30-01-2019
Enrico Croatti premiato a Madrid Fusión. E a maggio atterra a Milano...
Lo chef romagnolo ottiene il riconoscimento per il successo del suo ristorante spagnolo Orobianco. Intanto progetta il nuovo indirizzo meneghino
Enrico Croatti, riminese classe 1982. Ha lavorato con Gino Angelini a Los Angeles, poi Akelarre, insegna tristellata di San Sebastian in Spagna, Les Terrasses de Lyon a Lione, Grand Hotel Miramonti Majestic di Cortina d’Ampezzo e, ancora a Lione, l’Auberge du Pont de Collonges. La sua prima stella nel 2013 a Madonna di Campiglio come chef del Dolomieu
Enrico Croatti, chef romagnolo classe 1982, è stato premiato al congresso internazionale Madrid Fusión 2019 con il Premio Especial Negrini, un riconoscimento alla sua carriera, nonostante la giovane età, che lo ha portato a conseguire la sua prima stella Michelin in Italia al Dolomieu di Madonna di Campiglio (Tn) nel 2013, e da poco in Spagna, al ristorante Orobianco di Calpe, come primo ristorante di cucina italiana a ricevere in penisola iberica questo importante riconoscimento.
Per questo a lui va – primo italiano a ricevere questo riconoscimento - il Premio Especial istituito da Negrini (azienda leader in Spagna nella commercializzazione di prodotti enogastornomici italiani) che è stato assegnato nelle precedenti edizioni a mostri sacri come Ferran Adrià, Joan Roca, Dabiz Muñoz, Juan Mari Arzak, Pedro Subijana, Martín Berasategui, Paco Roncero, Mario Sandoval, Ricardo Sanz e Pepe Rodríguez Rey.

Croatti premiato a Madrid
Ma non è l’unico attestato al merito ricevuto dal cuoco romagnolo in questo inizio anno. Ieri, al
Grand Hotel di Rimini, il
Gran Premio della Ristorazione lo ha voluto premiare con la Medaglia d’Oro, sempre per il suo grande percorso professionale compiuto sino a ora e in particolare per il successo ottenuto in Spagna.
Ora Croatti è impegnato nel suo nuovo progetto milanese, che lo vedrà sbarcare a due passi dalla monumentale stazione centrale di Milano il prossimo maggio con un format che mette al bando la parola gourmet per proporre qualcosa di più immersivo, "un vero e proprio intrattenimento gastronomico a 360 gradi - così viene presentato - che promette di far innamorare anche i più navigati gastronauti".