Osterie d'Italia 2022, 1.713 tavole che resistono

È stata presentata a Milano la 32ma edizione della popolare guida di Slow Food. Tanti buoni indirizzi, tante storie di caparbietà

25-10-2021
I curatori Eugenio Signoroni e Marco Bolasco quest

I curatori Eugenio Signoroni e Marco Bolasco questa mattina al Piccolo Teatro Strehler di Milano per la presentazione della guida Osterie d'Italia 2022 di Slow Food

È stata presentata questa mattina al Piccolo Teatro Strehler di Milano la trentaduesima edizione della guida Osterie d’Italia 2022 di Slow Food editore. Un incontro denso di contenuti, come da tradizione, un fatto per nulla scontato dopo i mesi difficili che hanno lasciato ferite profonde, non solo sulla ristorazione a ogni livello, ma anche sulla critica e sulle cronache gastronomiche, sempre più veloci e autoreferenziali.

Per il “Sussidiario del mangiarebene all’italiana” – la sub-head del nuovo volume che stringiamo tra le mani – garantiscono i due curatori, due ragazzi mossi da null’altro che la passione. Li abbiamo intercettati poco prima della presentazione per un paio di battute interessanti. «Stiamo vivendo un paradosso», spiega Marco Bolasco, «al termine di un anno e mezzo così difficile per tutti, tante osterie sono uscite addirittura rafforzate, nel legame col proprio mondo e col proprio contesto. Così tanto che in molti posti oggi è piuttosto difficile trovare un tavolo (vero, si provi a cercare un tavolo in Langa, impossibile, ndr). Questo spiega bene quanto amiamo sedere alla tavola di una trattoria. Che non mettono solo in scena ripetizioni dal passato ma anche nuove idee e nuovi stimoli. Se invece dovessi sottolineare un aspetto in cui potrebbero fare di più, questo è certamente la comunicazione: occorre fare di più in questo senso. Due regioni che con esempi più vivaci della altre? Emilia Romagna e Lazio».

Romina Muzzi (Locanda La Lincosta, L'Aquila) e Mario Calabresi

Romina Muzzi (Locanda La Lincosta, L'Aquila) e Mario Calabresi

«Quest’anno abbiamo incluso 120 novità su 1.713 segnalazioni complessive», riassumeva invece il co-curatore Eugenio Signoroni, «non sono mai state così tante negli ultimi anni. Molti che avrebbero dovuto inagurare appena prima o durante la pandemia, alla fine hanno retto, un dato che non può che farci piacere. Ciò precisato, le chiocciole quest’anno sono 22 in meno rispetto all’ultima edizione: qualcuno ha chiuso, tanti hanno cambiato formula. Tra le perdite più dolorose, segnalo quella dell’Osteria Bolognese di Vignola, Modena. Hanno aperto dopo la Seconda guerra Mondiale e chiuso col Covid. A loro il nostro grande grazie».

Un grazie esteso a tutti gli ostinati osti invitati sul palco dello Strehler, come di consueto apparecchiato con tavoli in legno e tovaglie a quadri, simboli immarcescibili di questo mondo. A tenere le fila degli ospiti, è intervenuto un ospite speciale, il giornalista Mario Calabresi. Ci ha aiutato a conoscere le storie di Romina Muzzi della Locanda La Lincosta dell’Aquila, una testimonianza conclusa da parole commosse: «E' stato molto più difficile stare chiusi che riaprire e ricominciare».

Ancora, Paolo Reggiani Ristorante Laghi a Campogalliano (Modena), che ha voluto sottolineare le difficoltà anche climatiche dei nostri tempi: «Oltre alla pandemia e terremoto, abbiamo dovuto sopportare 4 alluvioni in 5 anni. Danni devastanti. Ma siamo ancora qui». Storie di ripartenze e disavventure messe alle spalle anche per una certa lungimiranza. Come quella di Anna Laura Borrello, a nemmeno 25 anni laureata a Pollenzo e già al timone dell’ Osteria del maiale nero sui Nebrodi, in Sicilia. (p.s. lavora con suo fratello che di anni ne ha 21…).

Tutte storie da prendere ad esempio, scorrendo le pagine della Guida alle Osterie d’Italia, non una semplice guida ma un libro che racconta di mille e più esempi che possono rischiarare il futuro.

Qualche numero sull’edizione:

  • 1.713 locali recensiti (nell’edizione 2021 furono 1.697).
  • 120 novità.
  • Regioni più rappresentate: Campania (177), Toscana (145), Piemonte (136), Emilia Romagna ( 124), Puglia (111).
  • Regioni col maggior numero di Chiocciole: Campania (23), Toscana e Piemonte (22), Puglia ed Emilia Romagna ( 19)

6 premi speciali assegnati:

Osterie d’Italia 2022, editore Slow Food (940 pagine, 22 euro) si acquista online.