Andrea Aprea: il fattore umano è dare importanza alle emozioni

Ascoltare il personale di cucina e sala, il parere dei clienti. Solo così possiamo articolare un linguaggio di bellezza e piacere

24-02-2018
Andrea Aprea nello scatto Brambilla/Serrani di Ide

Andrea Aprea nello scatto Brambilla/Serrani di Identità 2017. Il cuoco napoletano terrà lezione sabato 3 marzo in Sala Blu 1, ore 11.30, all'interno di "Identità di Formaggio"

Il mestiere che ho scelto ha a che fare con la tecnica e la conoscenza non più di quanto abbia a che fare con le emozioni.  E per questo lo ritengo una palestra di vita e di relazioni meravigliosa.

Le emozioni delle persone, dunque.  Saperle affrontare e non rifuggirle. Ammirarne le conseguenze e non nascondersi. Le emozioni sono legate alle sensazioni e alla memoria. Ricordo lo scoppio di sapore del primo morso di mozzarella, al termine di una corsa per i vicoli, quando ero bambino a Napoli. Emozione pura. E' così, con l’idea di condividere la mia emozione, che è nata la mia Caprese dolce-salato

Senza la tecnica e senza le tante ore passate in cucina a imparare, io mi sentirei meno sicuro nel parlare delle mie emozioni al mondo che, ogni giorno, si accomoda nella nostra sala. Condividere le emozioni suscitate da piatti e sapori che non sono mai meri esercizi di bravura. Non sarebbe una giornata di lavoro se non riuscissi a stringere le mani a fine serata, a sentire i loro commenti, ascoltare i consigli, sorridere insieme e guardare negli occhi chi “ha assaggiato i ricordi” cui ho dedicato cura e attenzione.

Caprese dolce e salato, piatto firma di Andrea Aprea

Caprese dolce e salato, piatto firma di Andrea Aprea

Il nostro, non è un lavoro individuale, mai. La squadra che ho il compito di guidare ogni giorno gioca una finale, la concentrazione è molto alta e io non sono granchè disposto a distrazioni. Esigo rispetto delle regole e dei ruoli. Ma siamo una famiglia, una squadra. Con uno stile di tutti noi che, non so se è il mio, ma lo abbiamo trovato insieme: cucina e sala, senza distinzione. E’ in cucina che il fattore umano si fa piatto e colori; ed è in sala che il fattore umano accoglie, cura, carezza, parla al mondo un linguaggio unico di bellezza e piacere. Con il sorriso e l’immagine di quelle corse per i vicoli, senza le quali non sarei qui.

Ecco, tutto questo è… passione, condivisione, sacrificio, emozioni, ascolto, storie, infanzie, tradizioni, cultura, è proprio per questo in un'era digitale in cui si cerca più di condividere che vivere, dove tutto deve essere postato e condiviso… più che vissuto bisogna ascoltare e vivere.


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