La Vigna di Mattia, storia di un sogno più forte del destino

Mattia Mingarelli voleva produrre un suo Metodo Classico in Sicilia. È diventato progetto condiviso, ora che lui non c'è più

10-10-2019
L'associazione La Vigna di Mattia è nata per

L'associazione La Vigna di Mattia è nata per realizzare il progetto di Mattia Mingarelli, comasco, scomparso trentenne a dicembre: creare il miglior vino spumante Metodo Classico siciliano da uve Nerello Mascalese

Se puoi sognarlo puoi farlo” è una di quelle citazioni cult attribuibile al papà di Topolino Walt Disney, un mantra per tutte quelle che persone che si pongono degli obiettivi e ce la mettono tutta per vederli realizzati. Quasi un modus vivendi. Lo sapeva bene Mattia Mingarelli, 30 anni, originario della provincia di Como, giovane brillante con tante attitudini. Era anche un amante del vino e di questa sua passione ha fatto una professione, prima come rappresentante e poi anche da sommelier. Non solo: apprezzando particolarmente le bollicine e essendo molto legato alla Sicilia, aveva deciso di unire i due amori prefissandosi un importante obiettivo: creare il miglior vino spumante Metodo Classico siciliano da uve di Nerello Mascalese. Progetto ambizioso, ma Mattia ambizioso lo era, puntava al massimo. Aveva comunicato questo suo sogno anche ai genitori, Luca e Monica, e alle sorella Elisa e Chiara. Era diventato, insomma, un progetto condiviso.

Mattia Mingarelli

Mattia Mingarelli

Non sempre però ambizioni e sogni sono destinati a realizzarsi. Non basta la volontà, l'impegno o la capacità: a volte è proprio il destino a mettersi di traverso. Come in questo caso: Mattia non c’è più dallo scorso dicembre, ha lasciato nella famiglia e tra gli amici un grande senso di vuoto. Loro però, piuttosto che lacerarsi e distruggersi per il dolore, hanno pensato di provare a riempirlo, quel tremendo vuoto. Non con iniziative casuali; piuttosto, portando a compimento il desiderio del ragazzo, per onorarlo e in qualche modo a tenerlo in vita. Così, hanno deciso: saranno loro a continuare quel suo progetto enologico, una vigna in Sicilia per realizzare il Metodo Classico. È cosi che il sogno di Mattia Mingarelli è diventato La Vigna di Mattia.

Dalla pagina Facebook de La Vigna di Mattia: «Abbiamo capito perché Mattia ha scelto questa terra!»

Dalla pagina Facebook de La Vigna di Mattia: «Abbiamo capito perché Mattia ha scelto questa terra!»

Noi ci siamo imbattuti in questo progetto qualche tempo fa, quando sempre più chef hanno iniziato a fare donazioni affinché divenisse realtà, stimolati in questo senso anche dall'impegno profuso dal gastronomo Alberto Cauzzi, amico della famiglia Mingarelli. Perché anche il sogno più bello ha bisogno di gambe forti con le quali spiccava il volo. Ci racconta la sorella, Elisa: «Mattia veniva spesso in Sicilia. I nostri genitori avevano acquistato una casina nella campagna, tra Noto e Avola, e quello era il luogo prescelto per impiantare la vigna. Da quando lui non c’è più, abbiamo preso noi le redini: lo scorso marzo abbiamo creato lo spazio necessario, tra gli alberi di ulivi e di limoni, per impiantare le prime barbatelle di Nerello Mascalese che già in estate hanno superato il metro di altezza. È stato bello venire in Sicilia e vedere come la natura e l’aria di quest’isola meravigliosa stiano contribuendo alla realizzazione del desiderio di mio fratello. A noi piace pensare che ci sia anche il suo contributo a rendere tutto così bello e armonioso».

