W gli spacciatori di benessere

Maria Grazia Cucinotta a Identità Expo: oggi lusso è avere buoni fornitori di alimenti sani e naturali

01-06-2015
Maria Grazia Cucinotta con la brigata di Identità

Maria Grazia Cucinotta con la brigata di Identità Expo, il temporary restaurant firmato Identità Golose all'Esposizione 2015

Maria Grazia Cucinotta era stata madrina del padiglione italiano all’ultimo Expo, quello che si tenne a Shanghai nel 2010, «ma vivere questo evento qui in Italia, a Milano, è tutta un’altra cosa» dichiara entusiasta mentre finisce il pranzo a Identità Expo S.Pellegrino, deliziata dalla cucina di Tomaž Kavcic.

Pensi che Expo possa essere una buona occasione per il Paese?
«Certamente può aiutare molto al rilancio del turismo, dell’ospitalità alberghiera e della ristorazione. Mi ha sorpreso la bellezza dei padiglioni, sembra di essere a un luna park del gusto col tutto il mondo dentro e la gente che guarda all’insù estasiata…».

Maria Grazia Cucinotta al termine del pranzo, sulla terrazza-cocktaleria di Identità Expo

Maria Grazia Cucinotta al termine del pranzo, sulla terrazza-cocktaleria di Identità Expo

Vero, i bambini sono entusiasti.
«E non solo i bambini! Io credo che sia bello entrare qui con gli occhi dei più piccoli, lasciarsi conquistare dall’immaginazione. Poi però ci sono anche le necessità concrete: e sono contenti anche i tanti che lavorano a Expo e toccano con la mano la possibilità di intraprendere qualche nuova professione, quando l’Esposizione terminerà».

Il tema di Expo richiama il problema dell’alimentazione e la piacevolezza del buon cibo. Guardiamo al primo aspetto: tu sei dal 2006 ambasciatrice Onu del Wfp, il Programma alimentare mondiale. Qual è la vostra azione?
«Duplice. Da una parte distribuiamo biscotti nutrienti e multivitaminici per combattere la fame. Dall’altro però facciamo in modo che i bambini studino e imparino un mestiere, perché dare loro il cibo non basterebbe. Senza contare che il cibo è vita, ma troppo cibo, magari di cattiva qualità, è un problema, fa male. Oggi il vero lusso è mangiare sano e naturale. Lo si scopre col tempo».

Tu sei abituata bene?
«Benissimo, vengo da una famiglia povera, si era in stretto contatto con la natura, si mangiava quello che arrivava dalla campagna. Oggi è fortunato chi, in città, ha un fornitore di cose del genere, io li chiamo “gli spacciatori di benessere”: verdure senza pesticidi, uova fresche, formaggi…».

La Cucinotta davanti alla locandina dell'ultimo film del quale è produttrice, "Nomi e Cognomi"

La Cucinotta davanti alla locandina dell'ultimo film del quale è produttrice, "Nomi e Cognomi"

Sai cucinare? Quale tipo di cucina ti stimola?
«Quella tradizionale, non sono capace di realizzare piatti “da chef”, ma pasta, lasagne, gnocchi… Devo dire però che Kavcic mi ha conquistata. Quel suo gnocco aperto… E’ una forma d’arte, una tavolozza da pittore. Oltre a essere buonissimo».

Maria Grazia Cucinotta è anche apprezzatissima produttrice cinematografica.
«E’ appena uscito “Nomi e cognomi”, di Sebastiano Rizzo. E’ un film ispirato alla vita del giornalista Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia, un'opera indipendente realizzata con pochi mezzi e molta passione per raccontare verità scomode. Io interpreto la moglie di un bravo reporter, cui Enrico Lo Verso dà il proprio volto».

Un’opera civile che conferma il tuo impegno, la tua passione civica. Mai avuto paura di essere scomoda?
«So di esserlo ma mi piace lottare per la vita delle persone. Essere famosa non ha senso se non si sfrutta il vantaggio per fare cose del genere, mettere un tacco 12 può magari solleticare il mio ego ma non mi rende fiera».

Sono scelte che hai pagato?
«Un po’ sì. Ma chi se ne frega».


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Olio Coppini