08-10-2026
Alici ad Alici a Borgo Santandrea, memoria gastronomica della Costiera
Nel ristorante dello chef Crescenzo Scotti, all'interno del magnifico hotel di Amalfi, ci ha colpito questa "pasta come un risotto e le alici di Cetara in più consistenze", sintesi perfetta delle scelte operate in cucina: pochi ingredienti, grande profondità di gusto e legame autentico con il territorio
Alici ad Alici - La pasta come un risotto e le alici di Cetara al ristorante Alici dello chef Crescenzo Scotti, a Borgo Santandrea, Amalfi (Salerno)
Ad Alici, il ristorante di Borgo Santandrea ad Amalfi, il nome non è soltanto un’insegna: è una dichiarazione d’identità. L’alice è un ingrediente povero, quotidiano, profondamente legato alla cultura della Campania e alla memoria del mare. Lo chef Crescenzo Scotti prende quest'ultima come punto di partenza e la trasforma in un piatto che non cerca di nobilitarla, ma di raccontarla nella sua interezza. La preparazione nasce da una pastina di semola delle dimensioni di un chicco di riso, lavorata quasi come un risotto. La mantecatura con burro al limone e colatura di alici porta immediatamente nel piatto il sapore del Mediterraneo: la parte grassa e avvolgente del burro incontra la sapidità intensa della colatura, mentre il limone introduce quella nota fresca e agrumata che appartiene al paesaggio della Costiera.
Attorno a questa base si costruisce un piccolo viaggio nell’alice. Non c’è una sola consistenza, né una sola interpretazione: la coda fritta, croccante e intensa; la pancia; una polpettina di alici e le alici sott’olio. Lo stesso ingrediente viene così attraversato attraverso tecniche e consistenze differenti. Il pesce non è un elemento decorativo, ma il protagonista assoluto, osservato da più prospettive.

La Palla di Alici, scultura sospesa in ceramica realizzata dall’artista vietrese Lucio Liguori per il Borgo Santandrea di Amalfi, dove si trova il ristorante Alici. L’opera è composta da numerose alici in ceramica disposte a formare una sfera, concepita per sembrare sospesa nell’aria e per evocare un banco di pesci che nuota e si muove all’unisono. È quindi soprattutto un’opera simbolica: richiama il mare della Costiera Amalfitana, la tradizione della pesca del pesce azzurro e il legame con Cetara. Liguori lavora da decenni sulla ceramica vietrese e negli ultimi anni l’alice è diventata uno dei suoi soggetti distintivi, quasi una firma
A legare le diverse componenti arrivano aglio, basilico e limone, tre elementi che appartengono alla memoria aromatica della cucina mediterranea. Il piatto (si chiama
Alici ad Alici - La pasta come un risotto e le alici di Cetara) diventa così una composizione precisa, ma leggibile: ogni elemento ha una funzione e contribuisce a costruire un sapore complessivo che rimanda al mare, alla cucina domestica, alla Costiera. È una sintesi perfetta della sua filosofia: pochi ingredienti, grande profondità di gusto e un legame autentico con il territorio e la memoria gastronomica della Costiera. In abbinamento il buonissimo
Ockfen Bockstein Riesling Spätlese 2018 della cantina
Nik Weis proposto da
Marianna Romano, head sommelier di
Borgo Santandrea.
nato in Toscana ma cresciuto a Menfi (Agrigento), ama la pasta, la bici e la Sicilia. È laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna ed ha conseguito due master di cui uno in Marketing digitale alla LUMSA. Sommelier e giornalista, si occupa di comunicazione con attività di ufficio stampa e pr. Degustatore e collaboratore di guide enogastronomiche, è autore di 5 libri