"Piccoli semi per grandi rivoluzioni”: alla Stazione Marittima del capoluogo campano torna dall'11 al 12 aprile l'evento dedicato ai legumi e in cui il cibo torna ad essere ciò che è sempre stato: una questione culturale, sociale, politica. Previsti convegni, un mercato, laboratori del gusto e didattici
A Napoli, l’11 e il 12 aprile, arriva Leguminosa, in una città dove il cibo è ovunque e proprio per questo, forse, si sta perdendo qualcosa. Napoli è sempre stata una capitale gastronomica, un luogo in cui il cibo era relazione, identità, quotidianità. Oggi, però, sempre più spesso rischia di diventare altro: immagine, consumo veloce, esperienza da portare via. Cibo-souvenir. È dentro questa consapevolezza che Slow Food Campania sceglie di portare Leguminosa 2026 alla Stazione Marittima. Non una semplice manifestazione, ma un luogo in cui il cibo torna ad essere ciò che è sempre stato: una questione culturale, sociale, politica.
Al centro ci sono i legumi. Piccoli, antichi, spesso dimenticati. Eppure fondamentali. Non solo per ciò che rappresentano nella tradizione alimentare, ma per quello che possono ancora diventare. Garantire l’accesso al mercato per i piccoli produttori, riconoscere il valore nutritivo, economico e ambientale dei legumi, trasformare queste qualità in risultati concreti per le comunità. I legumi sono componenti fondamentali di sistemi agroalimentari sani, forniscono proteine di alta qualità e micronutrienti essenziali, contribuiscono alla sicurezza alimentare e migliorano la fertilità dei suoli grazie alla loro capacità di fissare l’azoto. Anche il tema indicato dalla Fao — “Pulses of the world: from modesty to excellence” — invita a cambiare prospettiva. Quello che un tempo era considerato un alimento povero oggi si rivela centrale per costruire sistemi alimentari sostenibili, grazie alle sue proprietà e alla sua straordinaria versatilità. È un cambio di sguardo, prima ancora che di dieta. Dentro questo scenario, Leguminosa prende forma come uno spazio vivo.
Sabato 11 aprile, alle ore 10,30, la Sala Calipso della Stazione Marittima apre con la presentazione ufficiale della manifestazione, segnando l’inizio di due giornate in cui il cibo torna ad essere tema pubblico. Nel pomeriggio, alle 16, l’incontro sul Reddito di Contadinanza riporta al centro il valore umano e sociale dell’agricoltura, mentre domenica alle 11 il confronto sulle politiche locali del cibo allarga la riflessione al ruolo delle istituzioni e dei territori. Intorno, per tutta la durata dell’evento, il mercato dei legumi anima la Stazione Marittima dalle 10 alle 19, con oltre cinquanta produttori da tutta Italia. Non una semplice esposizione, ma un luogo di relazione diretta, dove chi produce e chi consuma tornano a incontrarsi senza filtri. Anche il gusto cambia prospettiva. Nei laboratori della Sala Agave, sabato alle 12,30 si inizia con la schiscetta consapevole, mentre alle 17 il confronto tra legumi locali e importati apre una riflessione sulle filiere e sulle abitudini di consumo. Domenica 12 aprile il percorso continua: alle 11 i legumi entrano nella colazione e nella performance nutrizionale, alle 13 diventano protagonisti del pranzo della domenica sostenibile. Nel pomeriggio, alle 15,30, il dialogo tra legumi e mare racconta un Mediterraneo possibile, e alle 17,30 uno sguardo al futuro si apre attraverso fermentazioni e nuove pratiche alimentari.
Parallelamente, per tutta la durata dell’evento, i laboratori didattici coinvolgono bambini e famiglie in un’esperienza fatta di gioco e scoperta. Nella Sala Galatea, infine, la dieta mediterranea si racconta attraverso i suoi elementi più concreti — olio, vino, pane — con degustazioni continue dalle 10 alle 19, restituendo il senso di un equilibrio culturale prima ancora che nutrizionale.
Leguminosa non propone soluzioni facili ma possibili: crea uno spazio in cui fermarsi e iniziare a guardarsi intorno. Perché il cambiamento, passa dai gesti minimi, quotidiani, ripetuti. E a volte, tutto può cominciare da un piccolo seme.
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