Il primo impianto de La Vigna di Mattia, fotografato a fine marzo

Il primo impianto de La Vigna di Mattia, fotografato a fine marzo

Per sostenere questo sforzo, è anche nata un’associazione, La Vigna di Mattia, con l'intento di coinvolgere quanti più sostenitori. «Sapevamo già dall’inizio – dice ancora Elisa Mingarelli - che non avremmo potuto realizzare una vigna da soli, ed è per questo che durante la cerimonia di saluto a Mattia abbiamo chiesto ai suoi amici e a quanti hanno partecipato di non portare fiori, ma di ricordarlo piuttosto attraverso donazioni, anche piccole, che potessero dare ossigeno al suo progetto. Lo scorso 8 giugno, a sei mesi dalla sua scomparsa, abbiamo organizzato un altro piccolo evento con una mostra fotografica presso l’Abbazia Mirasole di Milano. Per noi è fondamentale il sostegno di tutti coloro i quali vogliono contribuire e sentirsi un po’ parte di questa iniziativa».

Il prossimo appuntamento è nell'imminente weekend, in occasione della Festa dei Crotti di Albavilla (Como) – il crotto è un’antica cantina in pietra tipica delle regioni montuose delle Alpi, in particolare delle zone del lago di Como - il 12 e 13 ottobre. Il quell'occasione l’associazione La Vigna di Mattia e l’Ais di Como apriranno un inedito Crotto Champagne in cui verranno tenute degustazioni guidate dai sommelier Ais. Ci sarà poi spazio per la musica e per il divertimento. Il ricavato andrà a finanziare il progetto.

La festa ad Albavilla (Como)

La festa ad Albavilla (Como)

Se lo zoccolo duro dei soci e dei sostenitori si trova sul fronte lombardo, dove Mattia viveva insieme alla sua famiglia, anche dalla Sicilia non manca il sostegno e la partecipazione. Tra chi ci ha creduto da subito ci sono Cesare e Valentina Nicodemo, della cantina Judeka di Caltagirone, che erano già amici del ragazzo. Hanno messo a disposizione il loro enologo per i primi passaggi da svolgere nella Vigna di Mattia: «Il nostro intento è quello di creare un fronte comune Lombardia-Sicilia – ci racconta Elisa – Ovviamente tutti si possono sentire protagonisti del progetto, da ogni parte d’Italia e del mondo; a volte infatti arrivano donazioni all’associazione persino da cittadini di Paesi stranieri e questo per noi è motivo di grande orgoglio».

I tre vini della "selezione Mattia"

I tre vini della "selezione Mattia"

Per ringraziare tutti coloro i quali stanno sostenendo il progetto e chi deciderà di farlo, in attesa che il Metodo Classico di Mattia divenga realtà, è stata creata una piccola selezione di vini da donare a tutti i soci del progetto per farli sentire ancora di più parte del sogno, perché è bello ricevere ma è bello anche dare: “Abbiamo individuato alcuni vini “verticali” e raffinati che rispondono a quella qualità che nostro fratello ha sempre ricercato. Vino buono e sano, tendenzialmente elaborato con metodi naturali e ancestrali. Sono bottiglie di produttori etici, giovani, con tanto desiderio di cambiare il mondo, come aveva anche Mattia. E tutte da Metodo Classico, che utilizzeremo anche per il nostro spumante, quando riusciremo a produrlo». Tre le etichette scelte: il Blanc de blancs Nature 50 Lune dell'azienda Nicola Gatta in Franciacorta, prodotto da uve Chardonnay e che affina sui lieviti proprio 50 lune; il Metodo Classico della siciliana COS di Vittoria, un dosaggio zero realizzato con uve Frappato di Vittoria al 100%; infine, l’Etna Spumante Metodo Classico Caterina di Plachi di Tenute Mannino di Plachi, ottenuto da uve Nerello Mascalese in purezza, con affinamento in bottiglia di almeno 38 mesi.

La vigna di Mattia

La vigna di Mattia

Conclude Elisa Mingarelli: «Siamo solo agli inizi, la via sarà impervia e lunga. La vigna va attesa, accudita, irrorata di amore e gioia. Il prossimo passo sarà quello di acquistare un terreno più grande, all’incirca nella stessa zona. Per la produzione pensata da Mattia ci vorranno almeno tre anni, ma non ci manca né la voglia di andare avanti, né la pazienza. Sappiamo che per le cose buone ci vuole tempo e noi continueremo a lavorare con il supporto di tutti quelli che vorranno aiutarci».

Per avere informazioni su come contribuire con una donazione, o per saperne di più su tutto il progetto, visitate il sito lavignadimattia.com.


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