15-09-2026
Dalle ferite della Xylella ai giovani ulivi: il nuovo corso dell’olio salentino
Dal 21 settembre il Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio, a Casarano (Lecce), aprirà al pubblico su prenotazione, offrendo un percorso immersivo che dalla Via dell’Ulivo conduce alla conoscenza della civiltà olearia. Si parte con un talk sulla cultura dell'olio e con una cena orchestrata da Antonello Magistà
La cultura dell'olio al centro dell'attività del Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio, a Casarano (Lecce)
C’è un Salento che ha conosciuto la ferita della Xylella e che oggi prova a raccontare la rinascita attraverso ciò che più profondamente lo rappresenta: l’ulivo, l’olio, la cultura della terra. È questo il filo, verde e tenace, che innerva l'attività del Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio, voluto da Primoljo, progetto familiare che affonda le radici nella storia di nonno Marco e che, dopo lo sconvolgimento della Xylella, ha scelto di guardare avanti. Dal 21 settembre il museo aprirà al pubblico su prenotazione, offrendo un percorso immersivo che dalla Via dell’Ulivo conduce alla conoscenza della civiltà olearia, fino a Primoljo Experience, spazio dedicato alla degustazione, alla formazione e all’incontro. Un luogo dove la memoria non viene semplicemente conservata, ma diventa esperienza attraverso i sensi.

Il Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio, voluto da Primoljo
La preview sarà aperta dal talk “Dalla memoria alla rinascita: l’olio come cultura, identità e futuro del Salento”, moderato da
Monica Caradonna, giornalista e conduttrice Rai di
Linea Verde. Istituzioni, università, mondo agricolo, impresa e cultura si confronteranno sul futuro dell’olivicoltura salentina, attraversando quattro temi: territorio, rinascita, nuove professionalità e cultura alimentare. Poi saranno le voci della tradizione, rappresentate da
Consuelo Alfieri, ad accompagnare gli ospiti verso il museo e, infine, alla tavola. Lo show dinner sarà infatti un altro capitolo del racconto: l’olio non più semplice condimento, ma ingrediente capace di dialogare con materie prime, consistenze, temperature e profili aromatici. A raccontarne gli accostamenti sarà
Antonello Magistà, ambasciatore dell'identità gastronomica pugliese, figura da sempre vicina a tutto ciò che parla di qualità, territorio e autenticità. Un interprete naturale di quella cultura gastronomica che sa trasformare un prodotto identitario in linguaggio contemporaneo. Perché la sfida è tutta qui: custodire la memoria senza restarne prigionieri, restituendo a una terra ferita la possibilità di tornare a immaginare il proprio futuro.
di
Mario "Bolivar" Pennelli
Nasce a Bari nel 1988 e da allora "va sempre girando" (cit. nonna Laura). Scrive di ristoranti, di terre e personaggi leggendari. Ha pubblicato: "Puglia à la carte", "Incredibilia" e "Canti di Terra e di mare"