16-10-2026

Come cambia l’ospitalità: idee e nuove visioni da Hospitality Day 2026

A Rimini oltre 4.000 professionisti e 225 speaker per confrontarsi sul futuro dell’hôtellerie, tra intelligenza artificiale, design, wellness, leadership e nuovi modelli di accoglienza

Si è svolto al Palacongressi di Rimini l’edizi

Si è svolto al Palacongressi di Rimini l’edizione 2026 di Hospitality Day

«Sono stati oltre 2.500 i relatori che si sono avvicendati su questi palchi in questi tredici anni». Esordisce così Mauro Santinato, presidente di Teamwork Hospitality, nel suo speech introduttivo che ha dato inizio all’edizione 2026 di Hospitality Day, che si è svolto come di consueto al Palacongressi di Rimini. I numeri, più di ogni altro aspetto, restituiscono il valore di un appuntamento capace ogni anno di riunire albergatori, manager, designer, consulenti e professionisti del settore, per una giornata di formazione, networking e confronto sui temi più attuali dell’industria alberghiera.

L’edizione 2026 ha registrato oltre 4000 presenze, 225 speaker, 200 aziende partner e media partner italiani e internazionali, ampliando i propri confini, con presenze dall’estero particolarmente significative nell’ambito del design e della progettazione. Dalla gestione delle risorse umane alla leadership e al coaching, dalla comunicazione e marketing al Revenue e al Food & Beverage Management. E ancora, dalla progettazione e riqualificazione alberghiera, alle nuove forme di ospitalità, all’intelligenza artificiale e alla wellness economy. Sale plenarie, sale formative e arene tematiche hanno ospitato incontri e approfondimenti dedicati ai diversi ambiti del settore ricettivo. Un ampio spazio è stato inoltre dedicato ai case studies e alle testimonianze degli operatori. 

Mauro Santinato, presidente di Teamwork Hospitality. Foto di Giorgio Salvatori

Mauro Santinato, presidente di Teamwork Hospitality. Foto di Giorgio Salvatori

Sul palco dell'Inspiration Hall si sono alternati alcuni dei nomi più autorevoli della formazione, della comunicazione e del management, tra cui Paolo Borzacchiello, Michil Costa, Claudio Belotti, Ezio Indiani, Diego Roggero, Giuliana D’Avola e Claudio Ceccherelli. Foto di Giorgio Salvatori

Sul palco dell'Inspiration Hall si sono alternati alcuni dei nomi più autorevoli della formazione, della comunicazione e del management, tra cui Paolo Borzacchiello, Michil Costa, Claudio Belotti, Ezio Indiani, Diego Roggero, Giuliana D’Avola e Claudio Ceccherelli. Foto di Giorgio Salvatori

«Hospitality Day è nata per offrire agli operatori dell’accoglienza uno spazio di crescita oltre la routine operativa. In un solo giorno, l’evento unisce migliaia di professionisti da tutta Italia per fare rete, condividere esperienze e definire le strategie necessarie per anticipare l’evoluzione del mercato», ha spiegato Santinato.

Main stage dell’evento, l’Inspiration Hall ha visto alternarsi alcuni dei nomi più autorevoli del mondo della formazione, della comunicazione e del management. A cominciare da Paolo Borzacchiello, divulgatore ed esperto di intelligenza linguistica, che ha inaugurato la ricca giornata di appuntamenti con un intervento ispirazionale: La chimica del cambiamento, una riflessione sulle interazioni umane come bussola per superare gli ostacoli in un mondo che accelera. Il consiglio che dà ai professionisti del settore? Distinguersi, in un mondo sempre più ‘veloce’, prendersi cura di un ospite richiede tempo, attenzione, premura, capacità di instaurare una connessione, dialogo e la capacità di saper creare un linguaggio distintivo.

Dopo di lui, Michil Costa, attivista e albergatore ambientalista, ceo di Casa Costa 1956; Ezio Indiani, general manager dell’Hotel Principe di Savoia di Milano; Diego Roggero, general manager di Portrait Milano; Giuliana D’Avola, general manager Bvlgari Hotels Milano e Claudio Ceccherelli, director of operations di Le Graal portando sul palco esperienze, visioni e strumenti per interpretare l’evoluzione dell’ospitalità.

A chiudere l’evento, è stata la prima edizione degli Hotel Designer Awards, il riconoscimento dedicato alla creatività e alla visione dei giovani professionisti impegnati nella progettazione dell’ospitalità del futuro. Il contest, che premia progetti e concept capaci di interpretare i nuovi bisogni dell’hospitality attraverso comfort, sostenibilità, tecnologia e bellezza, è rivolto ad architetti, interior designer e progettisti under 40 e nasce con l’obiettivo di sostenere ricerca, innovazione e nuove visioni nel progetto alberghiero. 

Sono stati oltre 4.000 i partecipanti della tredicesima edizione di Hospitality Day. Foto di Giorgio Salvatori

Sono stati oltre 4.000 i partecipanti della tredicesima edizione di Hospitality Day. Foto di Giorgio Salvatori

Più che una fotografia del presente, Hospitality Day 2026 ha restituito così una possibile mappa dell’ospitalità che verrà. Un settore chiamato a confrontarsi con l’intelligenza artificiale e con una tecnologia sempre più presente nei processi, con nuovi modelli di business, con il ripensamento degli spazi, con il wellness e con una crescente attenzione alla sostenibilità, ma anche con una diversa cultura del lavoro e della leadership. In questo scenario in continua trasformazione, emerge però un elemento che sembra destinato a rimanere immutato: la centralità della relazione umana.

Perché se gli strumenti cambiano, così come cambiano le aspettative dei viaggiatori e i linguaggi attraverso cui un hotel si racconta, accogliere continua a significare soprattutto saper dedicare tempo, attenzione e cura all’ospite, costruendo esperienze capaci di generare una connessione autentica. È forse proprio in questo equilibrio tra innovazione e dimensione umana che si giocherà una delle sfide più interessanti dell’hôtellerie dei prossimi anni. E Hospitality Day si conferma quindi non soltanto un appuntamento dedicato alla formazione e al networking, ma un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni di un settore che continua a interrogarsi sul proprio futuro. E, soprattutto, sul significato stesso di ospitalità in un mondo che cambia sempre più velocemente.


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di

Elisabetta Canoro

Giornalista e scrittrice specializzata in Hôtellerie e Travel, è Head of Hospitality di Identità Golose, collabora con AD Architectural Digest Italia, JAMES Magazine, Milano Luxury Life. Autrice di libri e guide editi da WhiteStar e Marco Polo.