29-01-2024

Enozioni, il premio di Ais Lombardia consegnati a José Rallo, Moreno Cedroni e Paolo Marchi

Foto ricordo della premiazione dell'edizione 2

Foto ricordo della premiazione dell'edizione 2024 di Enozioni, premio promosso da Ais Lombardia. Da sinistra: Paolo Marchi, Josè Rallo, Hosam Eldin Abou Eleyoun e Moreno Cedroni

La sesta edizione di Enozioni, nome splendido per un evento organizzato dall’Ais Lombardi nel fine settimana a Milano, le emozioni che nascono grazie al vino. La cena di gala di venerdì 26 gennaio è stata, al Westin Palace di piazza della Repubblica, l’occasione per la consegna dei premi per l’anno in corso, tre in tutto. Ha detto Hosam Eldin Abou Eleyoun, presidente dell’Associazione sommelier lombardi, forte di 8500 iscritti, il 40 per cento donne: «L’idea di premiare tre personaggi del mondo enogastronomico, che con il loro lavoro e le loro iniziative hanno dato lustro al mondo del vino e del cibo di qualità, ha l’obiettivo di premiare chi ha saputo comunicare efficacemente la meravigliosa bellezza e la biodiversità presente in Italia».

Con Tessa Gelisio sul palco assieme con Hosam, hanno ricevuto l’opera in bronzo dell’artista Sandro Granucci, una donna e un uomo stilizzati che reggono una coppa, José Rallo di Donnafugata, Moreno Cedroni e Paolo Marchi. Proprio lo chef di Senigallia ha ricordato come vent’anni fa, lunedì 24 gennaio, una Identità Golose alla prima edizione celebrò il congresso e i premiati con una cena proprio al Westin Palace, stesso salone al primo piano.

Bella la motivazione legata al fondatore e curatore di Identità Golose: «A quel tempo si era alimentato un desiderio di saperlo, di saziare una fame ontologica traslata. Come soddisfare questo appetito? Con un nuovo gioco da “tavola”, del genere INDOVINA CHI(TCHEN). O con un appassionante giallo, in stile risotto, se non con un noir dal paté d’animo profondente. Troppi segreti in cucina, tra scrigni e casseruole, troppe reticenze con quei cinici Q.B., misteriosa e occulta la mano che muoveva quei fondi bruni. “Cosa bolle in pentola” interessava meno. Mordeva piuttosto la curiosità di scoprire chi, quella pentola, la facesse bollire. Ce lo ho svelato lui, con un goloso menu alla carta, di identità: Paolo Marchi».


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A cura della redazione di Identità Golose