entrare nella ”grande famiglia”, e ricevere le celebri giacche bianche direttamente dalle mani di chi quella giacca l’ha ottenuta in contesti simili magari venti, o trent’anni fa, sin dagli albori di JRE Italia, è stato un passaggio di testimone che ha commosso più di qualcuno.