Artisti dello Street Food a tutto Pepe

Premiati alla festa del cibo di strada, dai Cerea a Brusaporto, i babà di Alfonso e le pizze di Franco tra 42 straordinari stand

27-07-2018

Il momento della premiazione durante la serata di mercoledì 25 luglio, dedicata dalla famiglia Cerea agli Artisti dello Street Food alla Cantalupa a Brusaporto. Da sinistra verso destra: Francesco Cerea, coperto dalla mamma Bruna, il premiato Alfonso Pepe, Chiccio Cerea e la presentatrice, equilibrata e brillante

Che bell’appuntamento, e che buono, quello a cui hanno dato vista mercoledì scorso 25 luglio gli Artisti dello Street Food in casa della famiglia Cerea. Quinta edizione alla Cantalupa a Brusaporto vicino Bergamo e tutto ancora più ricco e ancora meglio organizzato. Lo scorso anno le postazioni di cucina, pasticceria e vino furono 38 e i presenti 1500. Sembrava impossibile ancore oltre, invece così è stato: 43 stand e 1700 ospiti, 120 euro il biglietto di ingresso e poi bontà a volontà. E tutto si è svolto senza criticità, mai ressa, mai un farsi largo caotico, perché il palco e lo schermo sono stati posizionati in un punto strategico e si è evitata la saturazione dello spazio piscina. Complimenti all’organizzazione Cerea che ha ovviato al passato.

Enrico Cerea e Franco Pepe, due Ambasciatori del Gusto alla festa dello street food alla Cantalupa a Brusaporto (Bergamo)

Enrico Cerea e Franco Pepe, due Ambasciatori del Gusto alla festa dello street food alla Cantalupa a Brusaporto (Bergamo)

Impossibile assaggiare tutto, ognuno seguiva i suoi percorsi golosi. Il mio mi ha portato a sostare in 12 punti diversi. Pensavo meno ma tra decine di bontà non ha davvero senso limitarsi a tre o quattro cose. A quel punto tanto varrebbe rimanersene a casa.

Primo buon boccone da Fudbox, chiosco in Bergamo, via Cesare Battisti 2, telefono +39.393.8703133. Un perfetto Amburgher, scritto così per ricordare l’ammm, pappa buona di quando eravamo bambini, carne cruda che ha sentito giusto un alito di calore. Pochi passi ed ecco Marco Sacco, chef-patron del Piccolo Lago a Mergozzo accanto al Lago Maggiore, sponda piemontese. Sacco per una volta eretico: zuppa di pesce sì, ma di mare e non di lago. Cotta in una enorme pentola. Fascinoso.

Cambio di passo e su verso la piscina, dove la postazione numero 1 era di appannaggio di Franco Pepe. Il caiatino, reduce dal successo a Napoli nella classifica di 50 Top Pizza, Pepe in grani ancora il massimo tra le pizzerie d’Italia e del mondo, ha portato la sua eccellenza che non conosce confini. Bastava guardare la fila per averne l’ennesima conferma, successo che genera gelosia ma è così ovunque. Il successo non viene mai perdonato.

Un Salva cremasco di starordinaria qualità

Un Salva cremasco di starordinaria qualità

Accanto al forno, i formaggi di Alberto Belometti, bergamasco di Grumello del Monte, +39.035.4420538. Ha portato in degustazione un salva cremasco di oltre due anni. Abituato a forme sempre troppo giovani, il suo mi ha stregato. Peccato sia l’eccezione. Ho faticato a staccarmi anche dalla postazione numero 3, dominata dal Centro Carni Zappella Ettore a Cividate al Piano, ennesimo comune della Bergamasca, +39.036.397036. Zappella è anche l’anima di una osteria chiamata I piaceri della carne, che apre solo quattro giorni alla settimana e solo la sera dalle 20 alle 23, da mercoledì a sabato. Il suo arrosto di vitello era una poesia, croccante fuori e succoso dentro. Mi sono limitato, ma il mio limitarmi ha confini più ampi del comune sentire.

Sempre in zona piscina, ecco pure il panino al lampredotto del Trippaio di Firenze. Per godere della sua specialità nel capoluogo toscano dovete cercarlo in via Gioberti 103, telefono +39.335.8216880. La Pasta c’anciova, con l’accciuga, portava invece la firma dei Pupi, il ristorante di Tony Lo Coco a Bagheria vicino Palermo. Ultima sosta prima del gran finale, il tacos di baccalà e avocado di Andrea Berton con il quale mi sono confrontato sull’eterna grande assente in qualsiasi forma di ristorazione estiva che non siano le feste in casa e le gastronomie: sua maestà l’Insalata di riso. Trovare un cous cous è facile, ma è tiepido e non ha la freschezza al palato dell’insalata di riso. Possibile nessuno intenda dare dignità stellata a un potenziale capolavoro gastronomico?

Nel giardino in basso, il mio oscar personale: l’ho attribuito al Maialino allo spiedo - e alla brace ardente - di Su Schidoni Sardu di Mario Usai, da lui stesso allevati e portati a Brusaporto. Purtroppo, non ho ancora trovato informazioni utili. Non appena arriveranno le riporterò. Usai va monitorato perché la qualità va incentivata, applaudita.

Braci lui e fuoco vivo a pochi metri dalla postazione sarda per Testami, indirizzo di cucina artigianale toscana, take away aperto in via Solari 23 a Milano da Marco Vitolo, telefono +39.338.5979051. La sua è una Toscana che non tutti conoscono perché defilata rispetto alle città d’arte, alle zone del vino, alla Maremma e le valli più interne. Vitolo punta sulla Lunigiana, su Pontremoli e non poteva non offrire i testaroli cotti nei testi in alluminio e poi conditi con il pesto.

Doppia dolce chiusura pochi passi oltre: prima il gelato della gelateria Mei a Sarnico sul Lago d’Iseo, due gusti a base limone, quindi i baci di dama e i frollini della Pasticceria Oliver, casa madre a Galliate Lombardo (Varese), telefono +39.0332.947937, e vetrina sul lungolago Marconi di Arona, lago Maggiore dunque, +39.0332.242701.

Ultima nota: tanto è stato applaudito Franco Pepe per i recenti riconoscimenti in chiave pizza, così è stato applaudito il suo omonimo (e non parente) Alfonso Pepe in chiave dolce. I suoi babà e le sue sfogliatelle sono stati premiati sul palco come la bontà più bontà tra tutte quelle presenti all’edizione 2018 degli Artisti dello Street Food, lui che li ha portati nel regno dei Cerea partendo da Sant’Egidio del Monte Albino in provincia di Salerno, +39.081.5154151.

Intanto è già iniziato il conto alla rovescia per l’edizione 2019.


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