Lucia De Prai

Foto Brambilla-Serrani

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«Non puoi connettere i punti guardando avanti; puoi connetterli solo guardando indietro. Quindi devi fidarti del fatto che in qualche modo i punti si connetteranno nel tuo futuro. Devi credere in qualcosa – il tuo istinto, il destino, la vita, il karma, qualunque cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito e ha fatto tutta la differenza nella mia vita». Tutta questa saggezza arriva da una bella ragazza classe 1990, dunque con un'età in cui tanti surfano ancora tra le lasagne di mammà, redditi di cittadinanza e fuoricorsismi vari. Lei invece ha un curriculum alto come un millefoglie.

Lucia De Prai è una romana elegante e affilata, avvicinatasi alla cucina per bisogno (studiava Giurisprudenza, era a Londra e doveva sbarcare il lunario) e alla disciplina che governa i fine-pasto per caso. Ma nella vita le combinazioni sono bluff che dura poco. E Lucia era una predestinata. Precisa, netta, nitida, mai sovraesposta, con un gusto per la bellezza raro, un po’ innato e molto figlio dei suoi maestri, molti e buoni (che grande fortuna sono, gli insegnanti): Roy Caceres di Metamorfosi e Heinz Beck della Pergola nella sua Roma, poi Paco Torreblanca dell’International School of Pastry Arts, quindi Quique Dacosta che l’ha promossa capopasticciera nel suo ristorante di Dénia.

Lucia affina il mestiere, che diventa artigianato e poi arte, ruba a chi è più grande di lei tutto quello che può, quindi decide che è il momento di tornare in patria e lo fa nel migliore ristorante di Genova, The Cook di Ivano Ricchebono. L’esperienza non dura moltissimo ma consente a Lucia di tornare profeta in patria, di attirare la curiosità della critica nostrana, di vincere come se nulla fosse il premio come Miglior pasticciere dell’anno nella Guida Identità Golose 2019 (qui la motivazione). Nel frattempo batte forte anche il cuore, per lo chef e socio Marco Primiceri, e l’amore - si sa - dà coraggio. Quello di lasciare The Cook e di cercare il proprio futuro in due, come una società mezza salata e mezza dolce.

Ha partecipato a

IdentitĂ  Milano


a cura di

Andrea Cuomo

Romano ma ora a Milano, sommelier, è inviato del quotidiano Il Giornale. Racconta da anni i sapori che incontra