24-10-2026

Uno chef ha creato un menu insieme a un agente AI. E ci ha proprio convinto

A Torino la sfida di Christian Mandura con Replay: condividere l'ideazione di un menu assieme a Rose, che non è una collega in carne e ossa ma un agente virtuale di intelligenza artificiale. Noi abbiamo potuto solo apprezzare il risultato

Christian Mandura al tavolo con Rose, che non esi

Christian Mandura al tavolo con Rose, che non esiste in carne e ossa, è un agente virtuale

La prova cui si sottopongono Christian Mandura, chef del’Akoya di Torino (già una stella con Unforgettable) e Reply, azienda informatica 100% made in Italy, una delle principali realtà tecnologiche italiane, non è certo delle più comuni. Insieme hanno ideato un progetto, Aqua, il primo format di immersive experience che ha debuttato il 21 ottobre 2026 a Reply House di Torino, in occasione di Buonissima.

In sostanza: Reply ci ha messo “il ristorante” con la sua scenografia virtuale, che prende vita dal suo progetto di machine learning; ovvero una smart room multisensoriale che unisce l’intelligenza artificiale e tecnologie immersive per creare ambienti e scenari digitali, rimodulati in funzione del menu o di quello che si sceglie di rappresentare. Il piatto interagisce con le pareti, i suoni e le proiezioni sul tavolo, creando un ambiente che cambia ad ogni portata. Dal canto suo Christian Mandura per costruire il menu ha dialogato direttamente con Rose, che non è una collega in carne e ossa ma l’agente virtuale di AI di Reply; attraverso lo scambio di idee e prompt si è arrivati alle ricette che hanno preso forma dalle mani dello chef umano, ma che hanno una radice anche nel ragionamento digitale di Rose.

Aqua, il primo format di immersive experience che ha debuttato il 21 ottobre 2026 a Reply House di Torino

Aqua, il primo format di immersive experience che ha debuttato il 21 ottobre 2026 a Reply House di Torino

Stupore ad Aqua

Stupore ad Aqua

Con questa collaborazione sono nati sei atti, sei piatti e sei sceneggiature differenti che la House di Reply ha messo in scena, come fosse davvero un teatro in cui l’esperienza parte intorno e sul tavolo, oltre che in bocca e sul piatto. Abbiamo assaggiato, per dire, Shime saba (sgombro marinato alla giapponese) con brodo dashi e verbena, o Meringa al melone, tartufo e aceto, e non abbiamo proprio capito quale parte del piatto sia stato costruito dalla mente dello chef o da quella della onnisciente aiutante virtuale (allo stesso modo, ormai spesso si perde la radice di un articolo giornalistico o di una tesi di laurea). Ma questo poco importa. Importa la crescita e il risultato, importa l’esperienza e il sapore del cibo. E quello, al di là delle distrazioni sensoriali, è stato sorprendente per noi che giudichiamo il risultato nel palato: il percorso che digitale e analogico hanno costruito insieme ha dato vita ad uno spettacolo, in cui i piatti sono stati perfetta sintesi.


News

di

Luca Milanetto

gastronomo per passione e assaggiatore seriale, abitante della periferia montana del Regno Sabaudo, nel tempo che resta prova a innovare il sistema di welfare italiano. Ancora si emoziona prima di aprire il menu di un nuovo ristorante