A Trani sold out con oltre 1000 presenze per la kermesse nata nel 2015: oltre 200 vini in degustazione, più di 50 stand, 72 cantine italiane e 28 straniere, il dialogo con la cucina
Raggiungere la decima edizione è un traguardo che, nel panorama degli eventi enogastronomici, non può essere dato per scontato. Farlo mantenendo intatta la propria identità lo è ancora meno. Degustazione Casual, il progetto nato nel 2015 e approdato l'anno successivo alla sua prima edizione negli spazi de Il Vecchio e il Mare di Trani (da un'idea di Luca Palmieri, founder di Food & More, insieme ad Antonio De Feudis, Francesco Mastrodonato e Rocco Fusco, soci e fondatori de Il Vecchio e il Mare), è riuscito in questi anni a costruire qualcosa che va oltre una semplice degustazione di vino: è diventato un appuntamento capace di richiamare appassionati, operatori del settore e semplici curiosi da tutta la Puglia.
Dieci anni rappresentano un traguardo importante per chi organizza eventi. Dietro un risultato come questo ci sono mesi di lavoro, passione e anche quella inevitabile tensione che accompagna ogni manifestazione, soprattutto quando cresce nel tempo. La forza di Degustazione Casual, però, non sta semplicemente nei numeri. In dieci anni la manifestazione ha accolto complessivamente oltre 10.000 presenze, più di 1.000 operatori del settore e ha portato ai banchi di degustazione oltre 2.000 etichette. Per questa edizione gli spazi de Il Vecchio e il Mare, affacciati sul molo Sant'Antuono di Trani, hanno ospitato oltre 200 vini italiani ed esteri, più di 50 stand, 72 cantine italiane e 28 straniere, con il supporto dei sommelier dell'Associazione Italiana Sommelier per la mescita delle aziende non presenti fisicamente. Particolare attenzione è stata riservata anche alla produzione pugliese, protagonista con una selezione di alcune tra le cantine più rappresentative della regione. Un'offerta che rende Degustazione Casual uno delle kermesse con la più ampia presenza di referenze internazionali nel Sud Italia.
La vera intuizione degli organizzatori è racchiusa proprio nel nome dell'evento. Degustazione Casual non è uno slogan. È un modo di vivere il vino. O, per dirla con un'espressione tutta pugliese, è un evento pensato "a stare". A stare bene. A fermarsi. A condividere una serata senza quella rigidità che spesso accompagna gli appuntamenti più istituzionali. È un modo diverso di creare relazioni professionali, più spontaneo, autentico e, forse proprio per questo, anche più efficace.
Allo stesso tempo, c'è chi arriva semplicemente per trascorrere una bella serata, chi vuole scoprire nuove etichette, chi desidera confrontare territori e produttori italiani con alcune delle più importanti realtà vitivinicole europee, dalla Francia alla Germania, passando per Austria, Slovenia e Spagna. Tutto questo nella cornice del mare di Trani, con un'atmosfera rilassata che rende la cultura del vino accessibile anche a chi non è un esperto.

Giovanni Scaraggi e il suo Polenta scagliozza con salsa tarama, uova di salmone ed erbe aromatiche
Come da tradizione, anche quest'anno il vino ha dialogato con la cucina grazie alla presenza di 15 chef pugliesi e, per la prima volta nella storia della manifestazione, di un ospite dall'estero,
Giovanni Scaraggi del ristorante
Sole Giaguaro di Atene. Pugliese di origine, ma da anni residente e attivo ad Atene, lo chef ha proposto una crocchetta di
Polenta (scagliozza)
con salsa tarama (crema della tradizione greca a base di uova di baccalà, pane, limone e cipolla) completata da uova di salmone ed erbe aromatiche. Un piatto che racconta l'incontro tra le sue radici pugliesi e il percorso professionale costruito in Grecia. Ho scelto di accompagnarlo con il
Dis Cumieris Malvasia 2024 di
Vie di Romans, seguendo il consiglio dei sommelier presenti ai banchi di degustazione. Un abbinamento che ha valorizzato sia il piatto sia il calice, confermando come il buon cibo continui a essere parte integrante dell'identità di
Degustazione Casual.
Il vino resta il filo conduttore, il cibo ne accompagna il racconto e le persone continuano a essere il vero valore aggiunto. È probabilmente questo l'equilibrio che, dopo dieci anni, continua a rendere l'appuntamento unico e riconoscibile.