Italian FOOD&WINE Festival

I vini di Chicago: il Sud Italia

Terminiamo la presentazione dei produttori che parteciperanno all'Italian Food & Wine Festival

20-09-2014

Da martedì 14 a giovedì 16 ottobre, Eataly Chicago ospita la prima edizione dell’Italian Food and Wine Festival. Mercoledì 15 la parte del leone la faranno 30 cantine selezionate dal Merano Wine Festival. Oggi, il terzo e ultimo focus sulle cantine del Sud Italia che saranno presenti

Le cantine del sud al Food & Wine Festival di Chicago saranno rappresentate, per la Campania, con Mastroberardino, senza dubbio uno di quei nomi che hanno fatto la storia del vino italiano di alta qualità. Siamo nel cuore dell’Irpinia, oggi al timone di questa cantina c’è Piero Mastroberardino che ha saputo concentrare la volontà di valorizzazione dei vitigni autoctoni. In degustazione a Chicago ci saranno: Greco di Tufo in purezza nella versione interpretata da Mastrogreco Campania IGT 2013, ben contrastata dal Novaserra 2008, un bianco elegante e immediato per una perfetta sintonia gusto olfattiva e il Taurasi docg Radici 2008, un calice complesso dove la tannicità si fonda nelle note mediterranee con rimandi floreali e di mentuccia.

Stessa regione per la cantina La Guardiense condotta dal winemaker Riccardo Cotarella che punta su un'equa rappresentanza di vini rossi e bianchi con un aglianico in purezza e il Sannio Aglianico Dop 2012 e una riserva con un blend costituito da 80% Sangiovese e un 20% di Aglianico, il Sannio Rosso Riserva 2008. Per i vini bianchi una vetrina dedicata alla Falanghina e al Greco del Sannio 2013, vinificazione in acciaio per una freschezza conclamata.

I vigneti della tenuta di Apice, di Mastroberardino

I vigneti della tenuta di Apice, di Mastroberardino

Scendiamo virtualmente nello stivale per arrivare in Calabria, dalla famiglia Ceraudo con la loro azienda agricola che vanta 60 ettari di cui 38 costituiti da oliveti, 20% vigneti e il restante agrumeti, tutto condotto in agricoltura biologica da molti anni. Roberto Ceraudo, un singolare gentiluomo di campagna, promuove il suo borgo attraverso una struttura singola: ospitalità, cantina e un ristorante stellato con ai fornelli la giovane figlia Caterina, enologa e allieva della scuola di cucina creata dallo chef Niko Romito. La selezione dei vini calabresi per gli States saranno i classici rossi strutturati come il Petraro Val di Neto 2007 (blend 40% Gaglioppo- 40% Cabernet Sauvignon e 10% Magliocco) e Dattilo Val di Neto igt 2009, 100% Gaglioppo. Singolare la struttura moderna del rosato Grayasusi etichetta argento 2012, 100% Gaglioppo: intenso e originale per note floreali e frutto autentico.

Interessante le proposte del gruppo Vino Libero, per la Puglia la Masseria San Magno con il vino Rosso Magno Castel del Monte DOC 2012, un blend di 70% Uve di Troia, 20% Montepulciano e 10% Cabernet Sauvignon, solo acciaio per un tempo brevissimo, appena 4 mesi per donare immediatezza ed energia proprio come per l’azienda siciliana Calatrasi e Miccichè, che con il Grillo 2013 dimostra un'azzeccata semplicità.

Lo splendido paesaggio di Regaleali, dove c'è una delle tenute di Tasca D'Almerita

Lo splendido paesaggio di Regaleali, dove c'è una delle tenute di Tasca D'Almerita

Restiamo in Sicilia con Baglio di Pianetto, una cantina che porta avanti il progetto davvero ambizioso di Paolo Marzotto di creare vini eleganti confezionati in maniera meno convenzionale, vedi il Ficiligno 2013 con un 50% Insolia e 50% Viognier per un bianco aromatico con sfumature agrumate intense. Interessante la batteria dei rossi come il Cembali Sicilia IGT, 100% Nero D’ Avola e il Shymer con un 50% di Syrah e 50% Merlot. Sempre grandi rossi siciliani anche per la cantina Firriato con l’Harmonium 2010, Nero d’Avola in purezza, e Le Sabbie dell’Etna Rosso doc ben contrapposto al bianco dell’Etna costituito da 80% Carricante e 20% Catarratto.

Last but not the least i vini di Tasca d’Almerita, la famiglia Tasca conduce un’azienda agricola storica per l’isola, distribuita su varie tenute: Regaleali, isola di Mozia e Salina oltre alla zona etnea. Imperdibile l’assagio del Rosso del Conte Contea di Sclafani doc 2008 per il blend Nero d’Avola - Cabernet, del Lamùri d’Almerita Sicilia doc 2012, Nero d’Avola in purezza, oltre al vino etneo Ghiaia Nera Sicilia igt 2011 per un Nerello Mascalese 100% che porta  tutta la magia delle terre vulcaniche nel calice. Più immediatezza con il Grillo Sicilia doc 2013, ma sempre ben allineato alla filosofia aziendale di far bere un territorio, la Sicilia.


Rubriche - Primo piano

Gli appuntamenti da non perdere e tutto ciò che è attuale nel pianeta gola

a cura di

Cinzia Benzi

Laureata in psicologia, è stata rapita dalla galassia di Identità Golose. Se lo studio del vino è la sua vita, la vocazione di buongustaia è una scoperta in evoluzione